Ferrari SF-26: la nuova ala posteriore per l’Ungheria. Ecco cosa cambia davvero sulla “Macarena”

Vito Defonseca
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ala Ferrari ungheria non è una macarena

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La Ferrari si presenta al Gran Premio d’Ungheria con una nuova configurazione dell’ala posteriore della SF-26. Dopo settimane di indiscrezioni e di attesa, le prime immagini permettono finalmente di osservare nel dettaglio le modifiche introdotte dal reparto tecnico di Maranello.

Fin dall’Austria si era parlato dell’arrivo di una nuova evoluzione della cosiddetta “ala Macarena”. Successivamente alcune indiscrezioni avevano indicato Spa-Francorchamps come possibile circuito del debutto, ma la nuova specifica non era mai scesa in pista.

Ora, invece, Ferrari ha portato una configurazione completamente nuova, sviluppata per un circuito dove il carico aerodinamico rappresenta uno degli aspetti più importanti della prestazione.

Ma osservando attentamente i dettagli, emerge una considerazione: più che una rivoluzione, si tratta di un’evoluzione della filosofia già adottata dalla Scuderia.


Una nuova ala pensata per il massimo carico aerodinamico

L’Hungaroring è uno dei circuiti più lenti del Mondiale.

Qui la velocità massima passa in secondo piano rispetto alla capacità della monoposto di generare deportanza nelle curve a media e bassa velocità.

È proprio in questo contesto che Ferrari ha sviluppato una nuova configurazione dell’ala posteriore, ottimizzando alcuni dettagli aerodinamici senza modificare completamente il concetto della precedente soluzione.


Le novità introdotte sulla SF-26

L’analisi delle immagini evidenzia tre modifiche principali.

La prima riguarda la zona centrale dell’ala.

Ferrari ha sfruttato lo spazio consentito dal regolamento attorno all’attuatore del DRS introducendo nuovi elementi aerodinamici che migliorano la gestione dei flussi in una delle aree più delicate dell’intera ala posteriore.

La seconda novità è rappresentata dalle piccole appendici laterali applicate ai flap.

Questi elementi, che ricordano dei micro louver, sono già stati adottati nel corso della stagione anche da McLaren, Mercedes, Red Bull e Audi e hanno lo scopo di migliorare l’efficienza aerodinamica della configurazione ad alto carico.

Infine, Ferrari ha sviluppato un pacchetto complessivo studiato specificamente per un circuito come l’Hungaroring, dove ogni punto di carico aerodinamico può fare la differenza sul giro.

ala mcarena evo ? no ala specifica per l'ungheria
ala mcarena evo ? no ala specifica per l’ungheria

Un’evoluzione della “Macarena”, non una rivoluzione

Nelle ultime settimane il termine “Macarena Evo” è stato utilizzato con grande frequenza.

Osservando la nuova ala, però, appare evidente come Ferrari non abbia stravolto il progetto precedente.

La filosofia di base rimane la stessa, mentre il lavoro si è concentrato sull’evoluzione dei flap e sull’introduzione di nuovi elementi aerodinamici in punti strategici dell’ala.

Più che una rivoluzione tecnica, siamo quindi di fronte a un affinamento di un concetto già esistente.


Ferrari segue una strada già vista nel paddock

La soluzione adottata dalla SF-26 non nasce nel vuoto.

Nel corso della stagione diversi team hanno introdotto piccoli profili aerodinamici simili.

McLaren è stata una delle prime a sviluppare questa filosofia, seguita successivamente da Mercedes, Red Bull e Audi.

Ferrari ha scelto di reinterpretare questi concetti integrandoli nella propria ala posteriore, adattandoli alle esigenze della SF-26.

Come spesso accade in Formula 1, ogni squadra osserva le soluzioni della concorrenza, ma le sviluppa secondo il proprio progetto aerodinamico.


L’Hungaroring sarà il primo vero banco di prova

Sarà la pista a dire se questa nuova configurazione rappresenta un semplice aggiornamento dedicato all’Ungheria oppure l’inizio di una nuova fase dello sviluppo Ferrari.

Le caratteristiche dell’Hungaroring permetteranno infatti di valutare il comportamento della SF-26 nelle condizioni di massimo carico, raccogliendo dati preziosi anche in vista dei prossimi Gran Premi.


Video | Analisi tecnica NewsF1

Nelle prossime ore analizzeremo nel dettaglio questa nuova ala posteriore nel nostro approfondimento tecnico, confrontandola con la precedente configurazione Ferrari e con le soluzioni adottate dagli altri top team.


L’analisi NewsF1

La nuova ala posteriore della Ferrari SF-26 conferma ancora una volta come, nella Formula 1 moderna, le evoluzioni più efficaci siano spesso quelle meno appariscenti. Più che inseguire soluzioni rivoluzionarie, i tecnici di Maranello hanno lavorato sull’affinamento di un concetto già esistente, introducendo elementi che puntano a migliorare la qualità dei flussi e l’efficienza complessiva dell’ala.

Resta ora da capire se questa configurazione resterà confinata ai circuiti ad alto carico come l’Hungaroring oppure se alcune delle soluzioni introdotte diventeranno parte integrante dello sviluppo della SF-26 nel prosieguo della stagione. Come sempre, sarà la pista a fornire la risposta definitiva.


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