Mercedes cambia la vettura, ma il risultato non è immediato
La Mercedes è davanti a un bivio.
- Mercedes cambia la vettura, ma il risultato non è immediato
- Il problema nasce a Sepang
- Le nuove pance Mercedes
- Più performance nel veloce, ma un bilanciamento diverso
- Mercedes ha davvero sbagliato sviluppo?
- Dalla simulazione alla pista cambia tutto
- Il confronto con McLaren
- Servono altre prove prima del verdetto
- Il vero test sarà nelle prossime sessioni
- L’analisi completa
Il grande aggiornamento aerodinamico portato a Sepang non ha dato le risposte che il team si aspettava e, dopo un weekend difficile, a Brackley hanno deciso di non fermarsi alle simulazioni e ai dati raccolti in pista.
La soluzione scelta è particolarmente interessante: In Malesia Mercedes ha a disposizione sia la carrozzeria con le nuove pance sia quella con la precedente configurazione.
Le immagini pubblicate da Albert Fabrega mostrano infatti entrambe le soluzioni presenti nel box Mercedes. Secondo quanto riportato dallo stesso Fabrega, George Russell dovrebbe utilizzare la versione precedente, mentre Kimi Antonelli dovrebbe scendere in pista con quella nuova.
L’obiettivo sembra essere quello di effettuare finalmente quel confronto diretto che a Sepang era mancato.
E la domanda diventa inevitabile:
Mercedes sta rivalutando la vecchia versione delle pance?
Il problema nasce a Sepang
La Mercedes era arrivata a Sepang con uno dei pacchetti di sviluppo più importanti della stagione.
L’intervento riguardava soprattutto la zona delle pance e il modo in cui il flusso aerodinamico veniva indirizzato verso la parte superiore e posteriore della vettura, con l’obiettivo di migliorare il lavoro complessivo del fondo.
Sulla carta il progetto aveva una logica precisa.
In pista, però, qualcosa non ha funzionato come previsto.
La Mercedes ha mostrato una vettura più efficace in alcune condizioni ad alta velocità, ma contemporaneamente sono emersi problemi di bilanciamento, con una maggiore tendenza al sottosterzo.
Il risultato è stato particolarmente difficile da interpretare perché i dati delle simulazioni continuavano a indicare un miglioramento, mentre il cronometro non confermava quelle aspettative.
Ed è proprio questa contraddizione che ha aperto il caso.
Le nuove pance Mercedes
Secondo l’analisi di Riccardo Romanelli, Mercedes ha introdotto un pacchetto molto ampio dal punto di vista evolutivo.
Uno degli elementi più evidenti riguarda proprio la conformazione delle pance, profondamente modificata rispetto alla soluzione precedente.
L’obiettivo è accompagnare il flusso d’aria dalla parte alta della vettura verso la zona superiore delle strutture posteriori, modificando il modo in cui l’aria interagisce con il resto della monoposto.
È una scelta che si inserisce in una precisa direzione di sviluppo e che, secondo Romanelli, sembra puntare anche a far lavorare maggiormente il fondo della vettura.
Ma proprio qui emerge il problema del compromesso.
Più performance nel veloce, ma un bilanciamento diverso
Le prime indicazioni sembrano mostrare un miglioramento della Mercedes nei tratti veloci.
Contemporaneamente, però, la vettura sembra aver perso qualcosa sotto il profilo del bilanciamento, mostrando una maggiore tendenza al sottosterzo.
Non significa necessariamente che l’aggiornamento sia sbagliato.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’analisi di Romanelli.
Un cambiamento aerodinamico importante può modificare il comportamento complessivo della vettura e richiedere un nuovo lavoro di messa a punto.
La prestazione aerodinamica non è infatti un elemento isolato: deve essere combinata con il grip meccanico, la distribuzione del carico e il comportamento della vettura nelle diverse fasce di velocità.
Illustrazione
Mercedes ha davvero sbagliato sviluppo?
La risposta, secondo l’analisi di Race Tech, non è così semplice.
Romanelli considera difficile immaginare che un pacchetto di questo tipo sia stato semplicemente sviluppato senza una previsione delle sue conseguenze.
Mercedes ha avuto a disposizione simulazioni CFD, dati della galleria del vento e un gruppo di tecnici che analizza non soltanto il comportamento della propria vettura, ma anche le direzioni di sviluppo degli avversari.
