Mick Schumache – Venerdì pomeriggio, Brasile. Una difficile sessione di qualifiche Q1 si è trasformata in una roulette russa, complice il meteo che ha lanciato una serie di scherzi capaci di mettere in difficoltà molti, tra cui il giovane Mick, ma non il suo compagno di squadra Kevin Magnussen.

Triste vedere Mick Schumacher qualificarsi ultimo per il Gran Premio di San Paolo 2022, mentre il suo compagno di squadra Kevin Magnussen (anche grazie all’aiuto della dea bendata) ha piazzato la Haas in pole position per la Sprint Race di oggi (20.30 ora italiana) a Interlagos.

Tristezza per il figlio di Michael Schumacher, talentuoso ma grossolanamente (mal) gestito, tristezza per quello che avrebbe potuto essere, ma non è stato; tristezza perché se non fosse stato mal consigliato dall’esercito di autoproclamati “Illuminati della F1” che hanno fallito ora non sarebbe nella condizione in cui si trova.

Oggi, per la Sprint Race, mentre metà dei meccanici Haas spingerà la vettura numero 20 sulla pista fino alla P1, l’altra metà dovrà percorrere un ben più lungo tratto collocando la vettura numero 47 nella, fin troppo familiare, P20, accendendo un riflettore molto crudele sul giovane Schumacher, la cui carriera in F1 sembra ormai condannata da tempo.

Se Ferrari e Haas hanno aspettato fino a questo momento per annunciare l’arrivo di un altro pilota, viene spontaneo pensare che abbiano piani alternativi per Mick; non dimentichiamoci che sarà Mattia Binotto ad avere l’ultima parola, ma i pettegolezzi del paddock dicono che Nico Hulkenberg è da considerarsi praticamente cosa fatta per la prossima stagione con la Haas.

La parte triste della “partenza” di Schumacher è il fatto che il figlio del leggendario Michael sia stato così mal consigliato da accettare una guida con la Haas per la sua stagione da esordiente in Formula 1.

Mick Schumacher vendeva merchandising online quando era ancora in F2, di conseguenza, il 2021 è stato un disastro preannunciato: la macchina del marketing di Schumi-III era già in piena attività.

Mick era in F2 e aveva già un negozio online che vendeva merchandising a ogni occasione: caschi, repliche di auto e magliette. Un’idea fantastica, ma arrivata troppo presto; si trattava di Mick, non di Michael…

Il problema è che tutti quelli che si trovavano sul treno di Schumi avevano una gran fretta di rilanciare il colossale marchio “Schumacher” attraverso il figlio e la F1 non avrebbe fatto altro che incrementare le vendite.

A quanto pare, la vendita di merchandising porta un grande guadagno; a dimostrazione di questo, nonostante si stiano avvicinando quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni di Mick in F1, lo troviamo lì, a vendere roba…

Ancora una volta “tristezza” è il termine che meglio ritrae questa situazione ,una delle domande che gli sono state poste in uno degli ultimi comunicati stampa è stata: “Per il Gran Premio di San Paolo presenterete un altro design unico, questa volta per una causa speciale. Può dirci qualcosa di più?”

Schumi ha risposto: “Sì, per il Gran Premio di San Paolo indosserò un altro casco dal design unico. In collaborazione con il nostro partner di squadra, 1&1, donerò il mio casco al Telethon annuale “Spendenmarathon” di RTL come premio d’asta, e tutti i fondi raccolti saranno destinati a progetti di aiuto per bambini selezionati.”

“Il team di RTL esporrà una replica del casco durante la trasmissione di questo fine settimana per promuovere l’imminente asta. Non vi rovinerò la sorpresa, quindi dovrete aspettare per vederlo, ma come sempre ho lavorato con Jens Munser, che realizza tutti i miei disegni”.

Non serve certo l’occhio di falco per notare lo spudorato “product placement” in questi due semplici paragrafi, inoltre verranno sicuramente messe in vendita online anche delle mini-repliche sul Mick Schumacher Official Webshop…

La stagione 2021 di Mick alla Haas è stata un disastro fin dal day-one.

E non c’è da stupirsi visto che “l’opzione Haas” si è presentata dopo che Mick aveva conquistato il titolo F2 nel 2020 e il titolo F3 due anni prima. Ferrari ha imposto, sbagliando, che il tedesco andasse alla casa guidata da Steiner, usando Mazepin come punto di riferimento, mantenendo inspiegabilmente la causa persa di Antonio Giovinazzi in un posto comodo all’Alfa Romeo. Abbiamo visto com’è andata a finire.

Già allora si pensava di passare il non performante Giovinazzi alla Haas, che sarebbe stata l’ultima possibilità di rilanciare la carriera dell’italiano, mentre Schumi sotto Fred Vasseur era la scelta obbligata, che quelli della Ferrari hanno ignorato.

Un ventitreenne, che guida troppo e troppo poco, perso nel mare, che affronta le sue ultime gare in F1 frastornato e confuso da una fiducia ormai svanita, in una scuderia che si chiede ogni volta che esce dai box se farà tardi o meno. In pratica, tutto ciò che va storto quando un giovane talento viene gestito male, non poteva essere diverso  per Schumacher.

A dire il vero, anche la stagione di F1 2021 di Schumacher non è stata eccezionale. Per amor di discussione, dimentichiamo l’anno scorso. Anche come rookie quest’anno, se confrontato con Magnussen, che fino al suo ritorno in questa stagione è stato perlopiù un journeyman, Mick non ha dato i risultati che hanno dato le altre giovani leve, come Norris (che ha distrutto Ricciardo) e Verstappen che ha fatto meglio di Perez; senza dimenticare un paio di stagioni fa, quando Leclerc ha fatto fuori Vettel.

Anche rispetto al debuttante dell’Alfa Romeo, Zhou Guanyu, che ha beneficiato dell’enorme esperienza di Fred Vassuer nello sviluppo di piloti per grandi team, è un prospetto di gran lunga migliore di Schumacher. Pensateci, chi scegliereste voi tra i due piloti per un altro anno in F1?

Mick che si qualifica ultimo a San Paolo, con il compagno di squadra K-Mag in pole, è il colpo più crudele di tutti.

Probabilmente venerdì è stato il giorno del giudizio universale per Schumacher, o almeno un giorno in cui le sue “azioni in F1” sono crollate ulteriormente, e anche se il suo attuale capitolo in F1 è probabilmente finito, non è certo la fine di tutto, visto che molti piloti si sono presi un anno sabbatico e sono tornati migliori; Alex Albon ha avuto una stagione di reset e ricarica e guardate come sta brillando in Williams.

Anche Fernando Alonso, nemesi di suo padre, dopo il suo anno da esordiente nel 2001 (con la Minardi), si è ritirato la stagione successiva ed è tornato nel 2003 con la Renault per incidere il suo nome nella storia di questo sport e, a 41 anni, è ancora al top della forma.

Se la Ferrari dovesse staccare la spina dalla F1 per Mick, ha un vasto menu di offerte sontuose da proporre a Schumacher, tra cui il programma di hypercar a Le Mans e nel WEC, oltre a team satellite nel DTM.

Possibilità in cui Mick potrebbe accumulare esperienza, ricostruirsi, fare esperienza e forse ottenere un secondo tentativo in F1, si spera senza la fretta e la pressione di vendere il marchio.

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