Fred Vasseur ha ammesso che la Ferrari potrebbe aver sottovalutato la sfida che attendeva Lewis Hamilton al suo arrivo nel team. Il sette volte campione del mondo ha vissuto un inizio molto deludente e difficile, dopo aver abbandonato la Mercedes dopo ben 12 anni.
Hamilton ha faticato ad adattarsi alla SF25, ed è stato superato in molte occasioni dal compagno di squadra Charles Leclerc. La pole position e la vittoria nella Sprint in Cina sono stati rari momenti positivi per il britannico, che in 14 gare in rosso non è ancora riuscito a salire sul podio.

Il Team Principal della Ferrari, Vasseur, ha riconosciuto che probabilmente sia lui che Hamilton hanno sottovalutato la difficoltà di adattamento del 40enne. “Penso che forse abbiamo sottovalutato la sfida per Lewis all’inizio della stagione. Ha trascorso quasi 10 anni in McLaren e poi 10 anni in Mercedes: sono quasi 20 anni nello stesso ambiente. È stato un cambiamento enorme per Lewis, in termini di cultura, di persone, di software, di macchina… ogni singolo aspetto era nuovo. Forse abbiamo sottovalutato tutto questo, sia Lewis che io. Ma sono molto, molto contento perché nelle ultime quattro o cinque gare è tornato ad avere un buon ritmo“.
Hamilton è apparso molto abbattuto dopo una prestazione negativa al Gran Premio d’Ungheria, dove per la prima volta in carriera ha chiuso fuori dai punti all’Hungaroring. In un weekend in cui si è qualificato e ha concluso la gara solo in 12ª posizione, Hamilton si è definito «inutile» e ha suggerito che la Ferrari dovrebbe “probabilmente cambiare pilota”.
Queste dichiarazioni criptiche hanno alimentato le speculazioni sul suo futuro in F1. Alla domanda se tornerà sicuramente al Gran Premio d’Olanda, quando il mondiale riprenderà dopo la pausa estiva di tre settimane in agosto, Hamilton ha risposto semplicemente: “Non vedo l’ora di tornare. Spero di esserci“.
Hamilton ha poi aggiunto: “Negli ultimi… non so nemmeno quanti anni, ogni stagione è stata difficile a modo suo. Questa è stata sicuramente la più intensa, soprattutto dal punto di vista del lavoro. Integrarsi in una nuova cultura e in un nuovo team non è stato semplice in tutti gli aspetti, ed è stata una vera battaglia. Ho bisogno di staccare, ricaricare le energie, stare con i bambini, ridere, lasciar andare. Sono sicuro che a un certo punto ci saranno delle lacrime, e penso che sia davvero salutare“.


