In Belgio la Scuderia Ferrari ha mostrato tutte le sue lacune tecniche e ha concluso la gara in tredicesima e quattordicesima posizione. Lo sfogo di Leclerc e le parole di Binotto alimenteranno le polemiche dei tifosi, aspettando un delicatissimo settembre italiano.

Sul circuito di Spa-Francorchamps la Ferrari ha toccato il punto più basso, un crollo che continua a fare un rumore assordante. Vettel e Leclerc hanno chiuso la corsa in tredicesima e quattordicesima posizione, a oltre un minuto dal vincitore Lewis Hamilton. Incomprensibile la serenità con la quale Binotto ha accettato il risultato della pista. 

Un epilogo ben al di sotto delle previsioni della vigilia, raccontate dal Responsabile Power Unit Enrico Gualtieri: “l’obiettivo principale sarà quello di mettere i piloti nella condizione di tirare fuori tutto il potenziale possibile dalla SF1000: ottimizzare il pacchetto vettura-PU, lavorare bene come squadra in pista, studiare la strategia migliore ed essere efficaci nell’adattarla in fretta al cambiare delle condizioni. Ogni millesimo di secondo conta, ogni scelta può fare la differenza”.

Obiettivo fallito

Già in difficoltà in termini di aerodinamica e di potenza del motore, la squadra si è resa protagonista di una serie di errori clamorosi. Dalle imprecisioni al muretto box al lavoro sempre più approssimativo dei meccanici che anche in Belgio hanno sbagliato il cambio gomme di Leclerc. Non sarebbe cambiato il risultato, ma certe problematiche rappresentano il termometro di un team sempre più in crisi. Regna il caos e Binotto non è in grado di rimettere ordine.

Sbagliato usare la parola crisi per descrivere questo momento – ha dichiarato Mattia Binotto al termine del Gran Premio – Sicuramente un brutto risultato che si inserisce all’interno di una stagione molto difficile, lo sapevamo e lo avevamo visto durante i test invernali e anche col congelamento sullo sviluppo. Sappiamo che dobbiamo stringere i denti e costruire per il futuro. Sicuramente siamo in mezzo alla tempesta, non vuole dire essere in crisi. Conosciamo la nostra rotta e dobbiamo guardare avanti, ma sicuramente il risultato di oggi è deludente: siamo arrivati come eravamo partiti su una pista che richiede tanta potenza”.

Leclerc FerrariTroppe volte Mattia Binotto ha preso tempo e cercato giustificazioni. Il tempo delle scuse è finito, la Ferrari è in crisi nera. A Spa le SF1000 hanno subito anche l’umiliazione di terminare la corsa dietro l’Alfa Romeo di Raikkonen. Il rischio di essere sopravanzati anche dalla Renault in classifica costruttori ora è concreto e potrebbe avvenire proprio a Monza. Dopo il GP d’Italia, la Ferrari festeggerà i 1000 GP in F1 al Mugello, una festa che si preannuncia amarissima. Il management attuale ha dimostrato lacune evidenti e il ritorno ad una sana verticalità organica potrebbe essere la base per vedere in futuro dei sacrosanti cambiamenti a Maranello. Binotto, del resto, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro e tornare al ruolo di ingegnere che più gli compete.

“Capiamo i tifosi e ci dispiace, non c’è dubbio – ha proseguito Binotto ai microfoni di Sky Sportquello che sta succedendo è che c’è una macchina che ha perso potenza rispetto all’anno scorso, ma vale per tutti i costruttori e non siamo gli unici”.
Questa affermazione è assolutamente smentita dal grafico in alto che testimonia come gli altri team nel corso del 2020 sono migliorati. L’unica squadra ad essere peggiorata è la Ferrari. La Renault ha fatto grandi passi in avanti, e a Spa sono stati battuti solo dalle Mercedes (inarrivabili) e dalla Red Bull di Max Verstappen.

La disperazione dei piloti

Gli unici martiri di ciò che sta accadendo in casa Ferrari sono i due piloti che hanno provato nel corso del weekend a tirare fuori il massimo da una SF1000 inguidabile e senza aggiornamenti. Il primo giro di Leclerc è stato da cineteca, manifesto di un talento autentico che avrebbe bisogno solo di una vera auto di F1 per battagliare con i top drivers della categoria. Lo sfogo di Leclerc con la radio aperta è la naturale conseguenza di una tensione palpabile.

Puntuali le scuse del monegasco (“Sono desolato per il team radio, forse avrei dovuto spegnere il microfono dopo il pit-stop. Non è stato fatto apposta”), dopo un onestissimo “Dai, su… che gara del cxxxo!”.
A Monza Leclerc e Vettel partiranno con il morale a terra dopo questo weekend avaro di soddisfazioni. Le prospettive per un immediato miglioramento non ci sono e questo amplifica i due straordinari podi ottenuti ad inizio stagione da Charles Leclerc.

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