Secondo e quarto posto per la Scuderia Ferrari in un GP di Monaco che ha confermato le posizioni di qualifica. Sebastian Vettel torna sul podio, Kimi Raikkonen tiene a bada la Mercedes di Bottas.

Qualche goccia di pioggia poco prima del via non disturba l’attività, mentre il vento cambia costantemente direzione. Dalla seconda piazza, Seb tenta addirittura l’attacco a Ricciardo, Kimi mantiene la quarta posizione. Il classico trenino domenicale monegasco si snoda sui 3337 metri del circuito. L’unico in zona DRS – per quel che conta qui – è Raikkonen incollato a Hamilton. La Williams di Stroll fora e rientra ai box proprio davanti al duo di testa.

Dopo 12 giri, il primo a cambiare le gomme è Hamilton (Ultrasoft): Seb accelera il ritmo per coprirsi da un possibile undercut e anche Kimi spinge a fondo. Sedicesimo giro, pit stop per la numero 5, Ultrasoft per Sebastian che riesce, come previsto, a tornare in pista davanti a Bottas. Cambiano pneumatici anche Ricciado e Kimi, mentre Bottas sceglie le Supersoft, più dure. In testa posizioni invariate, ma distacchi un po’ aumentati.

Al giro 28, Ricciardo perde ritmo e Seb cerca di approfittarne usando i comandi del volante. Ma siamo pur sempre a Monaco e nei tratti guidati il motore conta poco. E si realizza così uno dei paradossi di Monaco: chi è davanti, e deve amministrare, va più piano di chi insegue.

Un altro paradosso è che le gomme, invece di peggiorare, migliorano, man mano che il graining sul battistrada si pulisce. Sebastian mantiene la pressione su Ricciardo, fino agli ultimi giri, ma l’unica chance su questo circuito è un errore dell’avversario.

Ma succede qualcos’altro Leclerc, senza freni, tampona Hartley all’uscita del tunnel. Si accende il segnale della Virtual Safety Car. Vandoorne, doppiato, si ferma ai box ed esce proprio davanti a Seb, che così perde di colpo quattro secondi prima del restart. Un finale stonato, ma una Rossa sul podio, trenta punti in più nel costruttori e la consapevolezza di esserci. “Grazie ragazzi, macchina forte”; è il commento di Seb alla radio.

Sebastian Vettel: “Oggi ho cercato di avvicinarmi alla macchina di testa, per tentare qualcosa; ma è chiaro che se ti avvicini così tanto le gomme ne risentono. In alcune curve la potenza non serve, e Ricciardo andava più veloce di noi, riuscendo sempre a mantenere un distacco che io non ho mai potuto davvero colmare. Teneva il suo passo e penso che forse, se non avesse avuto problemi, per noi sarebbe stato peggio. Purtroppo non c’erano molte possibilità di fare diversamente. Penso che facessimo fatica a far funzionare bene le gomme. Poi, quando c’è stata la Virtual Safety Car, ho trovato davanti una McLaren che usciva dai box e ha impiegato molto tempo, mentre io non riuscivo a rimettere le mie gomme in temperatura. Credo che questo sia stato il problema principale, che mi ha fatto perdere diversi secondi. Mi c’è voluto un giro e mezzo per riprendere il ritmo e, a quel punto, era troppo tardi. Comunque mancano ancora tante gare e credo che dovremo capire i nostri problemi. Abbiamo una buona macchina, ma possiamo migliorarla.”

Kimi Raikkonen: Oggi in gara non è successo niente; per la verità, è stata una corsa piuttosto noiosa. Sappiamo che su questa pista, dopo che tutti si sono fermati ai box, chiunque sia davanti fa il ritmo: e non importa se è quattro secondi al giro più lento, non c’è modo di passare, a meno che qualcuno non commetta un grosso errore, o non vada in crisi di pneumatici. Si finisce col mettersi in fila per tutta la gara. Con la gestione delle gomme, non ho avuto problemi, anzi erano piuttosto buone: solo un po’ di graining con il primo set, per il resto sono andate bene. Avere Bottas dietro non mi ha mai preoccupato, avevamo il passo per avvicinarci anche alla macchina davanti, ma senza poterla passare. Per tutta la gara abbiamo fatto il massimo, ma non siamo riusciti a sfruttare la nostra velocità. E’ chiaro che il quarto posto ci va stretto; ma, come sempre, cerchiamo di imparare da ogni gara.”

Maurizio Arrivabene: “Questo weekend di gara, rispetto a un anno fa, era apparso più difficile sin dall’inizio. Ma grazie al lavoro di tutta la squadra, la SF71H è migliorata progressivamente, fino a garantire la seconda posizione in qualifica; che tuttavia, in un circuito come questo, non ha permesso di ottenere, in gara, un risultato anche migliore. Come tutti, avevamo studiato una strategia a una sola sosta, che richiedeva di risparmiare la gomma nel secondo stint, in modo da poterla sfruttare negli ultimi giri. Dove però, visto l’intervento della Virtual safety car, non è stato possibile attaccare.”

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