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Lewis Hamilton sbotta via radio, Charles Leclerc resta davanti e Ferrari perde secondi preziosi nel momento decisivo del GP d’Olanda 2026. A Zandvoort non si è acceso soltanto il dibattito sugli ordini di squadra: è emersa ancora una volta una Ferrari incapace di prendere decisioni rapide quando la gara entra nella sua fase più delicata. L’analisi di NEWSF1 ricostruisce il giro che ha cambiato il finale della corsa e spiega perché il confronto con Mercedes pesa come un macigno.
- Il giro 41 che cambia completamente la gara Ferrari
- Hamilton via radio: «Stiamo solo perdendo tempo»
- Ferrari ha davvero sbagliato gli ordini di squadra?
- Mercedes mostra come si gestiscono due piloti in lotta
- Il problema non nasce soltanto nel finale
- Leclerc davvero penalizza Hamilton?
- Hamilton aveva davvero il podio a portata di mano?
- Una Ferrari che continua a non scegliere
- Il messaggio di Hamilton è molto più pesante di quanto sembri
- Monza diventa un banco di prova per Vasseur
- L’analisi NEWSF1
- Guarda il video completo di A RUOTE FERME
Il Gran Premio d’Olanda doveva rappresentare il weekend della conferma per Ferrari dopo gli aggiornamenti introdotti sulla SF-26. Invece Zandvoort rischia di diventare la fotografia perfetta di una stagione in cui la Scuderia continua a mostrare una monoposto competitiva, ma fatica ancora a trasformare il potenziale in risultato.
Il quarto posto di Lewis Hamilton e il quinto di Charles Leclerc raccontano soltanto una parte della storia. La parte più importante è arrivata negli ultimi giri, quando Hamilton ha perso la pazienza via radio chiedendo alla squadra di intervenire mentre restava bloccato dietro il compagno di squadra.
Durante il post gara di A Ruote Ferme, la redazione di NEWSF1 ha analizzato minuto per minuto quella fase della corsa arrivando a una conclusione netta: Ferrari non ha perso il podio per mancanza di velocità, ma perché ha esitato proprio nel momento in cui serviva una decisione immediata.

Il giro 41 che cambia completamente la gara Ferrari
C’è un momento preciso in cui il Gran Premio della Ferrari prende una piega diversa. È il giro 41.
Hamilton è alle spalle di Charles Leclerc, ma la situazione delle due SF-26 non è identica. Il britannico dispone di pneumatici più performanti nella seconda parte dello stint e il suo ritmo è sensibilmente migliore. Giro dopo giro il distacco si azzera fino a quando Lewis comunica chiaramente al muretto di essere più veloce.
La richiesta è semplice: evitare che le due Ferrari perdano tempo l’una dietro l’altra.
Secondo la ricostruzione di NEWSF1, Ferrari richiama Leclerc ai box ma il monegasco decide di proseguire perché ritiene prematuro fermarsi. È in quel momento che nasce il cortocircuito strategico. Hamilton resta intrappolato dietro il compagno e continua a perdere secondi preziosi mentre davanti George Russell costruisce il margine necessario per difendere il podio.
Quella finestra dura pochissimo, ma in Formula 1 basta un giro per cambiare il risultato di una gara.

Hamilton via radio: «Stiamo solo perdendo tempo»
Le parole di Hamilton raccontano perfettamente il livello di frustrazione.
Il britannico comunica alla squadra di avere più ritmo e chiede di non compromettere un possibile risultato migliore. Quando Ferrari continua a non intervenire, arriva un messaggio molto più duro, pronunciato con evidente sarcasmo dopo la sosta di Leclerc: il tempo è stato sprecato inutilmente. Il contenuto del team radio e le dichiarazioni successive confermano che Hamilton ritiene quei secondi decisivi nella corsa al podio. <Cite refs={[“turn0news12″,”turn0news16”]}/>
Per un pilota arrivato a Maranello con l’obiettivo dichiarato di vincere il Mondiale, perdere punti in questo modo pesa molto più di un semplice quarto posto.
Ferrari ha davvero sbagliato gli ordini di squadra?
Questa è la domanda centrale.
Durante A Ruote Ferme Giovanni Messi e Davide Russo insistono su un punto: il problema non è Charles Leclerc.
Leclerc ha gestito la propria gara con le informazioni che aveva in quel momento. Se il muretto non comunica una priorità diversa, un pilota continua legittimamente a seguire la propria strategia.
La responsabilità, secondo l’analisi NEWSF1, ricade sulla gestione della gara.
Ferrari aveva tre possibilità:
- chiedere immediatamente a Leclerc di lasciare strada;
- fermare subito Leclerc ai box;
- spiegare chiaramente ai due piloti che Hamilton era su una strategia differente.
Non è stata scelta nessuna delle tre opzioni con sufficiente rapidità.
Ed è proprio questa indecisione che trasforma un normale episodio di squadra in un caso destinato a far discutere per giorni.
Mercedes mostra come si gestiscono due piloti in lotta
Il confronto con Mercedes rende tutto ancora più evidente.
Anche il team di Brackley si ritrova nella stessa situazione: George Russell davanti, Andrea Kimi Antonelli dietro con gomme migliori e una concreta possibilità di guadagnare punti importanti.
La differenza è nella comunicazione.
Mercedes ordina immediatamente lo scambio di posizione, Russell esegue senza perdere tempo e Antonelli può attaccare il podio. Dopo la gara lo stesso Russell difende pubblicamente la decisione della squadra spiegando che Antonelli sarebbe passato comunque grazie al vantaggio di passo. <Cite refs={[“turn0news13″,”turn0news9”]}/>
È esattamente questo il paragone che Hamilton richiama nel dopogara.
Secondo il sette volte campione del mondo, Mercedes avrebbe preso quella decisione un giro prima. Ed è proprio quel giro che, a Zandvoort, Ferrari ha perso.
Il problema non nasce soltanto nel finale
Ridurre tutto agli ordini di squadra sarebbe però un errore.
Secondo l’analisi della redazione NEWSF1, Ferrari arriva al finale di gara già in una posizione compromessa da una serie di decisioni discutibili durante il weekend.
La SF-26 mostra un buon passo gara ma continua a soffrire nella preparazione del giro secco. Partire dietro a McLaren e Mercedes significa affrontare una corsa molto più complicata su un circuito dove sorpassare è difficile.
Anche la strategia degli stint lascia qualche dubbio. Ferrari sceglie di allungare la permanenza in pista delle due vetture cercando di sfruttare una fase diversa della corsa, ma questo espone entrambe le SF-26 al traffico proprio quando gli avversari iniziano a fermarsi.
Il risultato è che Hamilton arriva nel traffico di Leclerc nel momento peggiore possibile.

