Il neo pilota della Rossa, Sainz, ha ricordato quando conobbe il suo idolo d’infanzia: “Correre per la Ferrari è un sogno realizzato, ma è pur sempre una grande responsabilità”

Non ha firmato per la Ferrari per fare da comparsa, e probabilmente nemmeno Charles Leclerc si aspetta da parte sua un atteggiamento da comprimario. Carlos Sainz sa bene che questa è una grande occasione per la sua carriera, nonostante a Maranello abbiano vissuto giorni decisamente migliori. L’ultima stagione non è stata affatto facile per la Ferrari, ma quello di vestire la tuta rossa è il sogno di tutti i piloti. E lo spagnolo crede nella possibilità di riportare in alto i vessilli della Scuderia italiana. Lui stesso lo ha confermato in un intervista a Racing Activities, l’annuario ufficiale del reparto corse di Maranello.

Ho completamente fiducia nel progetto. Anche se servirà del tempo, sono sicuro che la squadra tornerà a vincere“, ha spiegato Carlos. “Dal primo giorno in cui ho iniziato a correre mi sono fissato due obiettivi: essere un pilota di Formula 1 e vincere il Campionato del Mondo. Dopo aver ottenuto il primo, i miei sforzi sono concentrati sul conseguire il secondo. Non c’è posto migliore della Ferrari per provarci. Voglio riportare il team in alto e vincere il titolo

Con una Ferrari così in difficoltà, però, il suo approdo a Maranello potrebbe non essere dei più semplici. Lo spagnolo resta tuttavia fiducioso, consapevole delle potenzialità della squadra più desiderata del Mondo. “A tutti i team capita di attraversare delle difficoltà a un certo punto, fa parte della F1“, ha proseguito Sainz. “L’importante è recuperare e non è un caso che la Ferrari sia la squadra più vincente: se ce n’è una che può essere nuovamente davanti, è sicuramente questa”.

A 10 anni l’incontro con Schumi

Nel corso dell’intervista il figlio del due volte iridato nei rally ha anche ricordato un avvenimento speciale della sua infanzia, l’incontro con uno dei suoi idoli sportivi: Michael Schumacher. Carlos, classe 1994, aveva appena 2 anni quando il tedesco debuttò sulla rossa e solo 6 quando Schumi conquistò il suo primo titolo con il Cavallino. Qualche stagione più tardi, nel 2004, Sainz Jr ebbe l’occasione di conoscerlo quando Michael era all’apice della sua carriera.

Quando avevo 10 anni sono andato a Barcellona e ho incontrato uno dei miei eroi, Michael Schumacher, e ho visitato il box Ferrari. L’atmosfera era speciale, unica. Per me questo è un sogno che si avvera, anche se indossare la tuta rossa e guidare per questa squadra è più di un sogno. Si tratta di un onore e una grande responsabilità”.

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A proposito dell'autore

Cresciuto nel mito di Schumacher e della "rossa", appassionato di F1 e di motori, Copywriter e Marketer. Follow me: Linkedin: @Michele Cozzola

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