Formula 1 Ferrari Leclerc Analisi GP Messico – Il 2° stint stranamente anomalo

PREMESSA
Partiamo da un concetto che può sembrare semplice, anzi da una serie di concetti. Le gomme prodotte da Pirelli negli ultimi anni non hanno niente a che vedere con quelle degli anni ’80 e ’90, allora poteva accadere di montare un set di pneumatici ‘difettosi’ o poco performanti, anzi accadeva piuttosto spesso; nel 2019 questo non è più ammissibile, i processi di produzione sono modernissimi e la ricerca è in continua evoluzione, siamo nell’era della tecnologia digitale e non DEVE accadere che una gomma sia diversa da un’altra, se questo accade vuol dire che qualcuno non sta facendo bene il suo lavoro. Ma non è tutto qui, ci deve essere una certa differenza tra un compound ed un altro altrimenti che senso avrebbe imporre ai piloti almeno un cambio con gomme differenti? Tra l’altro la differenza tra una gomma e l’altra non dovrebbe essere inferiore di 0.7-1 sec. a giro così da mettere a disposizione delle squadre strategie differenti. Questi concetti rappresentano esattamente quanto espresso anche da Pirelli e dalla Federazione, quindi niente di strano o di anomalo se non fosse che…

Domenica in Messico Charles Leclerc è partito in pole position per poi classificarsi 4° a circa 6 secondi dalla vetta; a prescindere da errori di strategie, di cui tutti parlano ed anzi si parla solo di questo, i tempi hanno evidenziato una carenza di prestazioni con le gomme Medium (banda gialla) nel secondo stint tanto da limitare enormemente le velleità del Monegasco il quale, di fatto, ha perso la gara in quei 27 giri percorsi su gomme oltretutto nuove.
Per semplificare diamo un’occhiata a dei grafici che ci danno un’idea visiva di quanto accaduto, in seguito parleremo dei numeri.

Questo il 1° stint con gomme Yellow Medium C3, da tenere a mente che la vettura è più pesante per il carico di benzina il cui effetto-peso è calcolato in circa 0.14 sec. ogni 10 kg, questo è uno dei valori minimi in tutto il campionato, il consumo e’ di circa 13.70 kg ogni 10 giri,quindi, approssimando, ogni 7 tornate si guadagnano circa 1.5 decimi solo per l’alleggerimento della vettura, a questo va sommata la prestazione delle gomme nuove che dovrebbe essere discretamente elevata. Ecco alcuni tempi del 2° stint

da notare come Leclerc abbia realizzato una buona prestazione solo nei passaggi dal 17 al 21 per poi peggiorare i timing, ecco una altra fase della gara

In questa fase il Monegasco ha dovuto effettuare una serie di doppiaggi anche se la migliore prestazione non oltrepassa il tempo di 1.20.577 mentre nella fase precedente aveva ottenuto 1.20.446, molto probabilmente in questa manciata di tornate è intervenuto anche un momento di risparmio carburante. Tuttavia bisogna focalizzare l’attenzione sui primi 2 grafici, la media del primo è di 1:21.650 mentre nel secondo è 1:20.854, circa 8 decimi di differenza; veramente poco se si pensa che quando ha montato, nel passaggio 43, le gomme ‘dure’ White Hard C2 ha realizzato 1:19.527 mentre al giro prima della sosta (42) il timer si era fermato sul 1:21.272; nell’analogo caso del primo stint abbiamo avuto questa situazione invece, prima del pit (14) timing 1:21.125 mentre nel giro di attacco (17) il crono si è fermato sul 1:20.696, un guadagno di 1.745 sec. su gomme dure contro 0.429 sec. sulle Medie.
Veramente troppa differenza qualsiasi siano state le strategie più o meno autolesionistiche della Ferrari…

Marco Asfalto

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