L’ADUO 2026 potrebbe ribaltare la narrativa degli ultimi mesi: Red Bull sarebbe il riferimento sull’ICE, mentre Mercedes rientrerebbe tra i costruttori con deficit prestazionale.
Per mesi il paddock ha raccontato una storia apparentemente chiara: Mercedes avrebbe sviluppato il miglior motore del 2026, mentre Ferrari inseguirebbe con un deficit significativo stimato da alcuni addetti ai lavori attorno ai 30 cavalli. Le ultime indiscrezioni sull’ADUO, però, raccontano uno scenario molto diverso. Se confermate, le nuove informazioni suggeriscono che il vero riferimento sull’ICE sarebbe Red Bull Powertrains, mentre Mercedes rientrerebbe addirittura tra i costruttori ammessi alle concessioni FIA.
L’ADUO cambia completamente la prospettiva
Negli ultimi mesi si è parlato molto delle future Power Unit 2026.
Secondo numerose indiscrezioni, Mercedes avrebbe trovato un vantaggio importante grazie a soluzioni particolarmente efficaci sul motore termico. In parallelo, Ferrari sarebbe stata costretta a rincorrere, con un gap prestazionale che alcuni osservatori hanno quantificato in circa 30 cavalli.
Una narrativa che sembrava ormai consolidata.
L’introduzione dell’Allowance Development and Upgrade Opportunity (ADUO) potrebbe però raccontare una realtà molto diversa.
Le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane suggeriscono infatti che il benchmark dell’ICE non sarebbe Mercedes ma Red Bull Powertrains. Ancora più sorprendente è il fatto che Mercedes rientrerebbe nel sistema di concessioni previsto dalla FIA per i costruttori che presentano un deficit prestazionale rispetto al riferimento.
Se così fosse, molte delle convinzioni emerse negli ultimi mesi dovrebbero essere riviste.

Mercedes nell’ADUO: il dettaglio che fa discutere
Il punto più interessante non riguarda Ferrari o Honda.
La vera notizia è Mercedes.
Secondo quanto trapelato, il costruttore tedesco presenterebbe un ritardo di circa il 2% rispetto al miglior motore termico disponibile. Una percentuale sufficiente per accedere alle opportunità di sviluppo previste dall’ADUO.
Un dato che entra in contrasto con la narrativa dominante degli ultimi mesi.
Se Mercedes avesse realmente sviluppato il miglior motore termico della nuova generazione, non avrebbe alcun motivo per rientrare nel sistema di concessioni.
Proprio per questo motivo la presenza della casa di Stoccarda nell’ADUO sta attirando l’attenzione di tecnici e osservatori.

Red Bull Powertrains sorprende il paddock
La vera sorpresa sarebbe quindi Red Bull Powertrains.
Quando il progetto è stato annunciato, molti dubitavano che una struttura così giovane potesse competere immediatamente contro realtà storiche come Ferrari e Mercedes.
Oggi il quadro sembrerebbe completamente diverso.
Dietro questo risultato ci sarebbe una strategia aggressiva di reclutamento che negli ultimi anni ha portato a Milton Keynes numerosi specialisti provenienti da Honda, Mercedes e Renault.
In particolare, molti tecnici che avevano lavorato direttamente sulla Power Unit Honda utilizzata da Red Bull sono confluiti nel nuovo progetto, garantendo continuità tecnica e trasferimento di competenze.
Se le indiscrezioni fossero corrette, il risultato sarebbe un ICE capace di rappresentare il nuovo riferimento della categoria.
E allora Ferrari è davvero così indietro?
È la domanda che molti tifosi si stanno ponendo.
L’ADUO sembrerebbe indicare un deficit compreso tra il 4% e il 6% per Ferrari. Un dato che confermerebbe un ritardo sul solo motore termico rispetto al benchmark.
Ma c’è un aspetto fondamentale che spesso viene dimenticato.
Le valutazioni ADUO riguardano esclusivamente l’ICE.
Nel 2026 la Power Unit sarà invece composta per circa il 50% dalla componente elettrica.
Questo significa che una classifica costruita soltanto sul motore termico non racconta necessariamente la reale competitività complessiva delle future Power Unit.
Ferrari potrebbe avere margini differenti sul sistema elettrico, così come Mercedes potrebbe compensare eventuali deficit dell’ICE attraverso un recupero energetico più efficiente.
Il rapporto di compressione era davvero il segreto Mercedes?
Uno degli argomenti più discussi negli ultimi mesi riguardava il presunto vantaggio Mercedes legato al rapporto di compressione.
Molte analisi attribuivano proprio a questa soluzione tecnica una parte consistente della superiorità della Power Unit tedesca.
Le informazioni emerse dall’ADUO sembrano però ridimensionare questa interpretazione.
Se Mercedes non rappresenta il riferimento assoluto sull’ICE, allora il presunto vantaggio derivante dal rapporto di compressione potrebbe essere stato sopravvalutato oppure potrebbe incidere meno del previsto nel quadro complessivo delle prestazioni.
Naturalmente senza dati ufficiali è impossibile trarre conclusioni definitive, ma il semplice fatto che Mercedes rientri nelle concessioni riapre completamente il dibattito.
Il problema della trasparenza FIA
Tutto questo porta inevitabilmente a un’altra questione.
Come vengono effettuate queste valutazioni?
Quali parametri utilizza la FIA?
Quali test determinano le percentuali di deficit assegnate ai vari costruttori?
Ad oggi non esistono risposte pubbliche sufficientemente dettagliate.
L’assenza di trasparenza rischia di trasformare uno strumento pensato per favorire l’equilibrio competitivo in una fonte continua di polemiche.
Più le informazioni restano riservate, più aumentano speculazioni, teorie e dubbi sulle reali gerarchie tecniche.
Analisi finale
L’ADUO potrebbe aver aperto un vero vaso di Pandora nel mondo delle Power Unit 2026.
Per mesi gran parte del paddock ha raccontato una storia precisa: Mercedes davanti, Ferrari costretta a inseguire. Le ultime indiscrezioni suggeriscono invece uno scenario differente, nel quale Red Bull Powertrains rappresenterebbe il riferimento sull’ICE e Mercedes sarebbe addirittura ammessa alle concessioni FIA.
Questo non significa automaticamente che Mercedes sia destinata a essere meno competitiva nel 2026, né che Ferrari abbia improvvisamente risolto tutti i suoi problemi. Significa però che le certezze costruite finora potrebbero essere molto meno solide di quanto si pensasse.
E soprattutto conferma una cosa: la vera partita delle Power Unit 2026 è probabilmente molto più aperta di quanto raccontato finora.
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