Ferrari sviluppa l’ala “Macarena”: dettagli e soluzioni

Vito Defonseca
4 Min Read

Durante un filming day a Autodromo Nazionale Monza, Ferrari ha mostrato interessanti sviluppi aerodinamici, in particolare una nuova versione dell’ala “Macarena” e una revisione significativa dei piloni di attacco. Le modifiche puntano chiaramente a migliorare l’efficienza complessiva, intervenendo su gestione del flusso e riduzione della resistenza.

Ala “Macarena”: evoluzione nel dettaglio

Ferrari continua a credere nella soluzione introdotta nei test, affinando non tanto la geometria principale dei flap quanto i sistemi di attuazione e l’integrazione aerodinamica degli elementi. La forma tridimensionale dei profili non appare radicalmente cambiata, segno che il concetto di base è stato ritenuto valido.

L’elemento più interessante è però una piccola appendice situata sul piano mediano dell’ala. La sua funzione non è immediatamente evidente, ma si possono ipotizzare due scenari opposti.

Generazione di vortici o controllo della separazione

La prima ipotesi è che questa appendice agisca come un piccolo generatore di vortici. In questo caso, potrebbe introdurre una separazione controllata del flusso nella zona centrale del flap, riducendo il carico locale e contribuendo a diminuire la resistenza complessiva.

La seconda ipotesi è diametralmente opposta: l’elemento potrebbe servire a energizzare lo strato limite, evitando la formazione di una bolla laminare vicino al bordo d’attacco. In questo modo il flusso rimarrebbe attaccato più a lungo, migliorando l’efficienza del profilo.

Impatto su portanza e drag

Entrambe le soluzioni hanno un obiettivo comune: ridurre il drag. Nel primo caso si limita il carico locale, nel secondo si ottimizza la distribuzione della portanza lungo l’apertura dell’ala. Il risultato finale è una riduzione della resistenza indotta, una delle componenti più critiche nelle ali posteriori di Formula 1.

ferrari f1 ala macarena 2 illustrazione
ferrari f1 ala macarena 2 illustrazione

Piloni di attacco: cambio di filosofia

Oltre all’ala, Ferrari ha modificato anche i piloni di supporto, seguendo una direzione già esplorata da altri team. Se inizialmente la filosofia era orientata all’ottimizzazione strutturale, ora il focus è chiaramente aerodinamico.

Più corda per più controllo del flusso

Nella versione precedente, i piloni erano rastremati per ridurre peso e seguire la distribuzione dei carichi. Ora, invece, Ferrari ha aumentato la corda nella zona di intersezione con il main plane.

Questa scelta porta diversi vantaggi:

  • Migliore gestione del flusso in presenza di vento laterale
  • Riduzione della scia generata dai piloni
  • Maggiore stabilità aerodinamica nelle fasi di percorrenza in curva

Riduzione del drag da interferenza

Un aspetto chiave è la gestione dello strato limite nella zona di intersezione tra pilone e ala. Qui si genera il cosiddetto drag da interferenza, dovuto all’interazione tra i flussi rallentati sulle due superfici.

Aumentare la corda e lo spessore relativo permette di controllare meglio questo fenomeno, migliorando l’efficienza locale e riducendo le perdite aerodinamiche.

Direzione chiara: massimizzare l’efficienza

Le modifiche osservate indicano una direzione precisa: Ferrari sta lavorando per migliorare l’efficienza aerodinamica più che il carico puro. In un’epoca regolamentare in cui il drag gioca un ruolo cruciale, ogni dettaglio nella gestione del flusso diventa determinante.

Analisi finale
Le soluzioni testate da Ferrari mostrano un approccio sofisticato e mirato. L’ala “Macarena” evolve con micro-interventi intelligenti, mentre i piloni diventano veri elementi aerodinamici attivi. Il denominatore comune è la ricerca della massima efficienza, riducendo la resistenza senza compromettere la stabilità. Un segnale chiaro in vista dei prossimi sviluppi stagionali.

Fonte
Trasmissione Race Tech 147

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