Che quel circuito non gli piacesse lo ha detto in tutte le salse. Fernando Alonso ha definito il tracciato cittadino di Las Vegas non divertente, non adatto a una monoposto di Formula Uno, con scarsa visibilità. Insomma, a suo avviso, tutto quello che un autodromo deve avere lo ha trovato nella capitale del Nevada.

E quindi il nono posto finale che gli ha consentito di macinare comunque punti lo vede come una sorta di benedizione. Quasi come se, con l’autodromo della città dei casinò e delle roulette, avesse una sorta di conto aperto e sentisse di avere vinto comunque la sfida. Gli è garbato parecchio anche il fatto che Stroll sia riuscito ugualmente a fare uno “sgarbo” al circuito strappando un quinto posto.

Ma l’asturiano non vuole concedersi ulteriore tempo per pensare a ciò che di Las Vegas non abbia gradito o a quanto poteva essere e, in conclusione, non è stato. Gli interessa di gran lunga maggiormente cercare di piazzare ad Abu Dhabi il fendente vincente che gli possa consentire di lasciarsi alle spalle il ferrarista Carlos Sainz jr con il quale condivide il quarto posto con duecento punti tondi.

Max Verstappen era già scappato da tempo e non è mai stato neppure lontanamente raggiungibile. Sergio Perez e Lewis Hamilton hanno preso il volo per via. Ma almeno la battaglia contro Sainz, l’asturiano due volte campione del mondo e suo connazionale vuole portarla a casa in confezione regalo.

E magari con la ciliegina sulla torta di quello che sarebbe il suo podio numero nove. Gradino più alto? Il pensiero stupendo gli alberga nella testa ma ha ingaggiato un match di pugilato con il senso di realtà che gli impone di considerare due fattori ineludibili: il primo, la qualità della concorrenza rappresentata dalle major, il secondo, il fatto che Max Verstappen non tira via il piede dall’acceleratore neppure quando si concede al sonno e vorrà regalarsi un bingo mettendo le mani anche sull’appuntamento in terra di emiri.

E vi è un ulteriore fattore, anche se non proprio primario ma di dettaglio. Vero è che ha fatto i complimenti al suo compagno di squadra Lance Stroll che lo ha quasi doppiato in termini di posizioni a Las Vegas giungendo quinto contro il suo nono posto. Ma Fernando l’asturiano non vorrebbe mai che questo “scherzetto” si istituzionalizzasse. Il suo bititolo e il suo orgoglio glielo urlano forte.

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