Il Direttore di Gara Michael Masi ha difeso l’operato dei commissari in Qatar nonostante le tante critiche sul ritardo delle decisioni.

Durante il weekend del GP del Qatar si è verificato l’ennesimo caso spinoso per il collegio di commissari. Si tratta ovviamente della questione delle bandiere gialle nel Q3, costata a Max Verstappen e Valtteri Bottas un arretramento sulla griglia di partenza. Una scelta corretta, visto che entrambi i piloti non hanno alzato il piede in una situazione di pericolo, ma ciò che ha destato feroci critiche da parte di appassionati e addetti ai lavori è stato il troppo tempo presosi dagli stewards per decidere. I documenti che ufficializzavano le penalità all’olandese e al finlandese sono infatti stati pubblicati solo un’ora e mezzo prima dell’inizio del Gran Premio, nonostante le immagini e le telemetrie dei due piloti mostrassero un quadro chiarissimo. Al termine della gara Michael Masi ha tuttavia preso le difese dei commissari, sottolineando come per la FIA la cosa più importante sia analizzare e spiegare dettagliatamente la questione, non decidere il prima possibile.

Ci avete sempre chiesto…” – ha detto il Direttore di Gara, citato da Motorsport.com“…di essere più analitici nelle nostre decisioni, piuttosto che andare semplicemente a cercare il colpevole e l’innocente. Serve fornire un resoconto quanto più dettagliato possibile delle indagini. Come ben sapete, i commissari cercano sempre di descrivere i loro rilevamenti e a volte, se ci sono questioni come quelle di questo e dello scorso weekend, bisogna che i documenti siano estremamente precisi. Soprattutto se la questione ruota intorno a sfumature del regolamento. Ed è risaputo che ci vuole del tempo per studiare, elaborare, redigere e correggere i documenti”.

Questa è una parte…” – ha proseguito Masi – “…l’altra invece riguarda i team, che ovviamente devono avere la possibilità di difendersi. Se torniamo indietro al Brasile, in quei due giorni la Mercedes ha discusso con i commissari più o meno due ore e mezzo in totale. Bisogna considerare anche questo e che nel mezzo ci sono le varie sessioni, quindi non è semplice. A volte penso che i commissari sarebbero felici di scrivere solo che qualcuno ha violato una regola e chiuderla lì, ma poi sarebbe come tornare indietro di qualche anno, quando ci chiedevate di essere più analitici. Bisogna considerare anche che quando viene notificata una decisione i team hanno un limite di tempo entro il quale possono fare appello e varie altre cose”.

L’australiano ha concluso spiegando perché la decisione sulle penalità di Bottas e Verstappen in Qatar ha richiesto quasi 24 ore: “Sabato era piuttosto tardi, i piloti non erano più in circuito, la giornata era stata lunga, ecc. Perciò abbiamo deciso di spostare tutto alla mattina, quando tutti erano più lucidi. Bisogna anche pensare alla questione dei momenti vuoti, quindi valutare bene le tempistiche ed altri elementi come la disponibilità dei diretti interessati, l’orario del loro arrivo in circuito, il coprifuoco. Il coprifuoco qui è terminato solo alle 12, quindi anche quello conta”.

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