F1 News – L’azione legale di Felipe Massa contro la FIA, la Formula 1 e Bernie Ecclestone può proseguire. Un giudice dell’Alta Corte ha stabilito che il processo può continuare, avvertendo però che non sarà “un viaggio tranquillo“. Il mese scorso, nell’Aula 73 della Royal Courts of Justice, il team legale di Massa, guidato da Nick de Marco KC, ha cercato di convincere il giudice Jay della presenza di prove sufficienti per mandare la causa a processo, mentre tre King’s Counsel, in rappresentanza rispettivamente di Ecclestone, della F1 e della FIA, hanno tentato di far archiviare il caso.
Massa non punta a ribaltare il titolo di Lewis Hamilton, ma chiede il riconoscimento dei guadagni che ritiene avrebbe percepito da campione del mondo, l’attribuzione del titolo di “legittimo campione” e una dichiarazione che la FIA non indagò adeguatamente all’epoca. Presente in aula per ogni giorno dell’udienza, Massa ha sostenuto di avere diritto a un risarcimento di 64 milioni di sterline per violazione di contratto e doveri da parte della FIA, che non avrebbe indagato correttamente il “crashgate” del Gran Premio di Singapore 2008.
Alla base della causa, un’intervista rilasciata da Ecclestone nel 2023, in cui si sostiene che lui e l’allora presidente FIA Max Mosley abbiano orchestrato una “cospirazione” per non indagare l’incidente di Nelson Piquet Jr durante la stagione 2008, al fine di evitare uno “scandalo”. Tutto questo dopo che il padre di Piquet aveva informato Charlie Whiting, al GP del Brasile 2008, che l’incidente poteva essere intenzionale. Whiting informò Mosley, che decise di non aprire un’indagine senza una dichiarazione di Piquet Jr, mentre Ecclestone affermò di aver appreso dell’incidente solo con l’indagine del World Motor Sport Council nell’estate 2009.
Tuttavia, nell’intervista del 2023 a F1 Insider, Ecclestone ha dichiarato di esserne stato consapevole già nel corso della stagione 2008, e questo costituisce il fulcro della causa di Massa. David Quest KC per Ecclestone, John Mehrzad KC per la FIA e Anneliese Day KC per la F1 hanno sostenuto che la causa di Massa fosse prescritta per limiti di tempo e che Massa avrebbe dovuto essere consapevole già all’epoca della pubblicazione del rapporto del WMSC che Ecclestone potesse aver saputo nel 2008 della natura deliberata dell’incidente di Piquet, data la sua vicinanza con Mosley e Whiting.
Dopo l’udienza, il giudice Jay si è ritirato per valutare il proprio verdetto sui quattro punti principali della causa di Massa: la violazione contrattuale da parte della FIA, il limite temporale per l’azione legale, la prescrizione e la dichiarazione ufficiale. Il giudice Jay ha riconosciuto a Massa “una reale possibilità“ al processo di convincere la corte che la FIA avesse un “dovere“ di indagare, ma che tale dovere fosse “verso i membri della FIA” e non “verso il signor Massa personalmente”. Pertanto, la richiesta di violazione del contratto è stata respinta. Un’altra richiesta contro la FIA, basata sul diritto francese, “sopravvive a malapena”, con il giudice Jay che invita Massa ad “abbandonarla ora” o “ottenere ulteriori consulenze“.
Le accuse di induzione alla violazione e cospirazione contro Ecclestone restano in piedi “perché non richiedono che il signor Massa abbia un diritto contrattuale direttamente azionabile”. Il giudice Jay non è stato convinto dal ragionamento sul limite temporale degli imputati, che ha “respinto rapidamente”. Tutte le richieste di Massa sono “prescritte“ secondo la Section 2 del Limitation Act del 1980 (sei anni), ma il tempo inizia a decorrere “dal momento in cui il ricorrente ha scoperto o avrebbe dovuto scoprire con ragionevole diligenza i fatti essenziali“.
Il giudice Jay ha scritto che “il signor Massa avrebbe una reale possibilità al processo di dimostrare di non aver avuto i fatti essenziali per presentare le accuse fino all’intervista del 2023 del signor Ecclestone. Sebbene una persona ragionevole al posto del signor Massa fosse consapevole della mancata indagine dopo la pubblicazione della decisione del WMSC nel settembre 2009, dedurre una cospirazione per insabbiare la verità da parte dei signori Ecclestone e Mosley era tutt’altro che evidente, anche perché il rapporto del WMSC era incoerente con tale cospirazione. Inoltre, non c’erano informazioni, o non erano sufficienti, per far scattare il dovere del signor Massa di esercitare una ragionevole diligenza ai sensi della Section 32 del Limitation Act 1980“.
Con un ultimo avvertimento sul contenzioso futuro, il giudice Jay ha scritto: “qualsiasi futura causa non sarebbe necessariamente un ‘mare tranquillo’. Il signor Massa dovrebbe superare vari ostacoli riguardanti il nesso di causalità. Se avrà successo, il signor Massa potrebbe in linea di principio ottenere un risarcimento per le opportunità di carriera perdute, ma la corte non può essere chiamata a riscrivere l’esito del Campionato del Mondo Piloti 2008“.


