F1 News Ollie Bearman
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F1 – Ollie Bearman: è nata una nuova stella? 

Rookie 2025: Bearman guida la nuova generazione F1

Tra i vari temi della stagione 2025, uno dei più interessanti riguardava i rookie che hanno fatto il loro esordio in questa stagione. Andrea Kimi Antonelli, Isack Hadjar, Gabriel Bortoleto e Oliver Bearman, hanno tutti dimostrato di sapersi adattare velocemente alla massima categoria automobilistica. 

Su tutti, Bearman ha rappresentato l’esempio più emblematico di come un rookie possa incidere sin da subito: nel 2024, in occasione del Gran Premio dell’Arabia Saudita, la Ferrari scelse Ollie per sostituire Carlos Sainz, operato di appendicite. I risultati ottenuti dall’inglese andarono oltre ogni immaginazione: undicesimo in qualifica, settimo in gara, con una sola prova libera alle spalle e una sessione di qualifica. È stato in quel momento che le luci dei riflettori hanno iniziato a essere puntate su di lui. 

Paradossalmente però, proprio in quel 2024 Bearman ha incontrato le maggiori difficoltà nel campionato di Formula 2. Visto da molti come uno dei possibili vincitori, l’inglese ha sofferto molto la mancanza di competitività della sua Prema, chiudendo il campionato soltanto al dodicesimo posto, venendo battuto dal suo compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, giunto sesto. Anche per questo motivo, alcuni ex piloti (Zhou su tutti) e alcuni tifosi, sono rimasti scettici quando venne annunciato che Bearman sarebbe stato il pilota della Haas per la stagione 2025.

BEARMAN STUPISCE PER COSTANZA E GESTIONE DELLA GARA

I risultati fin qui ottenuti dal classe 2005 sono passati forse troppo in sordina, considerando soprattutto il mezzo a disposizione (la Haas non è di certo una scuderia di vertice). Arrivare il primo anno di Formula 1 e riuscire a battere costantemente il proprio compagno di squadra, un certo Esteban Ocon, non uno degli ultimi arrivati, non è cosa da poco. Soltanto ultimamente la stampa sembra essersi accorta delle prestazioni di Bearman, ma forse è meglio così: i giovani devono avere il modo di poter sbagliare, per poter poi capire dove migliorare. 

Non vanno dimenticati comunque diversi errori, su tutti il testacoda in regime di bandiera rossa durante le FP3 del Gran Premio di Gran Bretagna, che gli è costato dieci posizioni di penalità in griglia. Nonostante ciò, Bearman ha dimostrato di essere comunque un pilota molto aggressivo, che non si sottrae alla lotta, ed è proprio questo aspetto che gli ha permesso di mettersi in mostra nel paddock.

A Città del Messico il pilota della FDA ha eguagliato il miglior risultato nella storia della Haas (quarto posto ottenuto da Romain Grosjean in Austria nel 2018): la sua seconda parte di stagione ricorda maledettamente quella di un certo Charles Leclerc, sempre nel 2018. Che sia un segno del destino?

F1 2026 ala

FUTURO IN ROSSO PER OLLIE?

Complici le difficoltà di Hamilton in questa stagione, il nome di Bearman è iniziato infatti a circolare pesantemente tra gli addetti ai lavori per sostituire il sette volte campione del mondo. Le voci si sono intensificate dopo le clamorose dichiarazioni del presidente della Ferrari John Elkann, il quale, dopo la debacle del Gran Premio del Brasile, ha puntato il dito contro Charles Leclerc e Lewis Hamilton: “I piloti pensino a guidare”, ha ammonito Elkann. 

Come ben si sa, i piloti sono l’ultimo dei problemi in casa Ferrari. Chiaramente il rendimento di Hamilton non è all’altezza del suo palmares e del compenso faraonico che riceve dal team di Maranello, ma scaricare tutte le colpe sui piloti non è di certo l’atteggiamento che serve in un momento così delicato anche pensando al 2026. 

In ottica futura, è inutile, se non dannoso, spingersi a immaginare qualunque tipo di scenario per Bearman. Molto passerà anche dalle prestazioni sia della Ferrari, sia della Haas: il 2026 sarà uno spartiacque decisivo per le ambizioni in primis della scuderia di Maranello e, in secondo luogo, per Ollie stesso, che dovrà confermare quanto di buono fatto vedere finora. Ma se è vero il proverbio “chi ben comincia è a metà dell’opera”, allora la strada tracciata per Bearman sembra una delle migliori. 

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