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Ferrari F1 – Se i test spesso ingannano, a volte rivelano dettagli che meritano attenzione. In Bahrain, tra cronometri poco indicativi e programmi di lavoro differenziati, c’è stato un aspetto che ha colpito più di altri: la capacità della Ferrari di scattare in avanti come nessun’altra vettura. A sottolinearlo con entusiasmo è stato Will Buxton, che ha indicato nella SF-26 una delle monoposto più impressionanti dell’intero test, soprattutto nel fondamentale delle partenze.
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Buxton ha iniziato con una battuta che nasconde però un fondo di verità: Ferrari “campione del mondo dei test”, titolo che notoriamente non assegna punti. Ma, al di là dell’ironia, ciò che ha realmente attirato l’attenzione è stato il ritmo assoluto e, soprattutto, il modo in cui la vettura italiana sfrutta il nuovo regolamento aerodinamico. Con l’introduzione della possibilità di aprire non solo l’ala posteriore ma anche quella anteriore nei rettilinei, tutte le squadre cercano di ridurre resistenza e carico per massimizzare la velocità. Ferrari, però, sembra aver fatto un passo oltre.

Secondo Buxton, l’ala posteriore della SF-26 non si limita ad aprirsi come sulle altre vetture: ruota fino a 180 gradi, trasformandosi di fatto in un elemento che genera portanza anziché carico. In Formula 1 le ali sono tradizionalmente “rovesciate” rispetto a quelle di un aereo, progettate per spingere la vettura verso l’asfalto. Con questa soluzione, invece, Ferrari ribalta il concetto in rettilineo, riducendo drasticamente la resistenza e aumentando la velocità massima. Una piccola appendice inferiore, sempre secondo l’analisi, contribuisce a mantenere stabile il retrotreno, evitando che la vettura perda aderenza nelle fasi più critiche.
Il risultato? Una macchina devastante sul dritto. E le prove di partenza viste in Bahrain ne sarebbero la dimostrazione più evidente. Buxton ha descritto una simulazione quasi surreale: vetture schierate regolarmente, mentre Lewis Hamilton partiva più indietro, apparentemente fuori dai giochi. Allo spegnersi dei semafori, però, la Ferrari avrebbe guadagnato terreno in modo impressionante, presentandosi alla prima curva in testa al gruppo.
L’iperbole è chiara ma il messaggio anche di più: allo stato attuale, la SF-26 sembrerebbe avere un vantaggio tale da poter ribaltare una qualifica negativa già nei primi metri di gara. Un’affermazione forte, forse volutamente provocatoria, ma che fotografa la sensazione lasciata dalla vettura italiana nel deserto del Bahrain.
Resta da capire quanto di tutto questo si tradurrà in vantaggio reale quando le gare assegneranno punti. I test sono notoriamente terreno di illusioni e depistaggi. Tuttavia, se la Ferrari riuscirà a mantenere questo livello di efficienza aerodinamica e questa capacità di trasformare la potenza in accelerazione pura, le partenze potrebbero diventare una delle armi più temibili del 2026.
E in una stagione che si preannuncia equilibrata, partire davanti già alla prima curva potrebbe valere quanto una pole position.
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