“SIIIII’ RAGAZZI, GRAZIE GRAZIE GRAZIE! FORZA FERRARI!” iniziamo così il nostro articolo di oggi, con le Parole di Vettel appena passato il traguardo percorrendo gli ultimi metri a zig-zag, in una sorta di felicità da trance emotiva, qualcosa che per Lui è sempre stato un sogno e per noi lo stava diventando. Cosa è stato in grado di compiere Mars il Dio Marte in arte Sebastian Vettel in quel di Sepang? Moltissime cose direi, oltre la Vittoria finalmente conquistata, innanzitutto interrompere un digiuno che durava dalla Spagna 2013, quando con una politica ben mirata la Red Bull otteneva si cambiassero gli pneumatici affossando così le velleità della Rossa che era apparsa in gran forma, poi interrompere anche l’egemonia di Mercedes e Red Bull che hanno monopolizzato le ultime due stagioni e fatto in pratica quello che volevano in pista e fuori, con un paziente quanto determinato lavoro tecnico e soprattutto politico, a Sepang la Ferrari si riprende tutto in una sola volta, lo smacco del cambio pneumatici subito nel 2013, le regole congelate che dovevano servire a distanziare gli avversari, le polemiche seguite al cambio di uomini all’interno della Scuderia che noi avevamo auspicato all’inizio del 2014, le dichiarazioni di Ecclestone che presupponevano un comportamento della FIA-MERCEDES ai limiti della sportività, insomma una sorta di VENDETTA consumata sulla distanza a Sepang nei confronti dei Tedeschi ma anche delle ‘lattine’ doppiandole entrambe, quando la Rossa ha dato prova di essere una grande vettura condotta da un gran bel ‘manico’, e attenzione non solo in gara ma anche in Qualifica e con pista bagnata, quindi i risultati della corsa vanno visti anche in quest’ottica, non solo nella fantastica capacità della SF15-T nel trattare gli pneumatici. E, perdonatemi, ma avevamo avuto sentore di questo già da Jerez e lo avevamo scritto forse esponendoci anche troppo a  delle critiche. In gara Vettel è partito bene mettendo subito in difficoltà Rosberg così da non essere attaccato e conservare la 2° posizione tra l’altro anche un contatto tra i due, poi la Safety-car del 5° giro mischia un poco le carte ma consente alla Mercedes di sostituire le gomme che erano e sono state il loro vero spauracchio in questa Gara, come già era apparso nei test, infatti non dobbiamo essere tratti in inganno pensando che abbiano sbagliato strategia, almeno all’inizio, la realtà è che con 34° di temperatura ambiente e ben 60° di temperatura asfalto sapevano benissimo che con gomme Medium e serbatoio pieno i loro pneumatici sarebbero andati in crisi ben prima del 10° giro, mostrando così a tutti la loro vera debolezza di quest’anno lo sfruttamento delle gomme che diventa difficile con una macchina dal carico aerodinamico esagerato, la stessa cosa che accadde alla Red Bull nel 2013, quindi, in pratica, il fermarsi a montare le gomme Hard durante la fase safety li ha facilitati ed aiutati, non danneggiati, almeno per quanto riguarda il primo stint; Vettel invece ha proseguito in testa fino alla 18° tornata e rientrando 3° sempre su gomme Medium le ha potute sfruttare quando gli altri invece avevano il compound più duro. La differenza di prestazioni viene fuori nel numero dei pit-stop, ed anzi non solo questo, viene anche fuori ciò che avevamo scritto questi giorni e cioè che se si ‘vince facile’ per un bel pezzo, tutta una stagione in pratica, si perde l’abitudine alla lotta, al combattimento e si rischia di non essere lucidi, perché ricordo sempre a tutti che i dati sono importanti ma in pista e fuori ci sono degli uomini, non è un caso infatti che la Mercedes dopo il dominio assoluto del 2014, vada in confusione mentale quando è ‘under pressure’ (e lo avevamo auspicato…) e  Paddy Lowe sbagli pulsante comunicando ad Hamilton ciò che doveva dire a Rosberg, il tutto intorno al 40° giro quando invece l’ingegnere di pista di pista di Vettel gli dice di andare calmo e a ‘testa bassa’ e lui risponde ‘BLU FLAG’ per segnalare ai doppiati di farsi da parte, il tutto con serenità e freddezza, al contrario esatto delle emozioni che si stavano provando al muretto delle frecce d’argento in quel momento. Andiamo comunque a dare un’occhiata alle prestazioni degli ultimi giri gli unici da prendere in considerazione in quanto le 2 Squadre hanno compiuto strategie differenti e quindi paragonare i dati, almeno dei tempi sul giro, non è utile, il dato da considerare è un altro ma su questo ci arriveremo dopo

