La Peugeot ha presentato ieri la rivoluzionaria 9X8 con la quale tornerà a Le Mans e nel WEC. Colpisce l’assenza dell’ala posteriore, in un campionato che permette ai tecnici di sbizzarrirsi sulle forme delle vetture al contrario della F1.

La Peugeot ha presentato la 9X8 con la quale tornerà in lotta a Le Mans e nel FIA WEC, competendo per la vittoria assoluta nella categoria Hypercar. La casa del Leone, che vanta 3 successi alla classica francese, ha stupito tutti per le forme del nuovo prototipo, e punterà su Kevin Magnussen, Paul Di Resta, Jean-Éric Vergne, Loïc Duval, Gustavo Menezes e Mikkel Jensen per sfidare la Toyota il prossimo anno e tutti i costruttori che arriveranno nel 2023.

La vettura sarà spinta dal motore Peugeot Hybrid4, dotato di tecnologia ibrida che unisce un motore V6 biturbo da 2,6 litri da 680 cavalli, situato nella parte posteriore, ed uno elettrico da 200 kW che è invece posto anteriormente. La batteria da 900V è stata sviluppata dalla Saft e collocata in un contenitore in carbonio all’interno della struttura monoscocca dell’auto, dietro il conducente e sotto il serbatoio di carburante. Il cambio è sequenziale robotizzato a 7 rapporti, si aziona lettronicamente tramite selettore al volante, e l’impianto frenante Brake by Wire, anch’esso gestito elettronicamente.

Le parole di Vergne sono quelle che descrivono al meglio la grande novità, ovvero l’assenza dell’ala posteriore: “Non ha l’ala posteriore, è qualcosa di rivoluzionario e mai visto. Vincere Le Mans con questa macchina sarebbe veramente un capitolo unico della storia“. Un dettaglio simile rappresenta una rivoluzione per il motorsport moderno, dove sembrava impensabile che un’auto da corsa potesse pensare di competere senza un alettone.

Quanto fatto dalla Peugeot dimostra che il mondiale endurance rappresenta una delle poche categorie dove, ancora oggi, gli ingegneri possono sbizzarrirsi con soluzioni tecniche innovative. La Formula 1, pur restando il campionato che è per distacco quello con le migliori prestazioni, sta perdendo la propria essenza a causa della standardizzazione dei regolamenti, con monoposto che, almeno esteriormente, si assomigliano sempre più. Con i regolamenti 2022 sarà ancor più difficile fare la differenza, in una direzione opposta imboccata rispetto a quella delle gare di durata.

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