L’indagine interna conclude a favore del capo della scuderia Christian Horner, ma cosa riserva il futuro?

All’inizio di febbraio, la notizia dell’indagine contro Horner ha scosso il paddock. Da quando la Red Bull è entrata in Formula 1 nel 2005, Horner è stato un volto noto e rispettato. Ma ora, un membro dello staff aveva sollevato accuse contro di lui.

Horner ha negato fermamente ogni addebito e si è sottoposto a un lungo interrogatorio da parte di un avvocato esterno. Il rapporto dell’indagine è stato esaminato da figure chiave, tra cui Oliver Mintzlaff, capo della divisione sportiva, Mark Mateschitz (figlio del defunto fondatore Dietrich Mateschitz) e Chalerm Yoovidhya, il capo tailandese della Red Bull.

Yoovidhya detiene il 51% delle azioni Red Bull, mentre Mateschitz possiede il restante 49%. La pressione è stata alta: la FIA, la F1, gli altri Team Principal e persino il nuovo partner del motore Ford hanno chiesto una rapida risoluzione del caso.

La dichiarazione ufficiale della Red Bull GmbH è stata chiara: l’indagine indipendente ha respinto le accuse contro Horner. Tuttavia, il denunciante ha diritto di ricorso. Il rapporto rimane confidenziale, ma la Red Bull si impegna a mantenere gli standard più elevati sul posto di lavoro.

Il futuro di Horner con la Red Bull Racing è ancora incerto, ma sembra che rimarrà al suo posto di Team Principal. Cosa riserverà il prossimo capitolo di questa storia? Solo il tempo lo dirà.

Fonte racingnews365

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