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Abbiamo preso in considerazione i giri dal 40 alla termine, in quanto entrambi i piloti erano praticamente a pari condizioni, Hamilton ha cambiato le gomme al giro 38 (Hard) e Vettel alla tornata 37 (Hard), facendo la media dei giri dal 40 al 55, l’ultimo giro non è da prendere in considerazione, abbiamo questo risultato, Hamilton 1:43.854, Vettel 1:44.117, una differenza di 3 decimi circa che poi è quella che in teoria sarebbe uscita fuori dalle qualifiche se queste fossero state in condizioni normali, comunque il Tedesco era nella condizione di gestire e non spingere a fondo, ritengo comunque che sul giro secco ci sia ancora qualche decimo, ma la Vittoria Ferrari è stata costruita sull’ottima gestione delle gomme, la Mercedes ha infatti dovuto fare 3 soste mentre la Rossa 2, ribadisco il concetto per il quale, dato che il pit-stop dei Tedeschi sia stato fatto in regime di safety-car, questo li ha aiutati ad avere meno distacco al termine della gara, e faccio un esempio, in tre soste si perdono circa 1 minuto e mezzo totali, ma dato che la prima è stata fatta mettendosi in coda alla vettura di sicurezza, si è riusciti ad essere piuttosto compatti e relativamente vicini alla Ferrari che era in testa, quella di Vettel appunto; probabilmente senza incidenti e con uno svolgimento fluido del GP, la Rossa avrebbe potuto dare circa 20 secondi di GAP alla Mercedes che intorno al 10° sarebbe andata in grande crisi con gli pneumatici Medium molto di più di quanto sarebbe potuto accadere alla Ferrari, tanto da ipotizzare addirittura una sosta extra, non è un caso infatti che questi abbiano anticipato il pit, è evidente che i dati in loro possesso confermavano la strategia degli avversari e i loro problemi col gran caldo della Malesia. Risulta quindi un dato confortante, con mescole più morbide e serbatoio pieno la Rossa subisce meno degrado ed anzi ha un’ottima performance anche sul giro secco, questo su una pista vera ma molto abrasiva e con altre temperature; si presume che l’estrema guidabilità e l’equilibrio totale del pacchetto della SF15-T le consenta prestazioni simili anche con altre condizioni vista anche la prestazione sul bagnato in Qualifica, anche se in quel frangente ci ha messo molto del suo Vettel. Una curiosità è data dal comportamento di Rosberg il quale alla tornata n. 41 entra al box e monta gomme Medium si ritrova quindi a circa 14 sec. di distacco da Hamilton con vettura leggera e mescole molto performanti, diamo uno sguardo al grafico

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Ciò che è strano è il motivo per cui Rosberg non abbia cercato di prendere il compagno di Squadra, perché questo ha fatto, non lo ha veramente ed aggressivamente attaccato, in quel momento era più veloce di circa 1 sec. i giri a disposizione erano 14, e questo era approssimativamente anche il distacco che lo separava da Hamilton, avrebbe potuto essere molto più aggressivo e tentare di prendersi la 2° piazza nel finale, come mai non lo ha fatto? Escludiamo un problema di consumi, certo c’erano dei doppiati, ma questi erano anche davanti al Britannico, che sia stato avvisato alla radio di starsene buono e risparmiare la vettura? A questo punto è molto probabile che in Mercedes si sia voluti essere prudenti visto anche l’errore di Paddy Lowe e ragionare in termini di Campionato; però così si ridimensiona sempre di più Rosberg al ruolo di comprimario e non è positivo se si pensa che in questa gara ha capito che ci sono anche altri avversari oltre che Hamilton, si rischia così di demotivare il biondino quando invece ci sarà bisogno anche di lui visto come si stanno mettendo le cose.

Arriviamo al tasto dolente, Kimi Raikkonen, e ho di nuovo sbagliato il pronostico, certo partiva 11°, però proprio allo start non ha il guizzo, non conquista posizioni ed anzi visto dall’alto si nota come sia stato prudente cercando di non essere penalizzato in incidenti, tuttavia questo non basta e fora una gomma in un contatto con Felipe Nasr, fa quasi un intero giro senza lo pneumatico posteriore poi rientra ultimo, la safety-car in parte lo aiuta in quanto ricompatta il gruppo, ma la sua è stata comunque una gara tutta in salita, certo con un’ottima vettura su questo tracciato, ma arrivare da ultimo alla 4° casella anche se con 53 sec. di distacco è comunque un buonissimo risultato oltre che ottimo per i punti conquistati e poi c’è da ricordare che si è messo dietro le due Williams, obiettivo primario della Ferrari ad inizio Campionato. Per ora una analisi dei tempi di Kimi è possibile ma non indicativa viste le due gare anomale, aspettiamo di rivederlo in condizioni di regolarità per capire a che livello è rispetto a Vettel e a tutti gli altri.

Insomma come avevamo detto in tempi non sospetti, la Ferrari c’è, e chissà…

Marco Asfalto

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