Silverstone, un podio dal sapore agrodolce per Lewis Hamilton

Francesco Maria Pedicini
4 Min Read
Hamilton Silverstone credits media pirelli

Il weekend del Gran Premio di Silverstone ha lasciato sentimenti contrastanti a Lewis Hamilton. Davanti ai propri tifosi, il sette volte campione del mondo aveva acceso l’entusiasmo conquistando la pole position della Sprint Qualifying e chiudendo la Sprint al secondo posto, lasciando intravedere un potenziale molto elevato anche in vista delle qualifiche e della gara.

Con il passare del fine settimana, però, la situazione è cambiata. Nelle qualifiche del Gran Premio, Hamilton ha ottenuto il terzo tempo, accusando un ritardo di circa due decimi rispetto al compagno di squadra, apparso decisamente più in sintonia con la monoposto.

ferrari Silverstone
ferrari Silverstone foto credits media pirelli

Hamilton competitivo solo nella prima parte di gara

Anche la gara ha confermato le sensazioni emerse il sabato. Dopo un avvio convincente e uno stint iniziale molto competitivo, superata la decina di giri il passo di Hamilton ha iniziato a calare sensibilmente.

Il britannico ha progressivamente perso terreno nei confronti del compagno di squadra a causa di un marcato sottosterzo, emerso soprattutto nelle curve ad alta velocità, dove la Ferrari ha mostrato un bilanciamento meno efficace rispetto a quello della vettura gemella.

Il sottosterzo ha accelerato il degrado delle gomme anteriori

Il problema principale è stato proprio il sottosterzo, che ha provocato un importante fenomeno di graining sugli pneumatici anteriori.

Quando l’avantreno non riesce a chiudere correttamente la traiettoria, le gomme anteriori tendono infatti a scivolare sull’asfalto, aumentando rapidamente temperatura e usura superficiale. Il risultato è una perdita progressiva di aderenza che rende sempre più difficile mantenere un ritmo competitivo.

Hamilton è comunque riuscito a limitare i danni, conquistando un prezioso terzo posto davanti al pubblico di casa, ma senza poter realmente impensierire chi lo precedeva.

Il possibile retroscena tecnico: una scelta di assetto troppo conservativa

Dietro questa prestazione potrebbe nascondersi una precisa scelta di setup.

Per garantire maggiore stabilità al retrotreno, il team avrebbe optato per una configurazione con una minore incidenza dell’ala anteriore. Una soluzione capace di ridurre il rischio di sovrasterzo nelle fasi centrali della curva e rendere la monoposto più prevedibile.

Il compromesso, tuttavia, sembra aver avuto effetti collaterali importanti.

Riducendo il carico aerodinamico all’avantreno, infatti, il sottosterzo è aumentato, costringendo gli pneumatici anteriori a lavorare maggiormente e accelerandone il degrado. Un circolo vizioso che ha inevitabilmente compromesso il ritmo gara.

Ferrari Austria
Ferrari Austria foto credits media Pirelli

Pochi click di ala possono cambiare una gara

Il caso di Silverstone dimostra ancora una volta quanto gli equilibri tecnici in Formula 1 siano estremamente delicati.

Una variazione di pochi click sull’incidenza dell’ala anteriore può trasformare completamente il comportamento della vettura: maggiore stabilità al posteriore, ma anche meno inserimento in curva e un degrado più elevato delle gomme anteriori.

Nel caso di Hamilton, il tentativo di rendere la Ferrari più stabile ha probabilmente finito per penalizzare proprio l’avantreno, impedendogli di mantenere il ritmo del compagno di squadra e di giocarsi fino in fondo la vittoria davanti ai tifosi britannici.

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