Ferrari ascolta troppo i dati? Luigi Mazzola spiega quando la telemetria diventa un limite

Vito Defonseca
6 Min Read
Ferrari F1 2026 Sf-26

Luigi Mazzola analizza uno dei cambiamenti più profondi della Formula 1 moderna: la telemetria è diventata uno strumento potentissimo, ma secondo l’ex ingegnere Ferrari esiste un momento in cui i dati rischiano di sostituire l’istinto degli uomini. Ed è proprio qui che Ferrari, a suo avviso, deve ritrovare equilibrio.

La Formula 1 del 2026 è il campionato dei dati. Ogni giro produce migliaia di informazioni: temperature, degrado gomme, consumo energetico, aerodinamica, sospensioni, batterie. Tutto viene analizzato in tempo reale dal muretto e dagli ingegneri in fabbrica.

Eppure, nell’intervista esclusiva rilasciata a NEWSF1, Luigi Mazzola lancia una riflessione molto forte: Ferrari rischia di ascoltare troppo la telemetria e troppo poco quello che succede realmente in pista.

Un tema che, secondo Mazzola, è emerso chiaramente anche durante il Gran Premio d’Olanda.

La telemetria è fondamentale, ma non decide da sola una gara

Mazzola parte da un principio molto chiaro: senza telemetria oggi non esiste Formula 1.

I dati permettono di capire il comportamento della monoposto in ogni centimetro del circuito e rappresentano uno strumento indispensabile per prendere decisioni durante la gara. Il problema nasce quando il team aspetta che siano i numeri a confermare ogni scelta.

Secondo Mazzola, in alcune situazioni la decisione deve arrivare prima dei dati completi.

Perché la gara evolve più velocemente dei modelli matematici.

A Zandvoort Ferrari ha perso tempo aspettando conferme

Nel corso della puntata di A Ruota Libera, Mazzola torna sul GP d’Olanda.

La Ferrari aveva una SF-26 competitiva nel passo gara, ma il muretto ha impiegato troppo tempo prima di reagire alle mosse degli avversari.

Mercedes ha preso una decisione quasi immediata.

Ferrari ha continuato a valutare scenari, simulazioni e finestre di pit stop.

Per Mazzola quei secondi raccontano perfettamente il limite di un approccio troppo dipendente dalla telemetria.

L’esperienza dell’ingegnere resta insostituibile

Uno dei messaggi più interessanti riguarda il ruolo delle persone.

Secondo Mazzola la telemetria deve aiutare l’ingegnere, non sostituirlo.

Chi è al muretto deve avere la capacità di leggere il contesto della gara, interpretare ciò che vede il pilota e prendere una decisione anche quando i dati non sono ancora completi.

È qui che entrano in gioco esperienza, sensibilità e conoscenza della competizione.

Hamilton e Leclerc sentono cose che i dati non raccontano

Mazzola sottolinea anche il valore del feedback dei piloti.

Lewis Hamilton e Charles Leclerc percepiscono variazioni di grip, bilanciamento e comportamento delle gomme ancora prima che alcuni parametri diventino evidenti nella telemetria.

Per questo motivo il dialogo tra pilota e ingegnere deve essere continuo.

Ignorare quelle sensazioni perché i dati raccontano qualcosa di diverso può diventare un errore strategico.

McLaren
McLaren Formel-1-Team und Mercedes-

Mercedes e McLaren usano i dati in modo diverso

Secondo Mazzola la differenza con Mercedes e McLaren non è nella quantità di dati raccolti.

Tutti i team hanno sistemi estremamente avanzati.

La differenza è nel modo in cui quei dati vengono trasformati in una decisione.

Mercedes utilizza la telemetria per confermare rapidamente una scelta già individuata.

McLaren costruisce strategie molto flessibili.

Ferrari, invece, in alcune circostanze sembra aspettare una conferma definitiva prima di agire.

La Formula 1 non è un algoritmo

Per Mazzola esiste un rischio nella Formula 1 moderna: pensare che ogni decisione possa essere calcolata perfettamente.

La gara è fatta anche di imprevisti, traffico, Safety Car, comportamento degli avversari e intuizioni.

Nessun modello matematico riesce a prevedere tutto.

Per questo una squadra vincente deve saper combinare dati e capacità decisionale.

Monza sarà il test perfetto per la Ferrari

Il Gran Premio d’Italia offrirà una situazione ideale per verificare questa filosofia.

Monza è un circuito dove le finestre strategiche sono ridotte e ogni secondo perso può compromettere un risultato.

Secondo Mazzola Ferrari dovrà dimostrare di usare la telemetria come supporto, non come freno alle decisioni.

Se il muretto riuscirà a essere più rapido, la SF-26 potrà sfruttare davvero il potenziale mostrato nelle ultime gare.

L’analisi NewsF1

La riflessione di Luigi Mazzola va oltre il singolo episodio di Zandvoort. Il punto non è rinunciare ai dati, ma trovare il giusto equilibrio tra telemetria, esperienza degli ingegneri e sensazioni dei piloti.

La SF-26 sembra aver fatto un salto tecnico importante, ma secondo Mazzola il prossimo passo della Ferrari è culturale: usare i dati per decidere meglio, non per decidere più tardi.

Guarda l’intervista completa

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