A venticinque anni dalla scomparsa di Ayrton Senna il presidente della FIA, Jean Todt, ha raccontato un aneddoto avvenuto due mesi dopo essere diventato direttore della Scuderia Ferrari. Nel 1993, in occasione del Gran Premio d’Italia, il francese incontrò in gran segreto il pilota brasiliano che era intenzionato a chiudere la sua brillante carriera a Maranello.

Ho trascorso tre ore nella mia stanza con lui parlando del suo possibile passaggio alla Ferrari – ha dichiarato Jean Todt a RaceFans in occasione di una conferenza FIA in Sud Africa – A quel punto, a settembre a Monza nel ’93, era molto interessato a venire, ma voleva venire nel ’94. E nel 1994 avevamo due piloti sotto contratto, Jean Alesi e Gerhard Berger”.

Senna, nonostante la Ferrari avesse già scelto i piloti della stagione successiva, esortò il direttore sportivo della Rossa a rivedere gli accordi e fare uno strappo alla regola.

Ho detto ‘abbiamo già due piloti’ – ha raccontato Jean Todt – Senna mi rispose: ‘Ma in Formula 1 i contratti non sono importanti’. Io però gli spiegai che per me i contratti erano importanti”.

Era un momento storico incerto, i cambiamenti tecnici e la voglia di vincere con il marchio del Cavallino Rampante avevano spinto l’asso brasiliano, bandiera della McLaren, a esporsi per un clamoroso approdo in Ferrari.
In Portogallo, due settimane dopo il dialogo con Todt, Alain Prost annunciò il suo ritiro definitivo dal mondo delle corse. Il volante della Williams, campione del mondo costruttori del 1993, rimase libero e Ayrton Senna prese la decisione fatale di legarsi per la stagione ’94 con la scuderia inglese.

Il ricordo di Montezemolo

Lui voleva la Ferrari e io lo volevo in squadra – ha affermato Luca Cordero di Montezemolo su Senna – Poiché era in Italia per il Gran Premio di San Marino, ci incontrammo nella mia casa di Bologna mercoledì 27 aprile. Mi disse che apprezzava molto la posizione che avevamo preso contro l’eccesso nell’utilizzo degli ausili elettronici per la guida che non facevano emergere il reale valore dei singoli piloti. Parlammo a lungo e mi disse in modo chiaro che voleva chiudere la sua carriera alla Ferrari dopo esserci andato vicino qualche anno prima. Ci accordammo per rivederci presto in modo da capire come superare i vincoli contrattuali che aveva in quel momento. Entrambi concordavamo sul fatto che per un pilota come lui la Ferrari sarebbe stata il normale sbocco per rendere la sua carriera, già brillantissima, addirittura unica. Purtroppo, il destino portò via a tutti gli sportivi Ayrton e Roland Ratzenberger in uno dei weekend più tristi della F1. Di Senna ricordo la gentilezza e la sua semplicità che sembrava quasi timidezza, in netto contrasto con il Senna pilota, un combattente sempre determinato ad ottenere il massimo”.

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