Ospite di News F1, l’ex ingegnere della Ferrari Luigi Mazzola si è soffermato su alcuni interessanti aspetti che le prime due gare dell’anno ci hanno dato la possibilità di osservare, con un occhio anche sull’imminente Gran Premio d’Australia.
La Formula 1 quest’anno è giunta ad una svolta che possiamo definire epocale: con il cambio regolamentare del 2022 sono state introdotte le monoposto ad effetto suolo ed è stata semplificata l’aereodinamica delle vetture, con l’obiettivo di aumentare la possibilità di sorpassi e, di conseguenza, lo spettacolo in pista.
A proposito della riuscita o meno di tale operazione da parte della Federazione, l’Ing. Mazzola è stato molto chiaro:

“Il nuovo regolamento tecnico? Promuovo lo spettacolo, ma alla fine non c’è una grande differenza con ciò che abbiamo visto l’anno scorso. Il duello Hamilton-Verstappen è stato sostituito dal duello Leclerc-Verstappen, il che ci fa piacere. Dal punto di vista sportivo, invece, abbiamo notato tanti sorpassi nelle retrovie. La scia si sente meno rispetto agli scorsi anni, cosa che accentua la necessità del DRS”.
Sul fronte tecnico, le vetture di quest’anno si presentano radicalmente diverse l’una dall’altra e anche rispetto all’anno scorso, presentando un peso aumentato e una maggiore difficoltà nella guida.
“Non sono molto soddisfatto delle vetture”, ha proseguito l’ex ingegnere Ferrari. “I piloti fanno ancora fatica a comprendere a pieno le macchine e a capire quale sia il limite, specialmente in frenata. L’effetto scia è stato ridotto, ma le vetture sono ancora molto distanti tra di loro in termini di distacco sul giro”.
Un aspetto che secondo Mazzola sarà da tenere in considerazione è come queste vetture risponderanno in condizioni di pista bagnata, data la così ampia differenza nello stile di guida rispetto agli anni scorsi.
“Credo che non siano ancora pronti a correre sul bagnato. Hanno fatto delle prove durante i test a Barcellona, ma è da vedere poi durante una gara sotto la pioggia… Le macchine quest’anno sono più pesanti e la maggior parte del carico proviene dal fondo. Le ali anteriori e posteriori forniscono meno carico rispetto agli anni passati, e sul bagnato a velocità ridotta questo è importante. L’effetto venturi è limitato, quindi sarà difficile.”
In merito al prossimo Gran Premio:
Ferrari ha fatto un lavoro straordinario quest’anno. Ha una macchina ben bilanciata, ha carico nel lento e nel veloce, e anche nel dritto va bene. Finora la differenza con Red Bull nei rettilinei l’hanno fatta gli assetti. Le modifiche effettuate al circuito di Melbourne sono probabilmente dettate dal voler creare più spettacolo, e probabilmente vanno un po’ a sfavorire la Ferrari. A giovarne potrebbe essere invece la Mercedes. Ma rimane comunque una pista dove Ferrari potrebbe andare davvero forte.
“Mercedes è partita molto male quest’anno, ha tantissimo lavoro da fare e tanta strada da recuperare. A Melbourne sicuramente faranno ancora molta fatica, ma non li darei già per morti. Il mondiale è lungo. Ferrari e Red Bull ora devono capitalizzare il più possibile considerato il grande vantaggio che hanno.
“È comunque difficile che possano recuperare un secondo a Red Bull e Ferrari, considerato che durante l’anno anche queste due andranno a migliorare. In Mercedes dicono che la W13 ha tanto potenziale, ma non riescono a metterlo in pratica. Hanno un progetto più a lungo che a breve termine. Se dovessero riuscire a trovare la quadra coi problemi che hanno, potrebbero fare un importante balzo in avanti”.
Un altro aspetto che certamente sta facendo riflettere e non poco il team tedesco è la power unit, evidentemente non più dominante come negli scorsi anni. Su questo Mazzola ha ipotizzato un’interessante teoria.

“Tutti i motorizzati Mercedes stanno arrancando. Credo che questo nuovo regolamento abbia toccato un’area che gli impedisca di avere la potenza che avevano in passato. Forse è l’impianto benzina, non lo so. Teoricamente con il layout che hanno scelto dovrebbero essere efficienti nel dritto. Invece fanno fatica e fanno fatica anche le altre vetture motorizzate Mercedes. Se l’aereodinamica è deficitaria la puoi tutto sommato sistemare. Se la macchina fosse invece bilanciata, ma non portasse risultati, allora sarebbe un bel problema. A me sembra che Mercedes fatichi un po’ ovunque, nel dritto, in entrata e in uscita di curva. La vedo dura che possano recuperare un secondo”.
“L’effetto porpoising? Mercedes ne soffre parecchio, ma è un problema che hanno un po’ tutti. Bisogna scendere a compromessi. Per esempio alzare la macchina e ammorbidire le sospensioni. La macchina può essere preparata come vuoi, ma poi devi avere ingegneri bravi nel settare l’assetto migliore per uno specifico circuito. Oggi per gli ingegneri è più difficile: non hanno possibilità di fare test. Il simulatore cerca di compensare l’esperienza mancante dei test, ma la pista è un’altra cosa”.


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