Quando una squadra decide di portare in pista un cambiamento importante dopo averlo sviluppato per un lungo periodo, quindi, è ragionevole pensare che dietro ci sia una precisa previsione di performance.
Il problema può essere un altro: far funzionare correttamente il nuovo pacchetto nelle condizioni reali della pista.
Dalla simulazione alla pista cambia tutto
Anche con un processo di sviluppo estremamente sofisticato, la pista rimane il giudice finale.
La vettura può produrre determinati risultati in CFD e in galleria del vento, ma il comportamento reale dipende dall’interazione tra moltissimi elementi.
Nel caso Mercedes, uno dei compromessi da trovare riguarda il rapporto tra il comportamento aerodinamico e la distribuzione del grip meccanico nelle diverse zone di velocità.
È possibile quindi che il nuovo pacchetto abbia effettivamente prodotto parte del guadagno previsto, ma che il set-up della vettura non sia ancora stato adattato nella maniera migliore alle nuove caratteristiche aerodinamiche.
Romanelli sottolinea proprio la possibilità che Mercedes abbia bisogno di altri turni di lavoro in pista per riuscire a centrare correttamente il comportamento della vettura.

Il confronto con McLaren
Interessante anche il confronto con McLaren.
Le due squadre si trovano infatti in una situazione differente.
McLaren, secondo l’analisi di Romanelli, non aveva un problema particolarmente grave di carico globale, ma aveva mostrato negli anni alcune difficoltà sul fronte dell’efficienza aerodinamica, soprattutto nelle configurazioni di carico medio-alto.
Mercedes, invece, partiva da una situazione diversa e aveva mostrato un certo vantaggio proprio sotto questo aspetto.
Le due squadre hanno quindi seguito direzioni differenti nel tentativo di migliorare le rispettive vetture.
Ed è proprio questo che rende interessante il nuovo pacchetto Mercedes: non si tratta semplicemente di copiare una soluzione vista su un’altra monoposto, ma di modificare la vettura sulla base delle proprie esigenze progettuali.
Servono altre prove prima del verdetto
Il punto centrale dell’analisi è quindi evitare una conclusione affrettata.
Vedere una Mercedes meno competitiva in determinate condizioni dopo l’introduzione di un aggiornamento non significa automaticamente che il progetto sia stato un fallimento.
Potrebbe essere necessario trovare il corretto set-up, comprendere meglio la nuova distribuzione del carico e individuare il compromesso migliore tra comportamento nei tratti veloci e nelle curve di media velocità.
Il nuovo pacchetto potrebbe quindi avere bisogno di ulteriori sessioni di lavoro prima di poter essere giudicato definitivamente.
Come sottolinea Romanelli, nonostante tutte le simulazioni e le analisi effettuate prima di arrivare in pista, esistono compromessi che possono essere individuati pienamente soltanto nelle condizioni reali.
Il vero test sarà nelle prossime sessioni
Il nuovo pacchetto Mercedes rappresenta quindi un caso interessante di quanto sia complesso sviluppare una monoposto di Formula 1.
Le modifiche possono essere progettate per migliorare una determinata area della vettura, ma contemporaneamente modificare il comportamento in altri settori.
Nel caso Mercedes, le prime indicazioni mostrano un miglioramento nel veloce e un comportamento meno convincente sotto il profilo del bilanciamento.
Il vero giudizio, però, arriverà soltanto quando la squadra riuscirà a raccogliere abbastanza dati e a trovare il set-up necessario per sfruttare pienamente le nuove caratteristiche della vettura.
Per questo, più che parlare già di un aggiornamento fallito, l’analisi tecnica suggerisce di aspettare.
La domanda non è soltanto se il nuovo pacchetto Mercedes funziona, ma se la squadra è già riuscita a farlo funzionare nel modo previsto.
L’analisi completa
Gli aggiornamenti Mercedes sono uno degli argomenti affrontati da Riccardo Romanelli nella nuova puntata di Race Tech.
Nel video completo viene analizzata la nuova configurazione delle pance, la direzione del flusso aerodinamico, il rapporto tra carico ed efficienza e il possibile motivo per cui Mercedes non abbia ancora trovato il bilanciamento ideale.

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