Motore Ferrari 2026: testate in acciaio e sfida termica estrema

Vito Defonseca
4 Min Read
Hamilton Ferrari T motore est Barcellona credits Media Ferrari

Tra le indiscrezioni più interessanti sulla Power Unit Ferrari F1 2026 emerge l’ipotesi dell’utilizzo di testate in acciaio al posto delle tradizionali leghe d’alluminio. Una scelta apparentemente controintuitiva in un’era dominata dall’ossessione per la leggerezza, ma che potrebbe offrire vantaggi decisivi in termini di resistenza termica, rigidezza strutturale e libertà progettuale. L’analisi tecnica dell’ingegner Riccardo Romanelli, emersa durante Race Tech, aiuta a comprendere il senso di questa possibile direzione.

Il contesto regolamentare del 2026

Il regolamento 2026 non rivoluziona solo l’aerodinamica, ma impone un ripensamento profondo della Power Unit. La nuova ripartizione della potenza, con un contributo elettrico quasi equivalente a quello del motore termico, porta le unità endotermiche a lavorare in condizioni di pressione e temperatura più estreme rispetto al passato. In questo scenario, l’affidabilità strutturale diventa un parametro chiave tanto quanto il rendimento energetico.

Formula 1 power unit newsf1.it
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Perché abbandonare l’alluminio

Secondo le analisi emerse, Ferrari starebbe valutando l’impiego di leghe d’acciaio ad alta resistenza per le testate del motore termico. Una soluzione più pesante, ma con due vantaggi tecnici fondamentali.
Il primo riguarda la stabilità meccanica alle alte temperature: l’acciaio mantiene le proprie caratteristiche elastiche e resistive anche in condizioni termiche che mettono in crisi le leghe leggere.
Il secondo è il modulo elastico nettamente superiore, che consente di ottenere una rigidezza strutturale maggiore a parità di geometria.

F1 2026 motori power unit Ferrari
F1 2026 motori power unit Ferrari

La Power Unit come elemento strutturale

In Formula 1 il motore non è un semplice propulsore, ma un componente portante della monoposto. La Power Unit collega direttamente il telaio al cambio, che a sua volta sostiene le sospensioni posteriori. Questo significa che il motore è soggetto a carichi torsionali e flessionali continui.
Una testata più rigida contribuisce alla stabilità dell’intero retrotreno, migliorando il comportamento dinamico della vettura e la coerenza della piattaforma aerodinamica.

Il compromesso peso-rigidezza

Il tema del peso resta centrale, ma l’analisi di Romanelli evidenzia come il progetto non vada valutato sul singolo componente. Utilizzare acciaio in un punto critico consente di ridurre materiale altrove, alleggerendo basamento o nervature strutturali secondarie.
Il risultato finale può essere una Power Unit che rispetta il peso minimo regolamentare, ma con una rigidezza globale superiore e una migliore distribuzione delle masse.

Implicazioni prestazionali

Una struttura più rigida e resistente al calore permette di spingere maggiormente sulle mappature del motore termico, aumentando il margine operativo senza compromettere l’affidabilità. Inoltre, una base meccanica più stabile favorisce la precisione aerodinamica del retrotreno, aspetto cruciale con le nuove vetture 2026.

Analisi finale

Se confermata, la scelta delle testate in acciaio rappresenterebbe un approccio pragmatico e ingegneristicamente coerente al nuovo regolamento. Ferrari potrebbe aver privilegiato la solidità strutturale e la gestione termica per ottenere un vantaggio indiretto ma costante, piuttosto che inseguire esclusivamente la riduzione del peso. In un contesto regolamentare così vincolato, la capacità di garantire rigidezza e affidabilità potrebbe tradursi in un margine di sviluppo decisivo nel medio periodo.

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