F1 – La complessa situazione che si sta profilando tra Russia e Ucraina e che sta avendo ripercussioni mondiali intacca anche la Formula 1 ed in particolare Helmut Marko. Già qualche giorno fa Sebastian Vettel aveva espresso la sua solidarietà decidendo di non correre nel GP di Russia, round che è stato poi prontamente completamente annullato da parte della FIA per ragioni geopolitiche, insomma non sembrava il caso di ospitare un gran premio in un Paese che è formalmente in guerra con i suoi vicini. 

Anche Marko ha deciso di esprimere la sua idea sulla faccenda, come molti si ricorderanno infatti, già un paio di anni fa in merito alla pandemia da COVID (all’epoca appena scoppiata) Helmut aveva dichiarato che a suo parere un’ottima idea sarebbe stata quella di far contagiare i piloti per averli successivamente in forma in tempo per la partenza del primo gran premio della stagione (stagione che quell’anno inizio a metà estate a causa proprio della pandemia). Insomma più il tempo passa e più sembra semplice passare da virologi a geopolitici, in ogni caso Marko questa volta ha sostenuto l’opinione maggiormente diffusa e ha dichiarato:

F1 Marko Mercedes
F1 Marko Mercedes

“Per i nostri piloti era molto chiara l’intenzione di non andare a correre in un paese che ha scatenato una tale guerra di aggressione. Che potesse accadere qualcosa del genere era inimmaginabile. Possiamo osservare la brutalità con la quale stanno avanzando e le loro minacce, è tutto molto spaventoso. Le sanzioni internazionali avranno un impatto nei colloqui di pace. Secondo me la nota positiva è la coesione mostrata dall’Europa, che dice compatta ‘non puoi fare questo’. Sostengo la politica delle sanzioni, ma l’Europa negli anni ha criminalmente trascurato le spese militari“. Per poi chiosare: “Tutti noi credevamo, nei nostri stati liberi dalla guerra, di poter fare affidamento sulle leggi e sui regolamenti. Per quanto ci riguarda la cancellazione di Sochi è stata l’unica cosa giusta da fare”.

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