Ferrari F1 2026: L’Impronta di Enrico Serrà dal Progetto Mercedes 2023 L’Influenza e i Nuovi Orizzonti del Design Aerodinamico.
Il paddock della Formula 1 è in fermento per la stagione 2026, e le speculazioni sul design delle nuove monoposto tengono banco. Un’ipotesi particolarmente intrigante riguarda la potenziale influenza di Enrico Serrà, attuale direttore tecnico della Ferrari, sui futuri concetti aerodinamici della Scuderia. Serrà, prima di affrontare il periodo di gardening, ha contribuito in modo significativo al progetto Mercedes del 2023. Ma quanto di quell’esperienza potrebbe riflettersi sulla Ferrari F1 2026?
Durante la puntata di Race Tech su NewsF1.it, l’ingegner Riccardo Romanelli ha affrontato questa suggestione, offrendo un’analisi approfondita sul ruolo del direttore tecnico e sull’evoluzione della progettazione aerodinamica in F1.

Il “Bazooka” e i Precedenti Concetti Aerodinamici
Una delle voci più insistenti riguarda la possibile adozione da parte della Ferrari di soluzioni che richiamano i cosiddetti “bazooka” o “salsicciotti” aerodinamici, visti sulla Mercedes nel 2023 e poi, per un breve periodo, anche sulla Red Bull nel 2024. Questo concetto, che riguarda la parte del cofano motore, è stato oggetto di discussione e di una nostra illustrazione basata su rumors attendibili.
Ma se un concetto come il “bazooka” ha avuto una vita travagliata in passato, potrebbe trovare nuova linfa nel regolamento F1 2026? Romanelli invita alla cautela: “In questo momento io direi aspettiamo la presentazione.” Tuttavia, sottolinea come il nuovo regolamento tecnico, con la riduzione del passo e le variazioni dei volumi centrali della vettura, “ha dei requisiti di condizionamento del flusso interno per estrarre una portata d’aria sotto che scorre sotto la vettura ben diversa da quella che si aveva l’anno scorso con i tunnel.” Questo significa che concetti preesistenti, anche se precedentemente abbandonati, potrebbero essere riconsiderati e ottimizzati per le nuove condizioni.

Il Ruolo del Direttore Tecnico: Visione o “Drag and Drop”?
La domanda sorge spontanea: un direttore tecnico come Serrà “si porta dietro” i concetti vincenti delle sue esperienze precedenti? L’ingegner Romanelli esclude una visione semplicistica del “copia-incolla”: “Non penso sinceramente a una cosa così che si possa schematizzare, no, tipo questa cosa l’ho provata, l’ho vista, l’abbiamo sviluppata, abbiamo visto certi risultati, quindi ce la stiamo riportando.”
Il ruolo del direttore tecnico è molto più ampio: è una figura di enorme responsabilità e indirizzo generale, che gestisce un intero design team. Le esperienze pregresse contribuiscono a formare una visione e una metodologia, ma ogni progetto è una tela bianca. “L’obiettivo di una vettura fondamentalmente non è che cambia da un regolamento all’altro,” spiega Romanelli. Ciò che cambia radicalmente è “il modo in cui devi plasmare le forme per massimizzare ciò che in conformità al regolamento tecnico, all’interno delle superfici guida e di volumi di controllo di legality che la FIA impone.”
Dal Genio di Newey alle Restrizioni Attuali
Per illustrare l’evoluzione, Romanelli fa un interessante parallelo storico, citando Adrian Newey. Ai tempi della Leyton House e poi in Williams e Red Bull, Newey ha introdotto concetti rivoluzionari (schermi laterali sagomati, muso rialzato) che poi si è “portato dietro” e ha riproposto con successo. Tuttavia, l’ingegnere evidenzia una differenza fondamentale:
“Però era un altro mondo, era un’altra situazione, c’era molta più libertà progettuale. Cioè oggi, voglio dire, le squadre hanno un CAD file ricevuto da FIA e nel quale hai tutta una serie di superficie di volumi entro i quali deve stare.”
Questo significa che lo sviluppo delle forme oggi è il risultato di un processo estremamente complesso e multifattoriale, dove il valore del design team sta nell’individuare le scelte che massimizzano le prestazioni minimizzando i compromessi all’interno di vincoli molto stringenti.

Ferrari 2026: Una Nuova Interpretazione?
Dunque, sebbene un direttore tecnico porti con sé un bagaglio inestimabile di conoscenza e visione, l’applicazione di concetti specifici come il “bazooka” sulla Ferrari F1 2026 non sarebbe una semplice riproposizione, ma una reinterpretazione calata in un contesto regolamentare e tecnico completamente nuovo. L’ingegner Romanelli conclude sottolineando che ogni volta che la FIA decide di partire da un foglio bianco, “è una rivoluzione in tutti i sensi perché comunque apre le strade ad interpretare alcuni concetti aerodinamici, a trovare e sviluppare delle soluzioni.”
Non ci resta che attendere le prossime presentazioni e i primi test per vedere quale direzione avrà intrapreso la Ferrari e se l’esperienza di Serrà si manifesterà in un design distintivo e, soprattutto, vincente.
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