Le prime immagini delle vetture 2026 stanno scatenando i dibattiti tra gli appassionati di Formula 1. Una delle critiche più frequenti mosse alla nuova Ferrari SF-26 è quella di apparire “troppo semplice” se confrontata con forme più elaborate come quelle della Aston Martin. Ma in Formula 1, spesso, ciò che appare semplice è in realtà il risultato di una ricerca di efficienza estrema.
In questa analisi tecnica cercheremo di capire perché la filosofia di Maranello potrebbe essere più avanzata di quanto sembri, mettendo a confronto le scelte di Enrico Cardile (ora in Aston) e quelle del team tecnico Ferrari e l’interpretazione del regolamento F1 2026 .

Ala anteriore: La scelta della pulizia dei flussi
Osservando le estremità dell’ala anteriore, davanti alle ruote sterzanti, notiamo una tendenza comune a Ferrari, Red Bull e Mercedes. A differenza della McLaren, che mantiene profili più complessi per “pettinare” il flusso, la Ferrari ha scelto una linea pulita.
L’obiettivo non è la ricerca della deportanza pura in quella zona, ma l’efficienza. Evitare profili eccessivi permette di deviare l’aria verso i lati della ruota con meno turbolenze, riducendo la resistenza all’avanzamento. È una scelta di compromesso: meno carico locale per una migliore qualità del flusso che investe il resto della vettura.

La guerra delle pance: Prese d’aria a confronto
Il vero cuore del confronto tra Ferrari e Aston Martin risiede però nella zona centrale. Entrambe le vetture utilizzano pance che proiettano il flusso verso il basso (il cosiddetto “effetto trampolino” verso il diffusore), ma con una differenza fondamentale nell’orientamento delle prese d’aria:

Foto credits Formula1.com edit graftechweb
- Ferrari (Orientamento verso il basso): La presa d’aria è obliqua e rivolta verso il canale laterale. Questa zona si trova in un’area di alta pressione, il che “forza” l’aria a entrare nel sistema di raffreddamento con naturalezza.

- Aston Martin (Orientamento verso l’alto): Qui la presa d’aria è inclinata verso l’alto, in una zona dove l’aria, scavalcando la carrozzeria, tende a creare una depressione.
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Ferrari SF-26 vs Aston Martin: La “semplicità” di Maranello è un inganno? L’analisi tecnica
Le prime immagini delle vetture 2026 stanno scatenando i dibattiti tra gli appassionati di Formula 1. Una delle critiche più frequenti mosse alla nuova Ferrari SF-26 è quella di apparire “troppo semplice” se confrontata con forme più elaborate come quelle della Aston Martin. Ma in Formula 1, spesso, ciò che appare semplice è in realtà il risultato di una ricerca di efficienza estrema.
In questa analisi tecnica cercheremo di capire perché la filosofia di Maranello potrebbe essere più avanzata di quanto sembri, mettendo a confronto le scelte di Enrico Cardile (ora in Aston) e quelle del team tecnico Ferrari.
Ala anteriore: La scelta della pulizia dei flussi
Osservando le estremità dell’ala anteriore, davanti alle ruote sterzanti, notiamo una tendenza comune a Ferrari, Red Bull e Mercedes. A differenza della McLaren, che mantiene profili più complessi per “pettinare” il flusso, la Ferrari ha scelto una linea pulita.
L’obiettivo non è la ricerca della deportanza pura in quella zona, ma l’efficienza. Evitare profili eccessivi permette di deviare l’aria verso i lati della ruota con meno turbolenze, riducendo la resistenza all’avanzamento. È una scelta di compromesso: meno carico locale per una migliore qualità del flusso che investe il resto della vettura.
La guerra delle pance: Prese d’aria a confronto
Il vero cuore del confronto tra Ferrari e Aston Martin risiede però nella zona centrale. Entrambe le vetture utilizzano pance che proiettano il flusso verso il basso (il cosiddetto “effetto trampolino” verso il diffusore), ma con una differenza fondamentale nell’orientamento delle prese d’aria:
- Ferrari (Orientamento verso il basso): La presa d’aria è obliqua e rivolta verso il canale laterale. Questa zona si trova in un’area di alta pressione, il che “forza” l’aria a entrare nel sistema di raffreddamento con naturalezza.
- Aston Martin (Orientamento verso l’alto): Qui la presa d’aria è inclinata verso l’alto, in una zona dove l’aria, scavalcando la carrozzeria, tende a creare una depressione.
Il “Muro Virtuale” e il raffreddamento
Quando una presa d’aria è satura, l’aria in eccesso sbatte contro di essa creando un muro virtuale che genera resistenza. La soluzione Ferrari permette all’aria in eccesso di trovare una “via di fuga” dinamica. Al contrario, la soluzione Aston Martin sembra costringere il sistema a un lavoro extra.
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Perché il retrotreno dell’Aston Martin è così “aperto”?
Un indizio fondamentale sulla bontà dell’aerodinamica Ferrari arriva dal retrotreno. La SF-26 si presenta estremamente affusolata, con pochi sfoghi per l’aria calda. Questo significa che il sistema di raffreddamento anteriore è così efficiente da non richiedere “aiuti” posteriori.

L’Aston Martin, invece, mostra grandi bocchettoni di scarico sui lati. Questa scelta suggerisce la necessità di creare un “effetto risucchio” (depressione posteriore) per attirare forzatamente l’aria dentro le prese anteriori che, come abbiamo visto, si trovano in una zona meno favorevole. In termini aerodinamici, avere grandi bocche di scarico posteriore è penalizzante: rovina la fluidità dei flussi diretti verso l’ala posteriore e il diffusore.
Conclusione: Semplicità o Efficienza?
Dire che la Ferrari è “semplice” è quindi un errore di prospettiva. La SF-26 sembra seguire una logica di linearità dei flussi: se l’aria entra bene e scorre senza forzature, non servono appendici complesse per correggere il tiro.
Solo i test in pista ci diranno chi ha ragione, ma dal punto di vista puramente fisico, la “pulizia” di Maranello sembra figlia di una comprensione molto profonda dei nuovi regolamenti 2026.
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