La seconda fila conquistata dalla Ferrari racconta solo una parte della storia. Le qualifiche di Monza 2026 sono state condizionate da scie, penalità e strategie discutibili, mentre il passo gara visto nelle prove libere lascia aperto un Gran Premio molto più equilibrato di quanto dica la griglia di partenza.
- La seconda fila Ferrari è un risultato migliore della qualifica
- Ferrari ha sbagliato la strategia in Q2?
- Il muretto Ferrari continua a essere il tallone d’Achille
- Gasly ha fatto un giro perfetto, ma riuscirà a ripetersi?
- Russell resta il vero favorito della domenica
- Il passo gara Ferrari è l’unica vera speranza
- Leclerc lancia un messaggio che fa riflettere
- McLaren è il grande punto interrogativo
- Analisi NEWSF1
A Monza le qualifiche sono spesso bugiarde. Basta una scia, una raffica di vento o un piccolo errore per perdere due decimi o guadagnarne altrettanti. E quest’anno, con le monoposto 2026 e l’aerodinamica attiva, il sabato ha confermato ancora una volta che la posizione in griglia non racconta tutta la verità.
La Ferrari partirà dalla seconda fila dopo la penalità inflitta a Oscar Piastri, ma sarebbe un errore leggere questo risultato come una dimostrazione di forza. La SF-26 ha evitato un sabato molto più complicato grazie a una combinazione di episodi favorevoli, mentre Mercedes e McLaren sembrano avere ancora qualcosa in più sul giro secco.
La domanda, adesso, è una sola: cosa aspettarsi davvero dalla gara del GP d’Italia 2026?
La seconda fila Ferrari è un risultato migliore della qualifica
Guardando soltanto la griglia, Ferrari sembra pienamente in corsa.
Guardando quello che è successo in pista, il giudizio cambia.
La Scuderia ha rischiato seriamente già in Q2. Lewis Hamilton è entrato in Q3 per un margine minimo dopo un finale di sessione concitatissimo, mentre Charles Leclerc non ha mai dato la sensazione di avere una Ferrari in grado di impensierire realmente George Russell sul giro secco.
Poi è arrivata la penalità di Piastri e Leclerc ha guadagnato una posizione.
Il risultato finale migliora, ma la prestazione resta la stessa.

Ferrari ha sbagliato la strategia in Q2?
L’impressione vista durante la diretta NEWSF1 è stata quella di una Ferrari impreparata nella gestione della seconda sessione.
Entrambe le monoposto hanno provato inizialmente a passare il turno con un tempo realizzato su pneumatici usati. Quel giro, però, non è stato sufficiente.
Solo negli ultimi minuti Ferrari ha deciso di montare un set di gomme nuove per Leclerc e Hamilton, salvando entrambe le vetture.
Hamilton è passato per pochissimo.
È difficile credere che tutto questo sia stato causato da un improvviso problema tecnico identico su entrambe le monoposto. L’ipotesi più plausibile è che Ferrari abbia cercato di risparmiare un set di pneumatici, salvo poi essere costretta a cambiare piano quando il rischio eliminazione è diventato reale.
A Monza è un azzardo enorme.
Il muretto Ferrari continua a essere il tallone d’Achille
È il tema che continua a ripetersi da diversi weekend.
Le decisioni strategiche del muretto Ferrari lasciano spesso la sensazione di arrivare al limite, quando invece una squadra che lotta per vincere dovrebbe controllare la situazione.
Salvare un treno di gomme può avere senso, ma solo se non compromette la qualificazione alla Q3.
Questa volta è andata bene. La prossima potrebbe non bastare un millesimo.
È questo il punto più preoccupante, più ancora della prestazione della SF-26.

Gasly ha fatto un giro perfetto, ma riuscirà a ripetersi?
La pole di Pierre Gasly è probabilmente la sorpresa più grande del weekend.
Il francese ha sfruttato al meglio il momento della pista e una qualifica praticamente perfetta.
Resta però un grande interrogativo.
La sensazione è che Alpine abbia estratto il massimo possibile dalla monoposto in configurazione da qualifica, con un pacchetto aerodinamico estremamente scarico e una Power Unit sfruttata al limite della prestazione.
Se questa lettura è corretta, diventa difficile immaginare Gasly con lo stesso vantaggio sulla distanza di gara.
Difendere la pole è una cosa. Vincere a Monza contro Mercedes, Ferrari e McLaren è tutta un’altra storia.
Russell resta il vero favorito della domenica
Paradossalmente George Russell esce dalle qualifiche quasi deludendo.
Mercedes aveva preparato una vettura specifica per Monza, molto scarica, e ha potuto sfruttare anche il traino di Kimi Antonelli, già penalizzato per la sostituzione della Power Unit.
Con tutte queste condizioni favorevoli ci si aspettava la pole.
Non è arrivata.
Questo però non cambia il quadro della gara.
Russell parte accanto a Gasly e ha probabilmente il pacchetto più completo per gestire il Gran Premio.
Il passo gara Ferrari è l’unica vera speranza
Qui arrivano le notizie migliori per Maranello.
Le simulazioni del venerdì hanno mostrato una SF-26 competitiva sul ritmo, molto vicina alla Mercedes e decisamente migliore rispetto a quanto visto sul giro secco.
È il motivo per cui Ferrari può ancora puntare al podio.
Ma c’è un dettaglio che preoccupa.

Leclerc lancia un messaggio che fa riflettere
Dopo le qualifiche Charles Leclerc è stato molto chiaro.
La Ferrari, secondo il monegasco, soffre soprattutto sul dritto.
Ed è proprio questa la frase che cambia la prospettiva della gara.
Monza è il circuito dei rettilinei. Se la SF-26 perde velocità massima rispetto a Mercedes e McLaren, difendersi dagli attacchi o costruire sorpassi diventa molto più complicato.
Il passo gara può essere ottimo, ma serve anche riuscire a sfruttarlo.
McLaren è il grande punto interrogativo
McLaren non ha impressionato quanto ci si aspettava in qualifica.
Tra errori di timing e penalità, il sabato del team di Woking è stato meno pulito del previsto.
Ma il ritmo mostrato durante il weekend suggerisce di non escludere Norris dalla lotta per il podio.
Anche partendo più indietro, la McLaren potrebbe avere il potenziale per risalire.
Analisi NEWSF1
La gara di Monza 2026 è molto più aperta di quanto dica la griglia di partenza.
La pole di Gasly è straordinaria, ma sulla lunga distanza Mercedes parte con il favore del pronostico. George Russell ha la monoposto che, almeno finora, è sembrata la più completa tra qualifica e passo gara.
Ferrari arriva con una seconda fila che vale più nel risultato che nella prestazione. La SF-26 ha mostrato un buon ritmo sul venerdì, ma continua a lasciare dubbi sulla gestione delle qualifiche e sulle scelte del muretto box.
Il podio è assolutamente alla portata di Leclerc e Hamilton. Per vincere, però, servirà una Ferrari diversa da quella vista al sabato: impeccabile nella strategia, efficace sul passo gara e capace di limitare quel deficit di velocità sul rettilineo che Leclerc ha indicato come il vero punto debole della SF-26 a Monza.
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