Tra i colori del Gran Premio di Città del Messico trionfa ancora una volta lui: Super Max Verstappen, colui che entra sempre più nella storia. Con la vittoria sul suolo messicano, l’olandese conquista la 14esima vittoria in una stagione, superando il record di 13 vittorie di Michael Schumacher nel 2004 quando conquistò il settimo titolo mondiale, e di Vettel nel 2013. La classifica dei record vede sempre Vettel nel 2011 con 11 vittorie, Lewis Hamilton 11 vittorie nel 2014, nel 2018, nel 2019, nel 2020, Schumacher 11 vittorie nel 2002, Nigel Mansell 9 vittorie nel 1992, Nico Rosberg 9 vittorie nel 2016, Ayrton Senna 8 vittorie nel 1988, Damon Hill 8 vittorie nel 1996 e Mika Hakkinen con 8 vittorie nel 1998.

L’olandese della Red Bull ha condotto un’altra gara in solitaria, quasi sempre da leader, conquistando la 34^ vittoria in carriera, la 4^ in Messico: unico pilota con più di due vittorie all’Hermanos Rodriguez.

“Un risultato incredibile. È stato un anno incredibile fin ora. Ci stiamo sicuramente divertendo e cercheremo di ottenere più vittorie”, ha commentato al termine della gara Verstappen.

Sul podio insieme a lui colui che alla vigilia era uno dei maggiori indiziati per la vittoria finale: Lewis Hamilton. L’inglese conquista il 190° podio in Carriera (8° quest’anno). A secco ancora una vittoria che invece può arrivare in Brasile. Conclude la top 3 l’idolo di casa Sergio Perez (25° podio in Carriera, 10° quest’anno).

L’impressione al termine di questa gara è stata quella di esser tornati al 2021. Con la Mercedes che ha preso il posto della Ferrari di inizio anno, e il team di Maranello prendere il posto del team tedesco di inizio stagione, con tante difficoltà e fatica. La Ferrari, infatti, ha causato molto l’assenza di un problema di bilanciamento con grande difficoltà a livello di affidabilità con il turbo, non riuscendo appieno a sfruttare i cordoli della pista messicana. Un’impressione nata già dalle qualifiche con i tempi quasi sempre molti lontani da Red Bull e Mercedes. Adesso anche il secondo posto costruttori può essere messo in discussione, con la Mercedes ora a -40 punti dal team italiano.

DRIVE OF THE DAY è sicuramente Daniel Ricciardo, autore di una prestazione impeccabile. Non gli hanno certo scalfito l’orgoglio i 10 secondi di penalità ricevuti dopo il contatto con Tsunoda costretto poi al ritiro, l’australiano conquista posizioni su posizioni riuscendo perfino a mantenere il 7° posto visto l’ampio gap con Ocon dietro di lui. Peccato il suo lavoro in F1 stia per terminare. Il suo compagno Norris termina nono. Bottas conclude la top 10.

Tanta rabbia per Fernando Alonso, autore di una bellissima gara ad Austin, ma costretto al ritiro in Messico a causa di un problema al motore. Le sue urla dopo essere sceso dalla monoposto hanno fatto intendere la grande voglia di competizione che ha ancora addosso lo spagnolo.

Una gara atipica in quel di Messico, che non ha entusiasmato maggiormente, complice il mondiale già ben che chiuso in Giappone e che ha decretato Max Verstappen campione del mondo.

Ne mancano 2, adesso: Brasile ed Abu Dhabi. Ma si pensa già al 2023.

L’ORDINE DI ARRIVO DEL GRAN PREMIO DI CITTA’ DEL MESSICO:

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