Formula 1 Hamilton vs Verstappen – Erano un po’ di anni che non assistevamo ad un mondiale di Formula 1 così combattuto con due campioni a contendersi il titolo all’ultima gara in un duello all’ultimo sangue.

Purtroppo, come sempre accade quando lo scontro si fa duro escono i lati meno sportivi di piloti, team e pubblico e le direzioni gara fanno il possibile per mantenere la calma applicando i regolamenti.
Ricordiamo l’incidente tra Coulthard e Schumacher nel diluvio di Spa nel lontano 1998?

Recentemente lo scozzese ha detto di aver fatto un errore immenso, non aveva esperienza e tante altre belle parole che ritengo sincere, anche se non esaustive. La mia impressione era sempre stata quella, ma il clima teso poteva non farlo sembrare tale.
Quello che non dice e probabilmente non riuscirà mai a descrivere è il clima di tensione che c’era ai box in quei giorni.
Si discuteva da tempo su scorrettezze, su possibili aiuti da parte dei compagni di squadra, di irregolarità… vi ricorda qualche cosa? Ovviamente anche i piloti sentivano il peso della situazione, dei sospetti e dei dubbi più o meno leciti. Da direttore di gara comprendo il problema anche da questo punto di vista. Non dimentichiamo che era il 1998 e queste storie erano particolarmente vive e infiammata dopo i fatticci di Jerez ì97 (Schumacher vs Villeneuve). Si stava entrando nel mondo “social” e la tensione si amplificava ad ogni parola scritta. Ecco che David allarga una volta, due… prova a rallentare per dare spazio e quando dai box gli dicono di dare strada lo fa nel peggior modo possibile. L’ho sempre visto come un gravissimo errore, al 100% totalmente suo, ma figlio di un ambiente malato che aveva portato Michael a non osare un sorpasso, sospettando una trappola che in realtà non c’era, con il risultato che ben conosciamo. Ho sempre considerato lo scozzese un pilota corretto ma a volte un po’ “pollo” (ricordo tanti erroracci suoi: nel prato in ripartenza da leader dietro la safety car, a muro nei box, in testa coda sulla griglia di acciaio alla Source al via di un’altra Spa…). Le scorrettezze sono di altro genere, quando le cose le crei volontariamente e non per errore. Indipendentemente dalle conseguenze. Questa domenica ne abbiamo viste? Io penso di si, ma non potendo essere dentro la testa dei piloti si deve partire sempre dalla buona fede e sanzionare, quando necessario, ogni singolo errore che crea un danno ad un altro concorrente. “Non l’ho fatto apposta” giustifica moralmente, ma non esenta da sanzioni. Provate a dire ad un vigile urbano “non l’ho fatto apposta”, mentre vi multa per l’accesso in una ZTL. Se si riuscisse a dimostrare la volontarietà allora sarebbe giusto dare sanzioni più pesanti.

Esempi di palesi scorrettezze, non dimostrabili anche se nessuno si azzarderebbe a dire che non lo siano, sono le famose “ruotate” tra Senna e Prost sia da compagni di scuderia che l’anno dopo.

La situazione non era meno infuocata di oggi, ma era tale solo tra loro; altri tempi, altra visione delle gare, altri soldi e altro valore dell’uso della comunicazione. Si odiavano rispettosamente senza tante parole, senza sanzioni o squalifiche strane. Non davano del ladro, imbroglione ecc. all’avversario tramite social facendo una leva morale che porta anche un direttore di gara a non decidere in modo tranquillo. Si suonavano in pista e poi… silenzio, o protesta formale in direzione gara! Non ai giornalisti. Oggi di ogni atto si fanno lunghe polemiche, che creano tensione sperando possano influenzare i risultati di gara… e qualche volta questo gioco funziona.

Di quel tempo, oltre ai miei capelli lunghi e ricci, mi manca questo. La “tranquillità” mediatica di quello che accadeva in pista e ai box. Non c’erano continue accuse e battaglie social… tutto veniva facilmente riportato al suo valore reale senza difficoltà. Il direttore di gara comunicava con le bandiere con le sanzioni dalla sua postazione e nessuno lo incalzava, criticava o discuteva platealmente una sua decisione durante, dopo, anche molto dopo, i fatti.
I regolamenti erano più semplici, o meglio erano meno esasperati i progettisti e chi raccontava la F1 dava il giusto peso alle cose. Alla luce del giro veloce di Hamilton a Jeddah le polemiche sulle ali sono fondate? Giustificano i milioni di parole spese? Se c’è un limite, giusto rispettarlo e sanzionarne il superamento, ma non cadiamo nell’inganno che una piccola infrazione giustifichi la prestazione. L’ing Verner parla di un 2% di carico perso per l’ala rotta da Hamilton a Jeddah… su questa premessa quanto può influire una piccola flessione dell’alettone posteriore sopra i 300 Km/h in un intero giro di pista?

Non dimentichiamo che i regolamenti tecnici e sportivi sanzionano il tipo di infrazione, non l’entità dell’infrazione. La guida scorretta costa 10” indipendentemente dal danno creato all’avversario. Un alettone fuori misura di 0,20 mm o di 2 cm ha la stessa sanzione. Le cose sono bianche o nere, le sfumature di grigio in un regolamento non sono previste… sfumature che nelle polemiche post gara invece si vedono continuamente e per il pubblico hanno un peso.

Altre riflessioni specifiche riguardo la gara di domenica 5 dicembre mi nascono sui soliti track limits e sul tamponamento tra i due leader.
Il tamponamento e tutte le manovre messe in atto per tentare di pagare “con lo sconto” la sanzione in pista offre la sponda ad altri confronti. Il già citato caso di Spa ma anche il più recente tamponamento di Vettel su Hamilton…  ma era in regime di safety car e il tedesco venne punito per il successivo “fallo di reazione”.

Ricordate Mansell, già fuori gara con bandiera nera per una retromarcia ai box, che andrò contro Senna in pista? Gli diedero una gara di squalifica, forse poco per un atto di quel genere, ma come detto prima, le sanzioni non devono guardare le conseguenze del gesto.
Sempre nella ZTL di prima, che siate su una Panda 30, una Lamborghini o un furgone la multa da pagare sarà la stessa ed è giusto che sia così.

I track limits… perdonatemi ma sentire ancora parlare di sabbia, che in alcuni punti ci starebbe anche, non mi trova d’accordo. Basta far rispettare le regole e magari scriverle meglio. Esci dalle righe bianche? Ti prendi 10”. Ti accompagno fuori dalle righe? Me ne prendo io 5.

Sembra facile… ma lo è veramente!

Con la sabbia l’uscita di Schumacher, a quella velocità, non credo che sarebbe stata meno cruenta, (anzi, vista la dinamica, poteva essere peggiore impuntandosi nella sabbia e ribaltandosi o galleggiando senza nessun freno) e la discutibile bandiera rossa ci sarebbe stata ugualmente. Discutibile? Si, ma solo per i tempi esageratamente lunghi necessari per esporla. Segno che il commissario in pista non era in grado di valutare il danno alle barriere, segno che si può fare ancora molto per la sicurezza. Un esempio? Perché usare 3 file di protezioni quando se ne potevano mettere 4, nella consapevolezza che un’eventuale prima fila rotta non avrebbe influito sulla sicurezza generale in caso di un secondo incidente nello stesso punto?

Andrea Brianza

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