Mercedes, Audi, Ford e Honda hanno annunciato grossi tagli al personale, quasi 40.000 posti in meno. Cerchiamo di capire perché.

Che qualcosa, nel mondo dell’auto, stia cambiando, lo si poteva tranquillamente intuire. Basta vedere la crociata contro i diesel e la decisa svolta che hanno intrapreso tutti i costruttori verso l’elettrico. Senza soffermarci su motivazioni politiche, il cambiamento lo percepiranno anche i quasi 40.000 lavoratori che verranno lasciati a casa da Mercedes, Audi, Honda e Ford.

I due concetti, elettrificazione e tagli al personale, potrebbero sembrare slegati. Ma potrebbe non essere così.

Partiamo dai dati e dai fatti, quelli certi. Mercedes ha annunciato un taglio da ben 10.000 posti di lavoro. Audi, conta di fermarsi a 9.500, entro il 2022. Ford non è da meno ed ha previsto un taglio di ben 12.000 lavoratori chiudendo diversi impianti mentre per Honda, la chiusura della fabbrica inglese di Swindon, prevista entro il 2021, dovrebbe farle registrare un -3.500 sul conto dei dipendenti.

Se contiamo che anche BMW ha ridotto i bonus del personale, allora la domanda sorge spontanea: le case automobilistiche, sono in crisi?

No, o meglio ni. I dati di vendita in questo 2019 appena concluso, sono comunque buoni. Senza entrare nel dettaglio, nessuno ha subito arresti nel settore vendite. Anzi, alcuni si sono perfino migliorati. Nel complesso, rispetto al 2018, sono state immatricolate circa 6.000 auto in più che corrispondono ad un +0.3% del totale. Il totale si aggira di poco sotto i 2.000.000 di auto.

Allora perché queste case automobilistiche hanno annunciato tagli al personale? Tra l’altro, Ford, Honda Mercedes e Audi sono marchi di punta, chi più chi meno.

Colpa dell’elettrico?

Auto elettriche

La motivazione si può leggere tra le parole di Wilfred Porth, ovvero il responsabile risorse umane di Mercedes-Benz: “lo sviluppo verso una mobilità ad impatto di CO2 nullo è molto dispendioso, per questo Daimler ha annunciato che lancerà un nuovo programma per incrementare la competitività, innovazione e forza di investimenti.”

Ovvero: gli investimenti dell’elettrico sono e saranno molto molto ingenti. Ma ecco il carico da novanta: “Parte del programma consiste nel ridurre i costi del personale di 1.4 miliardi di euro entro la fine del 2022.”

Audi Q9

Ecco la vera bomba: gli investimenti sull’elettrico, imposti da una normativa estremamente stringente, sono troppo costosi per poter mantenere tutto il personale. Bingo!

Investimenti che, come vi abbiamo già detto, non stanno comunque restituendo i risultati sperati con il flop di Mercedes ECQ.

Questo significa che Audi e Mercedes in primis, senza questi tagli al personale, non riuscirebbero a sviluppare un listino auto adeguato e idoneo alle richieste della normativa anti inquinamento.

Estendendo il concetto a tutte le auto, mi chiedo: come faranno le case automobilistiche che non hanno le possibilità dei colossi citati nel presente articolo?

Alcune case potrebbero andare in bancarotta e lasciare a casa migliaia di lavoratori. Considerando che i recenti diesel Euro 6D temp sono estremamente poco inquinanti (veramente!) siamo sicuri che questa corsa all’elettrico sia davvero la miglior strada verso un futuro eco-sostenibile?

Io non credo proprio.

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