Sul tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez in Messico, Hamilton può vincere il sesto mondiale. Ferrari e Red Bull hanno però le carte in regola per stare davanti.

Il mondiale di Formula 1 targato 2019 è ormai giunto al quart’ultimo appuntamento. Il circus sarà impegnato nel Gran Premio del Messico, giunto alla sua ventesima edizione, la quinta da quando è tornato in calendario nel 2015. Il tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez ha regalato grandissimo spettacolo nel passato, assegnando anche i titoli iridati in diverse occasioni. In particolare, nell’ultimo biennio è stato Lewis Hamilton a chiudere i conti da queste parti al volante della Mercedes, ma anche la Ferrari ha festeggiato l’iride in Messico nel lontano 1964 con John Surtees.

Lo stesso discorso potrebbe ripetersi domenica, con il britannico che ha come rivale in termini matematici soltanto il compagno di squadra Valtteri Bottas. Dopo il successo del finlandese in Giappone, per Lewis non sarà facile aggiudicarsi il mondiale in Messico. Ci sono diverse combinazioni che lo vedrebbero iridato per la sesta volta, come la vittoria sommata al giro veloce ed il quarto posto del compagno di squadra.

Ciò che potrebbe complicare la faccenda al cinque volte iridato è proprio la tipologia del tracciato messicano, dove le frecce d’argento hanno sofferto non poco specialmente nelle ultime due stagioni. Ferrari e Red Bull targata Honda avranno grandi possibilità di fare bene, con il team anglo-austriaco che qui ha dominato con Max Verstappen nel 2017 e nel 2018. Il Cavallino ha portato a casa un doppio podio con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen lo scorso anno, con le Mercedes doppiate ed in crisi nera di gomme. Due stagioni fa Seb fece segnare la pole, ma non andò oltre un quarto posto in rimonta dopo il contatto alla prima curva proprio con Hamilton nel quale danneggiò l’ala anteriore.

In Messico i lunghi rettilinei del primo settore potrebbero esaltare la power unit di Maranello, mentre l’incognita Red Bull passa dal fatto che il turbo Renault che rendeva perfettamente in altura è stato rimpiazzato da quello Honda, per cui è impossibile fare previsioni su questo team. Le Mercedes avranno comunque le loro carte da giocare, ma guardando le statistiche non sembra essere la loro pista preferita quella su quale si girerà nel fine settimana.

La lunghezza attuale dell’impianto è pari a 4304 metri, che iniziano con l’eterno rettilineo principale. Nel 2016, la Williams di Bottas toccò l’incredibile velocità di 372,5 km/h, stabilendo il nuovo record in gara e battendo i primati di Monza. Dopo le prime due curve ed il secondo allungo si entra nei tratti più guidati, ovvero il secondo ed il terzo. Qui la stabilità in ingresso e la trazione sono fondamentali, specialmente nell’ultima parte dello stadio. Questa sezione è stata aggiunta al rientro nel calendario dell’evento, visto che fino al 1992 si affrontava la mitica Peraltada, una piega verso destra in appoggio dove Nigel Mansell sverniciò Gerhard Berger all’esterno nel 1990.

Per quanto riguarda l’albo d’oro nessuno ha vinto in più di due occasioni in Messico: Verstappen, Mansell, Alain Prost, Jim Clark sono appaiati in testa a questa classifica, mentre per quanto riguarda i costruttori sono McLaren, Lotus e Williams ad essere al comando a quota tre successi. La Ferrari si è imposta qui due volte, ottenuti nel 1970 con Jacky Ickx e nel 1990 con Prost.

Di seguito riportiamo gli orari del GP del Messico:

Palinsesto Sky (Dirette)

Venerdì 25 ottobre
Prove libere 1: 17:00 – 18:30
Prove libere 2: 21:00 – 22:30
Sabato 26 ottobre
Prove libere 3: 17:00 – 18:00
Qualifiche: 20:00 – 21:00
Domenica 27 ottobre
Gara: 20:10

Palinsesto TV8 (Differite)

Sabato 26 ottobre
Qualifiche: ore 23:00
Domenica 27 ottobre
Gara: ore 23:00

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