Rientro migliore dalla sosta estiva non ci poteva essere per la Mercedes e soprattutto per Lewis Hamilton che domina l’intero week-end di gara in Belgio, centrando, prima, la storica 68° pole-position, eguagliando uno dei più grandi piloti della Formula 1 come Michael Schumacher, e vincendo, dopo, la sua 200° gara in carriera, precedendo di poco più di un secondo il leader della classifica mondiale Sebastian Vettel e l’australiano della Red Bull Daniel Ricciardo.

Anonima la prestazione di Valtteri Bottas che chiude in quinta posizione, alle spalle dell’altro finlandese Kimi Raikkonen, penalizzato con uno “stop and go” di dieci secondi per aver ignorato una doppia bandiera gialla in occasione del ritiro dell’idolo di casa Max Verstappen. Gara praticamente perfetta per il pilota inglese, che sin dalla partenza, riesce a mantenere la leadership, guidando con grande lucidità e concentrazione, data la presenza ingombrante della SF70H di Sebastian Vettel negli specchietti per l’intera durata del Gran Premio, durante il quale il distacco non è mai salito sopra i due secondi, ma anche mai sceso sotto al secondo, che poteva dare l’opportunità al quattro volte campione del mondo di aprire l’ala mobile per sferrare l’attacco decisivo al pilota anglo-caraibico della Mercedes. Una scelta quella della scuderia tedesca di avere una vettura più scarica aerodinamicamente parlando, per raggiungere velocità di punta più elevate nei lunghi rettilinei del primo e terzo settore, a discapito di quello centrale, nel quale, nonostante tutto, si riusciva a difendere in maniera molto egregia, grazie ad un passo più lungo rispetto alla Ferrari, che permette una migliore distribuzione dei pesi e di conseguenza un bilanciamento e un appoggio migliore nei curvoni veloci e ad ampio raggio che caratterizzano il settore centrale dello spettacolare tracciato di Spa-Francorchamps.

Il Gran Premio del Belgio non ci avrà forse regalato il duello ruota a ruota tanto atteso tra Vettel ed Hamilton, ma una vera e propria battaglia di nervi sì, con il tedesco che per tutti i 44 giri ha tallonato il tre volte campione del mondo sperando, invano, in un errore di quest’ultimo, provando, anche, la strategia super aggressiva montando, in occasione del secondo pit-stop, gomme ultra soft usate a differenza delle soft nuove utilizzate dalla Mercedes su entrambe le monoposto: abile Hamilton a portarle subito in temperatura e a difendersi sul rettilineo del Kemmel, ingenuo Bottas che invece si fa sopravanzare sia da Ricciardo sia da Raikkonen in stile Zonta nel 2000. Il Circus della Formula 1 lascia le Ardenne con Vettel ancora in testa alla classifica piloti, seppur con un vantaggio minimo di sette punti, mentre quella costruttori vede la Mercedes primeggiare con 44 punti di vantaggio sulla Ferrari. Appuntamento tra una settimana a Monza, dove gli oltre centomila tifosi in rosso spingeranno la scuderia italiana e Vettel ad un trionfo che manca ormai da troppo tempo, ma bisogna fare i conti con la Mercedes, che così come in Belgio avrà i favori del pronostico date le peculiarità del tracciato lombardo, ma la Ferrari farà di tutto per ottenere punti pesanti in ottica mondiale.

 

Francesco Saverio Falco

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