Per giorni il caso della Power Unit di Charles Leclerc ha generato un’enorme confusione nel paddock Ferrari. Dopo l’incidente di Monza si sono rincorse versioni completamente diverse: prima il motore sembrava definitivamente compromesso, poi è stato dato per recuperato, successivamente è emersa l’ipotesi di una Power Unit ancora sotto controllo e, nelle ultime ore, si parla perfino di una possibile penalità nelle prossime gare per la sostituzione dell’intero pacchetto motore.
- Perché il motore di Leclerc non può essere semplicemente smontato
- Il vero rischio dopo un incidente: il motore continua a girare senza raffreddamento
- Come Ferrari e FIA verificano una Power Unit danneggiata
- Una Power Unit può essere salvata, ma non significa ricostruirla
- Perché il regolamento può trasformare un incidente in una doppia penalizzazione
- E allora perché si continua a parlare della Power Unit di Leclerc?
- La chiave di lettura tecnica
Ma come funziona davvero questa procedura? Quando una Power Unit subisce un danno, Ferrari può semplicemente ripararla oppure serve il via libera della FIA?
A fare chiarezza è Werner Quevedo, ingegnere meccanico impegnato nel motorsport e specializzato nei materiali compositi, che ha spiegato passo dopo passo cosa prevede il regolamento quando una Power Unit viene coinvolta in un incidente importante.

Perché il motore di Leclerc non può essere semplicemente smontato
La prima cosa da chiarire è che una Power Unit di Formula 1 non viene trattata come un normale motore da competizione. Dopo un incidente non è possibile aprirla liberamente per verificare i danni o sostituire qualsiasi componente.
Werner spiega che ogni intervento sulla Power Unit è regolamentato dalla FIA. L’unità può essere aperta soltanto seguendo una procedura ufficiale e in presenza di un delegato federale, che controlla ogni operazione effettuata dal costruttore.
Questo significa che Ferrari non decide autonomamente se un motore è salvo oppure no: prima deve essere completato tutto il processo di ispezione previsto dal regolamento.
Il vero rischio dopo un incidente: il motore continua a girare senza raffreddamento
L’impatto non è sempre la causa diretta del danno alla Power Unit. Il problema può nascere immediatamente dopo.
Quando vengono danneggiati i radiatori o il circuito di raffreddamento, il motore può continuare a funzionare per alcuni istanti senza acqua e senza olio. In quelle condizioni le temperature aumentano rapidamente e alcuni componenti interni possono deteriorarsi anche se l’urto non ha colpito direttamente il propulsore.
È proprio questa la situazione che Ferrari deve verificare dopo un incidente come quello di Monza.
Come Ferrari e FIA verificano una Power Unit danneggiata
Una volta riportato il motore a Maranello, inizia la fase di controllo con la supervisione della FIA.
Werner spiega che vengono ispezionati tutti gli elementi maggiormente esposti al surriscaldamento. L’attenzione si concentra soprattutto sulle guarnizioni e sui componenti che potrebbero aver perso le proprie caratteristiche meccaniche a causa delle temperature elevate generate dalla mancanza di raffreddamento.
L’obiettivo è capire se il motore mantiene ancora l’integrità necessaria per essere utilizzato in gara oppure se il danno è incompatibile con il regolamento.

Una Power Unit può essere salvata, ma non significa ricostruirla
Questo è il punto più importante dell’intera spiegazione.
Secondo Werner, parlare di “motore riparato” è spesso sbagliato. La FIA permette la sostituzione soltanto di alcuni componenti previsti dal regolamento, mentre altri elementi non possono essere cambiati liberamente.
Per questo la procedura non consiste nel ricostruire la Power Unit, ma nel validare che quel motore possa continuare a essere utilizzato dopo le verifiche tecniche.
Se tutti i controlli vengono superati, Ferrari può richiudere la Power Unit e rimetterla nella rotazione del campionato.
Perché il regolamento può trasformare un incidente in una doppia penalizzazione
Werner definisce questa parte del regolamento particolarmente severa.
Un pilota che rompe il motore in un incidente rischia infatti di pagare due volte: prima con il ritiro o con una gara compromessa, poi con una penalità nelle gare successive se la Power Unit deve essere sostituita oltre il limite consentito durante la stagione.
La logica della FIA, però, è evitare che un incidente diventi un modo per ottenere gratuitamente un motore nuovo. Se fosse possibile cambiare una Power Unit senza conseguenze dopo qualsiasi crash, le squadre potrebbero sfruttare questa possibilità quando un motore è ormai vicino alla fine del proprio ciclo di utilizzo.
Per questo ogni caso viene analizzato individualmente e soltanto dopo l’ispezione ufficiale arriva il verdetto definitivo.
E allora perché si continua a parlare della Power Unit di Leclerc?
La spiegazione di Werner aiuta a capire perché siano circolate tante versioni diverse.
Finché Ferrari e FIA non completano tutti i controlli previsti dal regolamento, è impossibile stabilire con certezza se una Power Unit danneggiata sia recuperabile oppure no. Da qui nasce la confusione che ha accompagnato il caso Leclerc nei giorni successivi all’incidente di Monza.
L’ultima voce parla di una possibile sostituzione dell’intero pacchetto motore nelle prossime gare. Ma questa è una valutazione strategica completamente diversa dalla procedura tecnica di validazione spiegata da Werner.
La chiave di lettura tecnica
Il caso Leclerc dimostra quanto sia complessa la gestione di una Power Unit moderna di Formula 1. Dopo un incidente non basta verificare se il motore si accende o se sembra integro: Ferrari deve dimostrare, insieme alla FIA, che tutti i componenti critici hanno mantenuto le caratteristiche richieste dal regolamento.
Solo dopo questa validazione una Power Unit può essere dichiarata nuovamente utilizzabile. Fino a quel momento, qualsiasi voce sul destino del motore resta soltanto un’ipotesi.
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