Negli ultimi giorni la Red Bull ha annunciato due partnership estremamente vantaggiose dal punto di vista economico.

In epoca di budget cap, per le varie scuderie di F1 diventerà ancor più importante il già fondamentale supporto degli sponsor. Grazie ad essi, infatti, anche un team di seconda fascia potrà avvicinarsi al tetto di spese massimo imposto da Liberty Media, che intende appiattire le enormi differenze di investimenti tra i top team (come la Mercedes, la Red Bull e la Ferrari) e i piccoli costruttori (come la Williams e la Haas). Per il 2022 i team non dovranno superare la soglia dei $140 milioni, cinque in meno rispetto allo scorso anno, anche se alcune spese cruciali come i salari dei piloti, le operazioni di marketing e gli investimenti sulle Power Unit rimarranno estranee al controllo da parte degli organi regolatori. Per i team di prima fascia, rispettare il budget cap e centellinare gli investimenti ha dunque rappresentato un’enorme sfida, che tuttavia potrebbe portare ad un risultato positivo: una maggiore sostenibilità economica delle scuderie, che nel prossimo futuro potrebbero addirittura far registrare grossi profitti dopo decenni di perdite.

Red Bull

La riuscita del piano di Liberty Media sarà una conseguenza diretta dell’eventuale successo della F1 negli anni a venire, anche se bisogna sottolineare che dal 2017 il colosso americano ha effettuato un buon lavoro nel rilanciare la percezione del circus nel mondo. E i primi risultati si vedono: di recente, la categoria regina e le scuderie hanno fatto registrare degli accordi di sponsorizzazione da record con veri e propri colossi, con la Red Bull a fare la voce grossa. Il team anglo-austriaco ha recentemente annunciato due partnership a cifre da capogiro con Oracle e ByBit, che nei prossimi tre anni le permetteranno di racimolare ben più del tetto massimo di spesa imposto dai regolamenti finanziari. Secondo quanto riportato da ESPN, il gigante tecnologico americano ha firmato un contratto da $500 milioni in cinque anni per diventare il title sponsor della scuderia di Milton Keynes, generando una delle sponsorizzazioni più remunerative nel mondo dello sport. E non solo: Oracle fornirà il meglio dei suoi servizi alla Red Bull, aiutandola anche nella realizzazione del nuovo dipartimento Powertrains.

Anche l’accordo con ByBit rappresenta un piccolo record, dato che nessuna piattaforma legata al mondo delle criptovalute (che ormai sponsorizzano ogni team della griglia) era mai arrivata a firmare $150 milioni di Dollari in tre anni per apparire su una vettura di F1. Considerando anche la presenza di moltissimi altri sponsor sulla RB18 e quanto la casa madre investe all’interno del team, dal 2022 la Red Bull avrà dunque tutte le risorse necessarie (e forse anche di più) per gestire la scuderia e una nuova divisione Power Unit senza il timore di subire gravi perdite. Segno che l’innegabile crescita della popolarità della F1 negli ultimi anni e la scelta di cambiare completamente il modello economico che si trova alla base della competizione sportiva potrebbero lanciare definitivamente il circus verso un’epoca di grande successo, visibilità e sostenibilità.

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