L’interrogatorio tanto atteso del Team Principal della Red Bull, Christian Horner, avvenuto venerdì scorso, ha sollevato dubbi sui provvedimenti che verranno presi. Nonostante le otto ore di interrogatorio, non sono ancora emerse decisioni definitive riguardo alle accuse ricevute.

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale della nuova RB20, prevista per giovedì 14 febbraio, rimane incerto se Horner verrà licenziato o no.

Recentemente, alcune fonti, riportano l’intrusione di diversi personaggi influenti del mondo della Formula 1. Tra questi, per esempio, l’ex capo Bernie Ecclestone avrebbero consigliato a Horner di considerare le dimissioni per evitare ulteriori danni personali e alla sua famiglia. Nonostante tutto, Horner continua però a respingere le accuse.

A differenza di Newey o Helmut Marko, Christian può contare sul sostegno della famiglia Yoovidhya, azionista thailandese che possiede oltre il 51% della Red Bull. La recente cessione di parte delle azioni ad altri investitori ha però reso la situazione più complessa.

Inoltre Stefano Domenicali, CEO della F1, ha recentemente contattato Mark Mateschitz Jr., figlio del compianto Dietrich, fondatori della Red Bull. Questo è stato voluto da Liberty Media, proprietaria di F1, che non tollera situazioni di questo tipo.

Se le accuse dovessero essere confermate, sarà molto difficile che Horner mantenga il suo attuale ruolo di Team Principal.

L’esperienza di Tomas Scheckter, ex collaudatore della Jaguar, può essere un esempio. Il suo comportamento inappropriato sul luogo di lavoro negli anni 2000, che coinvolgeva attività di natura personale, gli costò il posto.

Non potevo salvarlo” disse Niki Lauda, all’epoca Team Principal della Jaguar. “Anche se era una questione di mutuo consenso; Henry Ford III non conosceva pietà, perché gli americani non vogliono avere nulla a che fare con il sesso in pubblico”.

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