E’ indubbio che i Team e la F1 in generale hanno un approccio alla comunicazione molto diverso e questo per motivi abbastanza comprensibili, ognuno dei componenti del ‘circus’ ha le sue buone ragioni e i suoi metodi per scopi simili ma diversi come approccio strutturale. Prendiamo ad esempio la Red Bull, la casa della ‘lattina’ si è praticamente ‘infilata’ in ogni pertugio dello sport, dai più estremi, con cui ha iniziato, fino ad arrivare a discipline più classiche e tradizionali, sponsorizzando eventi, squadre, atleti e finendo per gestire di fatto quasi tutto il mondo sportivo, una terra di conquista che gli abili responsabili del merchandising hanno saputo sfruttare col massimo ricavo fino a far diventare l’azienda una delle più potenti del Mondo il tutto con una fantastica attitudine, quella di riuscire a cogliere ed individuare una tendenza in anticipo e valorizzarla fino al limite, non è un caso, infatti che proprio la Toro Rosso abbia ingaggiato Piloti giovanissimi così da influenzare le scelte consumistiche degli under 18, una fascia d’età che è nel mirino di Dietrich Mateschitz già da qualche tempo; il punto non è solo questo purtroppo, la sostanza è che certe Multinazionali non si accontentano di questo ma vogliono anche controllare fino in fondo il ‘giocattolo’ e qui arrivano le note dolenti del nostro amato sport, perché il mal di pancia della Red Bull degli ultimi giorni può avere solo due significati; il controllo della F1 o l’uscita dalla stessa dopo averne spremuto tutte le risorse possibili in termini di pubblicità; questo comportamento è qualcosa di consolidato nel mondo economico e si svolge in più fasi che possiamo riassumere brevemente, si inizia con un piano di marketing, si acquistano spazi quindi eventi o altre manifestazioni, si reclutano le persone o le Aziende adatte, si consolida l’attività attraverso altri investimenti, si vince acquistando fette di mercato (nello sport si vincono titoli) e alla fine si abbandona il tutto passando ad altra attività. Certo la Red Bull deve vendere le bevande e non auto, quindi è chiaro che ha interessi diversi rispetto agli altri Team di F1, però l’idea che invece di lasciare possa invece entrare a nella Governance della Massima serie è ancora plausibile, il problema per Mateschitz è stata l’apparizione della Mercedes, un’altra Azienda con possibilità praticamente illimitate e che non cerca solo di acquisire fette di mercato ma anche di rafforzare il proprio blasone e la propria storia e che non mollerà facilmente il ‘giocattolo’ ed anzi è stata e sarà la diretta rivale nel controllo della F1; ed ecco che le varie lamentele che abbiamo sentito dal Team di Milton Keynes hanno uno scopo ben preciso, o anzi due, giustificare un’eventuale uscita oppure entrare direttamente nella stanza dei bottoni e per fare questo è essenziale mettere in crisi tecnica e ‘politica’ la Mercedes, l’uomo che potrebbe essere destinato a tale scopo è Christian Horner molto vicino a ‘RE’ Bernie, comunque l’operazione sembra essere molto difficile ma non impossibile. Dal canto loro i Tedeschi non solo stanno dominando ma dalle voci che si sono sparse riguardanti le parole di Ecclestone hanno giocato su un altro fronte, quello della FIA che comunque svolge un controllo sulle regole e quindi, se vogliamo, ancora più potente della FOM, inoltre la loro capacità di fare marketing è ai massimi livelli, basta entrare nella loro Hospitality per capirlo, sembra di essere in un’astronave, schermi giganti, personale in perfetti abiti su misura, carbonio tattile, insomma ci si ritrova all’interno in un film di fantascienza, hanno puntato tutto sulla tecnologia di un futuro che vogliono arrivi prima del necessario, del resto se si vende qualcosa di accessibile è più semplice acquisire clienti soprattutto se l’immagine che si proietta di tale prodotto è unica ed avveniristica. La Ferrari, superata dalla Mercedes anche in termini di followers su Twitter, invece si comporta molto diversamente, sembra un’ anziana Regina dalla stirpe molto antica che se ne sta nel suo castello tra i suoi nobili ed eccellenti ospiti,  tra i suoi gioielli ed i tanti trofei dei propri Avi, lontana dalla gente e forse anche ignara degli accadimenti del suo Reame; certo la nobiltà ed il blasone della Rossa sono fuori discussione, come le sue vetture, molto particolari che spesso ho definito delle opere d’arte e che sono destinate ad un mercato ben diverso da quello Mercedes; la Ferrari si comporta come un artigiano che produce, e sa di farlo, qualcosa di unico al Mondo e che non crede di aver bisogno di comunicare col pianeta, gli basta che il suo messaggio di unicità arrivi ai suoi pochi e ricchi clienti; ma la F1 di oggi non è questo, la F1 è anche uno sport popolare e proprio ciò contribuisce a rendere ancora più magnifiche le Vittorie di un Team, perché i tifosi sono l’anima di uno sport, di tutti gli sport, e senza di essi a quale scopo si dovrebbe correre? La comunicazione della Rossa è ancora poco moderna, c’è bisogno di fare un passo per avvicinarsi ai propri tifosi, certo mantenendo il contegno, l’aristocrazia e quel certo distacco tipico di una Regina, ma pur sempre vicina al popolo, una Sovrana deve parlare e qualche volta deve far entrare i suoi sudditi nel Castello o almeno nei giardini che lo circondano, soprattutto se vuole essere amata non solo per la storia del suo Casato ma per se stessa, per il suo modo di governare e le sue scelte che potranno dare felicità o tristezza al popolo che la amerà comunque, ma che ha bisogno di qualcosa di più. C’è anche da dire che se la Ferrari si avvicina un poco di più ai suoi tifosi, tutta la F1 ne gioverà, perché è la Squadra che ha più sostenitori in tutto il Mondo, facciamo in modo che da piccoli si possa ancora sognare una Rossa e non sostituiamola con qualche altro colore, per fare questo non basta vincere un Campionato che comunque sarebbe auspicabile, il Mondo è cambiato repentinamente negli ultimi 10 anni, la comunicazione è alla base della nostra cultura ma soprattutto è alla base del comportamento dei giovani che vogliono sentirsi, e attenzione, dico solo sentirsi, vicini ai loro idoli e ai loro sogni…

Marco Asfalto   

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