L’inglese rifila quasi mezzo secondo a Bottas con Vettel terzo su una rossa che ormai si è arresa. Delude anche Raikkonen quinto tra dietro Verstappen

Sembra davvero non esserci più storia in questo mondiale. La Mercedes ha iniziato il week-end del GP del Giappone nello stesso modo di una settimana fa a Sochi, vale a dire dominando totalmente la scena. Già nel corso della prima sessione ( andata in scena nel cuore della notte italiana) le frecce d’argento erano state nettamente al comando, con Lewis Hamilton davanti a Valtteri Bottas e Red Bull e Ferrari staccate di un secondo. Nel pomeriggio il copione è stato identico, con le W09 che hanno montato le SuperSoft ribadendo la loro leadership incontrastata: il leader iridato ha girato in 1’28”217, rifilando la bellezza di quattro decimi al compagno di squadra. La spiegazione di ciò sta nel fatto che il finlandese ha sbagliato alla curva 9 nel suo primo tentativo, evento che lo ha costretto a fare il tempo nel secondo e lo ha portato ad essere nettamente staccato dal battistrada.

La Ferrari conferma di aver perso chiaramente la bussola nello sviluppo della SF71-H. Sebastian Vettel è solo terzo, ad 833 millesimi dalla W09 #44 del rivale per il mondiale. Un gap così fa pensare che la gara di Suzuka sancisca l’ennesima umiliazione della Mercedes ai danni del Cavallino, l’unica speranza è che i tecnici di Maranello abbiano tenuto le potenze della power unit molto basse per spiegare un ritardo così abissale. Rispetto alla Russia infatti, la rossa nel secondo turno non è apparsa in difficoltà nel comportamento in pista, semplicemente non ha la velocità degli avversari. La conferma arriva da un Kimi Raikkonen ormai senza motivazioni, piazzatosi quinto tra le Red Bull e con quattro decimi di ritardo da Seb. Buona la prova dei bibitari, con Max Verstappen quarto e Daniel Ricciardo sesto ma vicino alle rosse. Tutto ciò conferma che si, la Mercedes ha progredito moltissimo, ma anche che sia la stessa Ferrari ad essere andata in netta crisi nello sviluppo vettura.

L’analisi dei passi gara conferma l’incredibile passo in avanti nell’utilizzo delle gomme del team di Brackley. A far paura è stata la netta superiorità di Lewis Hamilton con le gomma SuperSoft, con le quali rifilava costantemente mezzo secondo alle Ferrari e a Bottas. Ritmo impressionante per l’inglese anche con le Soft, anche se Vettel è parso in grado di giocarsela con questa mescola mentre Raikkonen e Valtteri hanno dimostrato di avere maggiori difficoltà. A preoccupare in casa Ferrari soprattutto degli evidenti problemi di blistering apparsi sulla posteriore destra di Vettel quando aveva la SuperSoft che sulle Soft di Raikkonen. Perfette invece le gomme della Mercedes, che con la nuova sospensione posteriore sembra aver risolto d’incanto i problemi che attanagliavano la W09 sino a fine estate.

Alle spalle dei top team si piazza settimo un ottimo Esteban Ocon, che dimostra alla Force India di essere un pilota che si merita un posto in F1. Alle sue spalle Romain Grosjean sulla Haas, nettamente in vantaggio nel confronto con Magnussen che si piazza soltanto sedicesimo. In nona posizione Marcus Ericsson, apparso molto a suo agio su questa pista con l’Alfa Romeo Sauber. Il gruppone dei primi dieci è stato chiuso dalla Toro Rosso-Honda di un veloce Brendon Hartley, che ha dimostrato la buona performance del nuovo motore nipponico. Alle spalle del neozelandese Sergio Perez, che ha preceduto Nico Hulkenberg con una Renault sempre più in crisi dopo la pessima prova di Sochi. La conferma del momento difficile del team di Enstone arriva da Carlos Sainz, piazzatosi solo quattordicesimo alle spalle di Pierre Gasly. Solo un giro lanciato per il francese che ha avuto problemi per tutta la sessione e che si è beccato anche una reprimenda in mattinata per aver pericolosamente ostacolato la Mercedes di Hamilton all’ultima chicane.

La classifica viene completata da Charles Leclerc, quindicesimo e che come in Russia è partito in sordina. Il monegasco non ha mai girato a Suzuka ed oggi ha voluto soltanto prendere le misure con il tracciato, diamogli tempo perchè sicuramente domani la sua classe emergerà. Dietro di lui Magnussen e come al solito chiudono Mclaren e Williams. Il gruppetto delle ultime quattro è guidato da Alonso, davanti a Sirotkin, Stroll e Vandoorne.

Alle 5 di mattina ora italiana la terza sessione di libere prevista per domani.