Più che un marchio, un mito. Il nome Aston Martin evoca una storia molto robusta. La casa costruttrice di automobili nacque nel 1913 ed è stata portata alla notorietà da diversi personaggi, tra cui James Bond, Con la Formula Uno il rapporto cominciò però in seguito. In principio fu il 1959 quando la casa britannica prese parte al mondo delle corse con Carroll Shelby, poi sostituito da Maurice Trintignant, e Roy Salvadori.

Poi l’eclissi, sino al 2018 quando ricomparve come team sponsor della Red Bull. E la terza vita è quella che si conosce attualmente, quando nel 2021 Lawrence Stroll, padre del pilota Lance, prese per mano la Racing Point e la mutò in Aston Martin F1 team. Quella con suo figlio pilota ma, soprattutto, con il due volte campione del mondo Fernando Alonso.

Alonso Stroll Formula 1 Aston Martin
Alonso Stroll Formula 1 Aston Martin

Per il prossimo anno Lawrence d’Inghilterra si è fatto spuntare nella mente un’idea meravigliosa, cercare di lottare con le grandi. Cosa che, specialmente ad Alonso, nell’edizione 2023 del campionato talvolta è riuscita con qualche podio da mettere nella bacheca dei ricordi felici pur senza alcuna vittoria.

Il futuro immediato che sir Lawrence ha in mente per la sua creatura è ricordato per filo e per segno sulle colonne della Gazzetta dello Sport. “Lawrence Stroll vuole pensare in grande- scrive la rosea- rinnovare la fabbrica puntando su strutture avveniristiche, piloti e ingegneri di talento con un pedigree di successo, in poche parole, creare un team con licenza di vincere”.

L’Aston Martin, insomma, ripartendo dalla medesima ossatura dello scorso mondiale che fruttò ad Alonso il quarto posto con 206 punti e otto podi conquistati e a Lance Stroll il decimo con 74, lancia la sfida. A Sir Lawrence il numero due non piace proprio. Preferisce di gran lunga l’uno. E vuole dimostrarlo nel concreto.

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