I primi Gran Premi di questa strana e ridotta stagione 2020 stanno confermando il monopolio della Mercedes e certificando la crisi nera della Ferrari; oltre a questi aspetti tecnici e sportivi, però, ci sono altre questioni che restano sullo sfondo, in particolare per quanto riguarda la gestione degli pneumatici.

Rimandata l’introduzione delle gomme da 18 pollici

Sembrava tutto deciso, dopo anni di tentennamenti da parte dei team: dal 2021 le monoposto sarebbero passate a calzare pneumatici da 18 pollici, generando uno stravolgimento di tutta la meccanica delle vetture (qui un nostro approfondimento sulle conseguenze). Poi è arrivata la pandemia, che ha rafforzato i dubbi e la posizione delle scuderie, che alla fine sono riuscite a rimandare di un anno l’adozione del nuovo regolamento e ad avere il via libera per usare anche in questa stagione corta le gomme dello scorso anno.

L’interesse di Pirelli

In pratica, Pirelli ha “perso” un anno in termini di sviluppo degli pneumatici, ma ha “guadagnato” un rinnovo dell’accordo per la fornitura del mondiale fino al 2023, e sarà quindi sempre l’azienda della P lunga a guidare la rivoluzione dei cerchioni più grandi e più simili ai modelli stradali, almeno per una stagione intera prima di rinegoziare l’accordo (o cedere l’esclusiva a un altro costruttore).

Pneumatici più simili ai modelli stradali

Proprio questo è uno dei punti centrali dell’interesse della Casa milanese verso questo cambiamento: la possibilità di utilizzare sulle monoposto di Formula 1 degli pneumatici “normali” e non di dimensioni fuori mercato (giusto per ricordarlo, attualmente la gomma misura 13 pollici), con inevitabili effetti positivi anche per lo sviluppo degli pneumatici da commercializzare.

Vale a dire: già attualmente i tecnici Pirelli traggono importanti indicazioni dal comportamento delle gomme su pista per migliorare l’offerta agli automobilisti regolari, come si può vedere anche dalle caratteristiche degli pneumatici in catalogo, ad esempio nelle schede tecniche del sito Euroimport Pneumatici. Questo processo sarà ancora più semplice con il nuovo regolamento e le nuove misure, a tutto beneficio anche della guida quotidiana e della sicurezza stradale.

L’esempio della Formula 2

Se la Formula 1 ha deciso di ritardare questo momento, diversa è la situazione in Formula 2 dove già da quest’anno le vetture calzano pneumatici da 18 pollici pur senza necessità di particolari stravolgimenti al telaio (sono state necessarie solo modifiche minori). Il passaggio è stato quindi positivo e sta offrendo buoni segnali a Pirelli, che ha dovuto anche bloccare i test su pista per lo sviluppo delle gomme ribassate che la F1 adotterà nel 2022.

Segnali positivi per le monoposto

Come spiega Mario Isola, responsabile auto di Pirelli Motorsport, “quello che abbiamo già visto in Formula 2 ci dà un segnale molto incoraggiante per il futuro” e offre indicazioni positive nonostante l’impossibilità per la Casa di fare “test in pista con le gomme da 18 pollici da Formula 1 fino al prossimo anno”. Nella serie cadetta, infatti, “le mescole sono simili a quelle dello scorso anno e le monoposto sono esattamente le stesse, il che significa che le comparazioni tra le gomme da 13 pollici e quelle da 18 pollici sono validi e interessanti”.

Tali considerazioni permettono quindi di ipotizzare una stessa facilità di adozione anche in Formula 1, anche se va considerato che “le F1 del 2022 saranno monoposto più pesanti con una diversa aerodinamica, il che dovrebbe alzare un po’ i tempi sul giro, ma dovremmo aspettarci più coerenza nelle prestazioni, meno surriscaldamento”.

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