Leclerc davvero penalizza Hamilton?
Nel dibattito esploso sui social molti tifosi hanno puntato il dito contro Charles Leclerc.
L’analisi di NEWSF1 è diversa.
Leclerc non riceve un ordine diretto di cedere la posizione. Dal suo punto di vista la gara continua normalmente e la strategia è ancora aperta.
Il problema nasce dal fatto che Hamilton e Leclerc stanno correndo due gare differenti pur trovandosi uno dietro l’altro.
Lewis ha gomme più performanti nella parte finale dello stint e punta a recuperare Russell.
Charles cerca invece di proteggere la propria strategia.
Senza una comunicazione chiara, i due interessi finiscono inevitabilmente per scontrarsi.
Hamilton aveva davvero il podio a portata di mano?
È la domanda che divide il paddock.
Hamilton chiude a meno di un secondo dal podio e sostiene apertamente che i secondi persi dietro Leclerc abbiano fatto la differenza.
Dal punto di vista NEWSF1 la risposta è più articolata.
Sì, Ferrari aveva una concreta possibilità di giocarsi il podio con George Russell.
No, non aveva il ritmo per andare a prendere Lando Norris o Andrea Kimi Antonelli.
Questo rende ancora più pesante l’errore strategico: non si parla di una vittoria sfumata, ma di punti mondiali lasciati sul tavolo in una stagione in cui ogni dettaglio può cambiare la classifica.
Una Ferrari che continua a non scegliere
C’è un filo conduttore che collega Budapest e Zandvoort.
Quando Ferrari deve prendere una decisione tra Hamilton e Leclerc, spesso sceglie di rimandarla.
È successo in Ungheria.
È successo di nuovo in Olanda.
Secondo la redazione NEWSF1 questo è il vero tema della stagione Ferrari 2026: la squadra continua a trattare i due piloti come se ogni situazione potesse essere risolta senza una gerarchia temporanea.
Mercedes e McLaren dimostrano invece che gli ordini di squadra non significano avere un primo e un secondo pilota, ma massimizzare il risultato quando la gara lo richiede.
Ferrari, al contrario, sembra ancora prigioniera della paura di creare tensioni interne.
Il messaggio di Hamilton è molto più pesante di quanto sembri
Nel dopogara Hamilton evita uno scontro diretto con la squadra, ma il messaggio è chiarissimo.
Dice di credere nel progetto Ferrari, ribadisce di essere arrivato a Maranello per vincere e sottolinea che un Mondiale si costruisce raccogliendo ogni punto disponibile. Proprio per questo gli episodi di Budapest e Zandvoort diventano difficili da accettare. <Cite refs={[“turn0news12″,”turn0news9”]}/>
Per NEWSF1 questo passaggio è fondamentale.
Hamilton non sta chiedendo favoritismi.
Sta chiedendo una Ferrari più rapida nel prendere decisioni.
Monza diventa un banco di prova per Vasseur
Il Gran Premio d’Italia arriva nel momento più delicato della stagione Ferrari.
Monza rappresenta la gara di casa della Scuderia, ma anche la prima occasione per dimostrare di aver imparato qualcosa dal caos di Zandvoort.
Se Hamilton e Leclerc dovessero ritrovarsi di nuovo nella stessa situazione, tutti guarderanno il muretto.
Perché il caso GP d’Olanda non riguarda soltanto un ordine di squadra mancato: riguarda la leadership di Ferrari in una stagione in cui ogni punto pesa nella corsa al Mondiale.
L’analisi NEWSF1
Il finale di Zandvoort lascia una sensazione precisa: Ferrari aveva costruito una gara sufficiente per lottare almeno per il podio, ma ha perso lucidità proprio quando serviva essere più decisa.
Hamilton ha espresso tutta la sua frustrazione, Leclerc ha proseguito la propria strategia e il muretto è rimasto nel mezzo.
La differenza con Mercedes è stata soprattutto nella velocità della comunicazione e nella capacità di assumersi una responsabilità scomoda.
È questo, secondo NEWSF1, il vero insegnamento che Ferrari deve portarsi a Monza: nelle gare che decidono un Mondiale, un giro di esitazione può valere un podio.
Guarda il video completo di A RUOTE FERME
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