F1 – La ristrutturazione apportata da Ben Sulayem permette alla FIA di riprendersi il ruolo che le spetta all’interno del paddock, dove, recentemente, ha mostrato grandi smagliature.

L’arrivo di Steve NIelsen pone le basi per una ristrutturazione caratterizzata da una diversa divisioni dei compiti e delle responsabilità; Tombazis, finalmente, sarà alleggerito di alcuni compiti pur restando ben saldo a capo dell’area tecnica delle monoposto.

A discapito di quello che si è portati a pensare, le linee guida alla base delle monoposto che hanno esordito la scorsa a stagione hanno preso forma nella sede di Liberty Media da un’idea di Ross Brawn. Molto lontano quindi dagli uffici della Federazione che ha giocato un ruolo secondario in questo scenario.

Di fatto la presidenza di Jean Todt non aveva i mezzi per imporsi e ribadire il proprio ruolo. Con l’arrivo di Stefano Domenicali a guidare Liberty però, l’ormai ex presidente FIA è riuscito a trasferire il gruppo di lavoro di Nielsen sotto il controllo della Federazione.

Dall’arrivo di Ben Sulayem la FIA ha spinta davvero molto per conquistare nuovamente il ruolo che le spetta: definire e approvare i regolamenti.

Il nuovo organigramma, fortemente voluto dal nuovo presidente, ha fatto emergere anche la ottima predisposizione di Liberty nei confronti della FIA: la società americana non ha infatti posto alcun vincolo quando Nielsen (ex capo del colosso statunitense) ha cambiato casacca spostandosi in FIA, lasciando che diventasse immediatamente operativo.

Collaborare, si sà, fa bene a tutti ma il buon sangue che scorre tra FIA e Librty Media non è da dare per scontato. La storia ci insegna che già in passato si sono verificati episodi, per non definirli dispetti, che hanno portato a un blocco di personale per il periodo di gardenia imposto da contratto. 

Sia che si tratti di un mero gesto compiuto per migliorare l’awereness, sia che si tratti di una situazione in cui “fare soldi” mette tutti d’accordo, dell’arrivo di Nielsen è sicuramente felice Nikolas Tombazis che si è visto sommergere di responsabilità negli ultimi anni e che ora avrà un po’ di respiro in più.

“Cosa accadrebbe se Tombazis rassegnasse le due dimissioni? Ha in mano praticamente tutto. Quanto ci vorrebbe per sostituirlo?” Era la domanda posta lo scorso autunno dal direttore tecnico di Formula 1

Ora i compiti di Tombazis verranno spartiti su più collaboratori grazie alla nuova organizzazione. È un primo passo ma importante all’interno di una realtà che è storicamente lenta nella propria evoluzione.

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