Riviviamo i momenti salienti della carriera di Ayrton Senna con le parole segnanti del campione brasiliano, scomparso prematuramente a 34 anni nel tragico incidente di Imola.

Ayrton Senna avrebbe compiuto oggi 61 anni. Il 3 volte campione del mondo, nell’arco della sua carriera, ha fatto sognare i tifosi di tutto il mondo. Pur non correndo mai per la Ferrari, Ayrton Senna è e sempre sarà una leggenda assoluta del motorsport.

Le citazioni più significative di Ayrton

Sono un privilegiato, ho sempre avuto una vita molto bella. Ma tutto quello che ho ottenuto dalla vita l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obiettivi , di vincere, nella vita, non come pilota. Perciò lasciate che vi dica che chiunque voi siate nella vita, sia che siate al livello più basso, o al più alto, dovete avere una grande forza e una grande determinazione e dovete affrontare qualsiasi cosa con grande amore e fede in Dio e un giorno raggiungerete i vostri obbiettivi e avrete successo”.

Non saprete mai come si sente un pilota quando vince. Quel casco nasconde sentimenti incomprensibili”.

Ho bisogno di fare qualcosa di speciale. Ogni anno qualcuno vince un titolo. Io voglio fare di più”.

Mamma, non potevo. Se avessi rallentato avrei potuto avere un incidente!”, parando al telefono con Dona Neide Senna dopo la vittoria ad Estoril 1985.

Vedi quelle tribune piene di spettatori? Il giorno che guiderò una Ferrari cadranno giù per l’entusiasmo”, Imola 1991.

Ogni pilota ha il suo limite ed il mio è più alto del suo”, riferendosi ad Alain Prost.

Senna

Non esiste una curva dove non si possa sorpassare”.

Io non sono destinato ad essere secondo o terzo. Sono destinato a vincere”.

Arrivare secondo significa soltanto essere il primo degli sconfitti – O segundo nada mais é do que o primeiro dos perdedores”.

Non ho idoli. Ammiro il duro lavoro, la dedizione e la competenza”.

Quello che sento in una macchina che corre 300 chilometri all’ora? L’emozione, il piacere e la sfida”.

La pole position è come una gara di cento metri. Dai tutto quello che hai, in quel minuto, minuto e mezzo, trattenendo il fiato in certe curve, non respirando per bilanciare meglio la vettura, per aumentare la sensibilità. La carica di adrenalina è incredibile, da un secondo all’altro. Credo che sia il momento più grande, il più forte, il più alto… Ne ho già ottenute 52 e spero di conquistarne ancora. Ogni volta che ottengo una pole position, mi sento rinascere e voglio accaparrare la prossima, anno dopo anno, pole dopo pole”.

L’automobilismo fa parte di me, del mio corpo. Quattro ruote, un sedile, un volante. È questa la mia vita”.

Da quando sono un pilota di Formula 1, in realtà sin dai tempi del go-kart, fatta eccezione per il 1984 in Formula 1, sono sempre partito davanti, non sempre in pole position, ma in prima fila, primo o secondo posto”.

Durante una gara dipendi da una vettura che è molto complicata, che può sempre darti dei problemi. Non è una semplice racchetta da tennis con cui colpisci una palla. Dipendi da una squadra intera che collabora, da un insieme di forze e di persone che lottano per un obiettivo comune. È molto complesso. Se fosse facile, saremmo tutti campioni”.

Montecarlo ’88, ultima sessione di qualifica. Ero già in pole e continuavo a girare sempre più veloce. Un giro dopo l’altro. Davo mezzo secondo a tutti, poi un secondo…e continuavo ad andare. Improvvisamente realizzai che stavo dando due secondi a chiunque altro, compreso il mio compagno di squadra Prost, e che non stavo più guidando consciamente la mia monoposto. Ero in un’altra dimensione”.

Ayrton Senna

Stavo lottando interiormente, c’era una parte di me che si apriva a Dio e una che si apriva al diavolo”, analizzando l’incidente al Portier a Montecarlo.

Se una persona non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita”.

Alain Prost mi ha stretto troppo e ci siamo toccati. Io ero all’interno della curva e non potevo certo buttarmi nel prato per farlo passare. Solo un pazzo andrebbe a provocare volontariamente un incidente come questo. E poi un GP lo si può perdere subito dopo il via o a 6 giri dalla fine”, Suzuka 1990.

Senna

Nel 1989 Balestre mi rubò un titolo conquistato sul campo. Durante l’inverno successivo non potevo rivelare cosa pensavo altrimenti mi sarebbe stata ritirata la licenza. Quello che è avvenuto qui l’anno scorso è stata la diretta conseguenza di tutte le fregature che ho dovuto sopportare. Promisi a me stesso che sarei uscito in testa alla prima curva costasse quel che costasse. Prost partì bene e io entrai deciso anche a costo di fare l’incidente”.

Togliere tutta l’elettronica è stato un grande errore, le macchine sono molto veloci e difficili da guidare. Sarà una stagione mica da ridere, con molti incidenti”, durante i test invernali del 1994.

I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità”.

La vita è troppo corta per avere dei nemici”, ricordava spesso Senna.

Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo”.

Se un giorno dovessi avere un incidente che mi dovesse costare la vita vorrei che fosse sul colpo. Non vorrei passare ore a soffrire in ospedale o passare il resto della vita in una sedia a rotelle. Io voglio vivere intensamente perché io sono una persona intensa”.

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