Finalmente tornano i weekend di corse anche per il 2018 e, finalmente, torna la possibilità per noi di scrivere delle particolarità e delle innovazioni ritrovate sulle piste del campionato.

Come prima “pillola”, così le chiamerò durante il corso dell’anno, voglio proporre un aspetto tecnico interessante.

Melbourne è una pista con grandi accelerazioni e alte velocità, essendo popolato da rettilinei molto lunghi. Tra questi, però, sono presenti anche molte curve di ampiezza varia. Non è facile da interpretare come pista e credo sia possibile impostare la macchina in base a ragionamenti diversi: mi spiego.

Se la pista di Monza, per esempio, è inderogabilmente una pista da alta velocità e quindi basso carico, Melbourne può essere sfruttata per essere estremamente rapidi in rettilineo come altrettanto efficaci tra le varie chicane medio strette.

In base alle caratteristiche di una vettura, i tecnici possono decidere di prediligere uno o l’altro aspetto. Possiamo notare questa “variabilità” osservando per esempio gli alettoni frontali delle vetture in cima al gruppo: Ferrari, Mercedes e RedBull.

Osserviamo l’immagine che segue per avere un confronto dell’incidenza e dell’estensione delle ali frontali per cerchare di notare le differenze tra i profili della rossa e quelli sulle altre vetture.

Sembra che per la vettura italiana l’incidenza e la profondità di questo importante elemento sia ridotta. È interessante questa sfumatura per aiutarci a capire le differenti logiche dietro ad ogni team. Effettivamente, con una PU rinnovata e un corpo vettura modificato nel passo, la rossa potrebbe aver ottenuto pregi differenti che le consentono un carico aerodinamico minore. Un carico aerodinamico minore, ricordiamolo, significa anche minore resistenza e quindi maggiore velocità finale sui rettilinei.

In effetti, a ben pensarci, proprio l’asse anteriore è stato spostato di circa dieci centimetri in avanti. Una conseguenza di questa operazione è la variazione di bilanciamento dei pesi, che si scaricano ora principalmente sulle ruote posteriori.

Gli pneumatici anteriori, non dovendo incaricarsi di parte del peso che fino all’anno scorso vi premeva sopra, non hanno più il bisogno di premere a terra come in passato. Tra i vantaggi dinamici che una struttura a passo lungo può fornire, ne scopriamo quindi anche uno aerodinamico.

Descritta la prima particolarità della stagione, posso dichiarare aperte le danze e se continuate a seguire la rubrica, cercherò di aggiornarvi ad ogni gran premio sulle minuzie tecniche che possono stravolgere gli esiti di un weekend. Godetevi lo spettacolo e scrivete per ogni dubbio o parere! A presto!