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La vittoria della Ferrari a Silverstone non ha acceso soltanto l’entusiasmo dei tifosi, ma anche un interessante dibattito tecnico all’interno del box di Maranello. Al centro dell’attenzione ci sono le dichiarazioni di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, che dopo il Gran Premio hanno fornito due interpretazioni diverse sul lavoro svolto durante il weekend.
- Leclerc cambia strada dopo le difficoltà delle ultime gare
- Hamilton: “Leclerc si è avvicinato alla mia direzione”
- Come nasce il setup di una Formula 1 moderna
- Perché due compagni di squadra possono scegliere assetti diversi
- Perché Silverstone potrebbe aver cambiato gli equilibri
- Chi aveva ragione tra Leclerc e Hamilton?
- Spa dirà se Ferrari ha trovato la soluzione definitiva
Il tema è uno dei più importanti della Formula 1 moderna: il setup della monoposto. Ma cosa è realmente cambiato sulla SF-26? E chi aveva ragione tra i due piloti?

Leclerc cambia strada dopo le difficoltà delle ultime gare
Nelle settimane precedenti Silverstone, Charles Leclerc aveva incontrato maggiori difficoltà rispetto al compagno di squadra. Dopo l’introduzione degli ultimi aggiornamenti sulla SF-26, il monegasco non era riuscito a trovare lo stesso feeling mostrato nelle prime gare della stagione.
Al termine del Gran Premio britannico, Leclerc ha spiegato di aver deciso di modificare sensibilmente il proprio assetto, scegliendo una direzione diversa rispetto a quella utilizzata nei weekend precedenti.
Una scelta che ha immediatamente dato risultati concreti.
La Ferrari si è dimostrata competitiva sia sul giro secco sia sul passo gara, permettendo al pilota monegasco di ritrovare quella fiducia che sembrava essersi smarrita dopo il difficile appuntamento del Red Bull Ring.
Hamilton: “Leclerc si è avvicinato alla mia direzione”
Se da una parte Leclerc ha parlato di una scelta personale, dall’altra Lewis Hamilton ha offerto una lettura differente.
Il sette volte campione del mondo ha infatti lasciato intendere che il compagno di squadra abbia semplicemente adottato una filosofia di setup molto simile alla sua.
Hamilton non ha parlato di una copia vera e propria dell’assetto, ma ha spiegato come Ferrari abbia progressivamente orientato la monoposto verso una configurazione più vicina alle sue preferenze di guida.
Due versioni apparentemente differenti, che però potrebbero raccontare la stessa realtà da prospettive diverse.
Come nasce il setup di una Formula 1 moderna
Per comprendere questa vicenda bisogna chiarire cosa significhi realmente parlare di setup in Formula 1.
Molti immaginano che il setup consista esclusivamente nella regolazione delle sospensioni o delle ali. In realtà il lavoro è molto più complesso.
Ogni weekend inizia settimane prima della gara attraverso simulazioni CFD, analisi numeriche e utilizzo del simulatore dinamico.
Da questi strumenti nasce un setup di base, che comprende:
- altezze da terra;
- rigidezza delle sospensioni;
- bilanciamento aerodinamico;
- distribuzione dei carichi;
- gestione della Power Unit;
- utilizzo dell’energia ibrida;
- differenziale e freno motore.
Durante le prove libere, i piloti e i rispettivi ingegneri modificano progressivamente questa configurazione per adattarla alle condizioni reali della pista.
Perché due compagni di squadra possono scegliere assetti diversi
Anche utilizzando la stessa monoposto, due piloti raramente adottano un setup identico.
Ogni pilota possiede infatti uno stile di guida differente.
C’è chi preferisce una vettura più reattiva all’anteriore, chi invece cerca maggiore stabilità nelle curve veloci o una migliore trazione in uscita.
Per questo motivo all’interno del box Ferrari esistono due gruppi di lavoro distinti, uno dedicato a Leclerc e uno a Hamilton.
Entrambi partono da una base comune, ma sviluppano la monoposto seguendo esigenze differenti.
Perché Silverstone potrebbe aver cambiato gli equilibri
L’aspetto più interessante emerso dal Gran Premio britannico riguarda proprio i risultati ottenuti.
Dopo settimane in cui Hamilton sembrava essersi adattato meglio agli ultimi sviluppi della SF-26, Silverstone ha visto un Leclerc nuovamente competitivo per tutto il weekend.
Questo lascia pensare che Ferrari abbia finalmente individuato una configurazione capace di soddisfare entrambi i piloti.
Più che un semplice cambiamento di assetto, potrebbe trattarsi della scoperta della finestra di funzionamento ideale della monoposto.
Chi aveva ragione tra Leclerc e Hamilton?
Probabilmente la risposta è semplice: entrambi.
Leclerc ha effettivamente modificato il proprio setup rispetto alle gare precedenti.
Hamilton, allo stesso tempo, ha sottolineato come quella nuova direzione fosse molto vicina alla filosofia che lui stava già utilizzando da alcune settimane.
Non esiste quindi una contraddizione.
È possibile che il monegasco abbia deciso di abbandonare alcune delle proprie convinzioni tecniche per sperimentare una configurazione più simile a quella preferita dal compagno di squadra, senza però copiarla integralmente.

Spa dirà se Ferrari ha trovato la soluzione definitiva
Silverstone ha fornito indicazioni estremamente incoraggianti, ma servirà una conferma.
Il circuito di Spa-Francorchamps presenta caratteristiche completamente diverse rispetto al tracciato inglese e rappresenterà un test fondamentale per capire se Ferrari abbia realmente risolto i problemi di setup emersi nelle gare precedenti.
Se anche in Belgio Leclerc e Hamilton riusciranno a mantenere un livello di competitività simile, allora si potrà parlare di una svolta tecnica concreta per la SF-26.
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