COSA ASPETTARSI NEL 2020: MERCEDES F1

Sembrano correre molte voci di corridoio riguardo alle nuove vetture 2020, specialmente per ciò che riguarda Ferrari, Mercedes e RedBull.

Non ho intenzione di buttarmi anche io nella mischia delle speculazioni e il mio intento è di ragionare su quanto sento, più o meno come tendo a fare di solito, per cercare di mantenere dritta la bussola in mezzo a molti pareri e “sentito dire”.

Ricordo almeno un paio di questioni del 2019 che mi servono a capire come interpretare le notizie degli ultimi giorni, e voglio riportarle di seguito per dare uno spunto agli appassionati di tecnica F1, perché possano avere anche loro qualche punto fisso come riferimento.

IL CASO MERCEDES

Della Mercedes 2020, per la verità, non stanno scappando troppe indiscrezioni. Poche news e tanta attesa, ma è giusto comunque rifletterci un attimo sopra.

Della macchina tedesca ci ricordiamo principalmente due difetti…che poi dipende sempre da che punto di vista si guardano le cose.

ALTA DEPORTANZA

Innanzitutto la velocità di punta: si sa che al team tedesco è piaciuta più la deportanza che l’efficienza aerodinamica durante la scorsa stagione. Questo sarebbe testimoniato dall’altissima incidenza dell’alettone frontale dello scorso anno. Un muro verticale rispetto all’ala Ferrari.

Questo fattore ha aiutato molto Lewis e Bottas, specialmente sui quei tratti di pista un po’ più lenti, ma non si può di sicuro affermare che hanno raggiunto un livello ottimale, vista la bassa velocità mostrata a Monza e a Spa contro un furioso Leclerc.

Vero, il ferrarista è andato letteralmente all’arrembaggio, ma la rossa era decisamente più a suo agio sugli infiniti rettilinei dei due circuiti. Senza considerare per un attimo la Ferrari, quindi, si può dire che in certi casi, la Mercedes, avesse ben più spinta a terra di quel che poteva servire. Modificare l’ala anteriore è più difficile da cambiare rispetto a quella posteriore e, senza un restyling dell’intera vettura, spesso risulta abbastanza svantaggiosa. Il risultato è stato che la stella a tre punte ha portato auto non ottimizzate per le situazioni citate. durante l’inverno, il problema si risolve grazie al grande quantitativo di tempo a disposizione. riadatteranno la macchina per aggiustare l’equilibrio tra velocità e carico al suolo?

Se proprio vogliamo dirla tutta, poi, Sebastian Vettel ha resistito a Hamilton proprio in Canada: pista caratterizzata altrettanto da rettifili di lunghezza non trascurabile.

SECONDO FATTORE: SOSPENSIONI

La Mercedes ha patito, o forse era la Ferrari a trarne un vantaggio, le giornate calde. Ricordo una analisi svolta da me poco dopo il GP del Canada, sempre lui. Assieme al Bahrain, dove senza una rottura Leclerc risultava vincitore, le due occasioni appena richiamate erano state le uniche a superare i 26°C di media durante la gara, fino a quel punto. Le Ferrari hanno mostrato in entrambi i casi una certa esuberanza e le gomme apparivano abbastanza ben sfruttate dal cavallino. Nelle altre occasioni fino a quel momento, con meno calore nell’atmosfera, le frecce d’argento erano irrecuperabili.

A Monte-Carlo, invece, avevo analizzato le sospensioni delle tedesche, cercando di capire come potevano lavorare. Risultavano dei meccanismi attui a sforzare maggiormente lo pneumatico e questo poteva essere ok per i casi di temperature moderati. Quando invece il sole picchiava, e in certi casi picchiava davvero forte, il dominio delle due vetture argentate perdeva immediatamente vigore.

Anche in questo caso si potrebbe pensare ad uno stress sulle ruote più alto di quanto sarebbe potuto servire. Durante i giorni più caldi, tale meccanismo aumentava troppo lo sforzo delle coperture Pirelli, che perdevano in efficacia. Poco, ma perdevano. Sotto quest’ottica, ricordo il test svolto ad Abu Dhabi da Lewis Hamilton sulla sua macchina: mentre Bottas testava nuove parti di motore, lui montava a bordo differenti configurazioni sospensive, a testimonianza che qualcosa, per la Mercedes 2020, doveva cambiare.

 

CONCLUSIONI SULLA MERCEDES 2020

Mettendo assieme i pezzi di questo breve resoconto, è possibile capire dove la Mercedes potrebbe intervenire sulle sue macchine. Come si è potuto constatare, la vettura è già molto avanzata e manca un solo anno prima del grande cambio di regolamento. Certo è che non si vedono più le sfide che avvenivano tra Rosberg e Hamilton, durante le quali la squadra della stella a tre punte non aveva letteralmente rivali. Anche se è abbastanza saggio dedicare parte delle forze al 2021, la macchina non ha più prestazioni cosi tanto alte rispetto agli altri team e una parte non trascurabile delle risorse deve essere spesa per il miglioramento della situazione attuale. Il come penso che possano intervenire i tecnici l’ho detto, ma è bene riassumerlo:

  • Sospensioni meno aggressive.
  • Tarare in modo ottimale il livello di deportanza necessario per tutte le piste del campionato, specialmente sul lato frontale.

Staremo a vedere; Al prossimo giro orientiamo meglio la bussola su Ferrari e RedBull. Nel frattempo…raccolgo altre voci di corridoio.

A presto dall’ing. Alberto Aimar.

 

 

 

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