Ferrari F1, la verità sulla Power Unit che può cambiare il finale della stagione

Vito Defonseca
7 Min Read
ferrari f1 aduo 2 monza Foto Credits Media Center Pirelli

Ogni volta che Ferrari F1 perde terreno torna sempre la stessa narrazione: Arriverà un nuovo fondo, arriverà un nuovo pavimento, arriverà l’aggiornamento aerodinamico. È la storia che si ripete da mesi, per creare aspettativa e speranze.

Ma nel regolamento 2026 la realtà sembra molto più complessa.

L’aerodinamica continua ad avere un peso importante, soprattutto quando bisogna correggere difetti della monoposto. Tuttavia, arrivati a questo punto della stagione, il margine di guadagno derivante dal fondo è molto più piccolo rispetto a quello che può arrivare dalla gestione della Power Unit, dell’energia elettrica e del software che controlla l’intero sistema ibrido.

Ed è qui che potrebbe nascondersi il vero salto della Ferrari.

Ferrari f1 FTM Clone FTM
Ferrari f1 FTM Clone FTM Foto credits Salvatore Asero

Il fondo può aiutare, ma non spiega il divario

McLaren ha certamente introdotto aggiornamenti importanti tra Budapest e Zandvoort. Il nuovo fondo ha migliorato il carico e soprattutto la gestione delle gomme.

Fin qui tutto vero.

Ma spiegare il vantaggio della MCL40 soltanto con il pavimento rischia di essere una semplificazione.

Lo dimostra anche Mercedes.

La squadra di Brackley non ha rivoluzionato la monoposto nelle ultime gare, eppure continua a presentarsi in qualifica con una velocità impressionante sul giro secco. Lo stesso discorso vale per Alpine, anch’essa motorizzata Mercedes, capace di compiere passi avanti evidenti senza una rivoluzione aerodinamica.

Questo significa che esistono altri fattori molto più pesanti del semplice fondo.

Formula 1 2026: è diventata la Formula Power Unit

Il regolamento tecnico 2026 ha cambiato completamente il modo di cercare prestazione.

Il motore termico è estremamente vincolato dal regolamento. Le possibilità di sviluppo sono limitate e i controlli FIA sono molto stringenti.

Per questo motivo oggi la differenza la fanno soprattutto altri elementi:

  • gestione dell’energia elettrica;
  • strategie di recupero MGU-K;
  • software della Power Unit;
  • distribuzione dell’energia durante il giro;
  • utilizzo della batteria tra qualifica e gara.

In pratica è come avere un computer completamente nuovo.

L’hardware è la nuova Power Unit.

Il software è ciò che decide quanto di quel potenziale riesci davvero a sfruttare.

Ed è qui che Ferrari può ancora crescere.

Ferrari motore Aduo2 monza
Ferrari motore Aduo2 monza Copertina IA su disegni di Salvatore Asero

ADUO2 potrebbe valere molto più di un aggiornamento aerodinamico

La nuova specifica ADUO2 introdotta da Ferrari rappresenta un’evoluzione dell’intero pacchetto Power Unit.

Non significa soltanto montare componenti nuovi.

Significa anche poter lavorare con nuove mappe, nuove strategie energetiche e nuovi algoritmi di gestione dell’ibrido.

È un dettaglio enorme.

Se il nuovo hardware permette di utilizzare strategie differenti, Ferrari potrebbe trovare prestazione senza modificare una sola ala della SF-26.

Per questo motivo il possibile cambio di Power Unit nelle prossime gare è un tema molto più interessante dell’aggiornamento previsto ad Austin.

Il vero problema Ferrari potrebbe essere un altro: le gomme Soft

C’è però un difetto che Ferrari continua a mostrare praticamente ovunque.

La SF-26 fatica spesso ad accendere rapidamente la gomma Soft.

Lo abbiamo visto in numerose qualifiche:

  • Ferrari competitiva nelle prove.
  • Ferrari competitiva con Medium.
  • Arriva il Q3.
  • I motorizzati Mercedes trovano immediatamente temperatura e prestazione.

Qui il fondo può aiutare.

Ma non per aggiungere carico.

Può aiutare a correggere un problema di bilanciamento meccanico e aerodinamico che impedisce alla SF-26 di portare rapidamente le gomme nella finestra ideale.

È un aggiornamento diverso: non aumenta direttamente la velocità della macchina, ma permette di sfruttare meglio il potenziale già esistente.

Il “party mode” Mercedes continua a fare la differenza?

Ogni weekend si vede uno schema molto simile.

Il venerdì Ferrari sembra vicina.

Il sabato, nel momento decisivo della qualifica, Mercedes e le squadre motorizzate Mercedes riescono improvvisamente a trovare qualcosa in più.

Che venga chiamato “party mode” oppure no, è evidente che nella gestione della Power Unit sul giro secco esiste una differenza di prestazione.

Ed è proprio questa capacità di utilizzare tutta l’energia disponibile nel momento giusto che oggi sembra pesare più di un piccolo incremento di carico aerodinamico.

Più la stagione va avanti, meno conta l’aerodinamica

C’è anche un altro motivo.

Con vetture ormai molto sviluppate, ogni aggiornamento genera incrementi sempre più piccoli.

Anzi.

Aumentare il carico significa spesso aumentare anche la turbolenza prodotta dalla monoposto.

E questo rende ancora più difficile seguire chi sta davanti.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:

  • qualifiche decisive;
  • track position fondamentale;
  • sorpassi sempre più complicati.

Per questo partire davanti vale quasi quanto avere la macchina più veloce.

Attenzione alla Malesia: il caldo potrebbe aiutare Ferrari

La prossima gara in Malesia potrebbe rappresentare uno scenario molto diverso.

Sepang è uno dei circuiti più severi dell’intero calendario.

Le sue caratteristiche sono molto chiare:

  • curve veloci e lunghe;
  • due rettilinei importanti;
  • temperature elevate;
  • usura termica delle gomme molto elevata.

Storicamente Ferrari si è spesso comportata bene quando la gestione delle gomme diventa l’elemento dominante della gara.

Se davvero la SF-26 continua a consumare meno pneumatici nelle condizioni di caldo estremo, Sepang potrebbe essere una pista molto più favorevole rispetto a Baku o Monza.

La Malesia diventa quindi un banco di prova interessante: capire se il vantaggio Ferrari sulla gestione termica degli pneumatici può compensare parte del divario mostrato nelle ultime qualifiche.

Austin dirà una cosa, la Power Unit potrebbe dirne un’altra

Ferrari porterà probabilmente nuovi aggiornamenti aerodinamici ad Austin.

Ma la domanda più interessante è un’altra.

Quanto della crescita della SF-26 arriverà davvero dal nuovo fondo e quanto, invece, dall’evoluzione della Power Unit ADUO2 e del software che la gestisce?

Nel regolamento 2026 la Formula 1 sembra sempre meno una battaglia di ali e pavimenti e sempre più una sfida di energia, strategie elettriche e controllo software.

E potrebbe essere proprio lì che si deciderà il finale della stagione.

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