I prossimi, e ultimi, 4 gran premi saranno fondamentali per capire quale direzione prenderà lo sviluppo della Ferrari F1-75, anche in ottica 2023


Il circus della Formula 1 approda nel continente americano, il tramonto del campionato 2022 sul circuito di Yas Marina è sempre più vicino con il titolo piloti già in archivio dopo l’ultima chicane di Suzuka. La Ferrari è chiamata, in queste ultime quattro gare, a consolidare il secondo posto in classifica costruttori dimostrando di essere tornata a competere per il vertice, ma anche per confermare la bontà del progetto in ottica iridata per il 2023.

Le restanti gare del campionato del mondo 2022 saranno un ottimo banco di prova per il fondo portato a Suzuka e sfruttato parzialmente per le condizioni meteo poco favorevoli. Già perché la F1-75 così performante ad inizio stagione, non si è poi ripetuta dall’Austria. Lo sviluppo della vettura ha destato molti dubbi nelle ultime sette gare; infatti, proprio dal GP di Francia con l’introduzione di un nuovo fondo, l’arma a disposizione di Leclerc e Sainz non è più stata la stessa. Sempre competitiva in qualifica ma lontanissima dalla Red Bull dell’olandese e, in alcune occasioni, fin tallonata dalla complicata W 13.



A settembre, durante il venerdì del Gran Premio d’Italia, era stato analizzato un ulteriore sviluppo del fondo. I dati ottenuti devono aver confermato il miglioramento visto al simulatore visto che il nuovo pacchetto è stato portato in Giappone: “È stato fondamentale confermare che stiamo andando nella giusta direzione”, ha affermato il senior performance engineer Ferrari Jock Clear in una dichiarazione riportata da the-race.com.

“Onestamente non conosciamo tutte le risposte e ancora non capiamo esattamente quello che è successo a Spa”, continua l’ingegnere. “A Monza ci sembra di aver capito qualcosa di cosa è accaduto in Belgio. Nel corso dell’anno forse scopriremo altre cose, ma impariamo continuamente e ci sono un sacco di aree in cui devi tirare quasi a indovinare”.

I tempi di Suzuka dicono che il talento monegasco ha mancato la pole di appena 10 centesimi da Verstappen con lo spagnolo terzo anche lui a soli 57 centesimi. In gara (sul bagnato) si è però ancora notato il forte degrado sugli pneumatici della Ferrari n°16. Il team italiano continua però ad affermare che la TD 39 non ha affatto influenzato le performance ed è positivo sul risultato ottenuto in Giappone, su una pista favorevole alle Red Bull e molto simile al circuito di Spa: “Ci aspettavamo che la Red Bull fosse molto forte (a Suzuka), Spa è un circuito simile e lì eravamo molto distanti”, continua l’analisi Clear. “Siamo stati molto contenti di essere vicini come speravamo.

Clear ha affermato che potrebbero arrivare dalla Ferrari altri piccoli sviluppi perché occorre assicurare il secondo posto nel campionato costruttori, con la volontà di vincere di nuovo nel 2022 come spinta per la prossima stagione: “Lo sviluppo è organico”, ha detto. “Tutte le squadre stanno già guardando molto al prossimo anno. E ovviamente vogliamo essere altrettanto competitivi, se non di più, il prossimo anno. Quindi, abbiamo bisogno di massimizzare queste ultime gare dal punto di vista dello sviluppo per portare la vettura ad un altro livello”; facendo attenzione al budget cap, ma questa tutt’altra storia.



Per ulteriori dettagli sul nuovo fondo portato a Suzuka dalla Ferrari non perderti la puntata n°107 di Formula One Garage.

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