E’ proprio il caso di dire di quanto la pausa estiva della Formula 1 sia calzata a pennello per calmare gli animi in casa Red Bull e Mercedes.

La pausa estiva in Formula 1 è arrivata in un momento perfetto viste le tante tensioni che si sono create dopo le tante vicende che hanno visto coinvolti Max Verstappen di Red Bull e Lewis Hamilton di Mercedes. Ma oltre le loro “divergenze”, le polemiche hanno spesso avuto un continuo fuori la pista con i rispettivi Team Principal. Le tante “battutine” e i continui “botta e risposta”, infatti, sono stati spesso al centro di ogni weeekend di gara dall’inizio del campionato. Accendendo, così, la lotta per la vittoria di un campionato destinato ad accendersi sempre di più sotto tutti i punti di vista.

Secondo il capo tecnico della Red Bull Adrian Newey, le corse ruota a ruota, difficili ma eque, hanno lasciato il posto a un livello senza precedenti di “attività di politica e dietro le quinte”.

Chiaramente questo è un chiaro riferimento alla Mercedes e al controllo a cui è stata sottoposta la flessione dell’ala posteriore della Red Bull, le domande sollevate sulle prestazioni del motore Honda e la direttiva tecnica che per breve tempo sembrava che avesse eliminato un vantaggio chiave della Red Bull nei pitstop.

Newey afferma che è naturale che i rivali si concentrino l’uno sull’altro, arrivando persino a dire che non gli piace l’analogia della guerra, ma ritiene che sia applicabile in questo contesto. Sta accadendo anche in entrambe le direzioni. Mercedes e Red Bull sono avversari accaniti, ma la lotta è diventata a volte irascibile e mentre l’intensità è qualcosa da assaporare per la maggior parte, c’è il rischio che possa andare troppo lontano.

Indipendentemente da ciò che dice la Red Bull, c’è una chiara implicazione che la gente crede che Hamilton abbia fatto uscire di proposito Verstappen a Silverstone. La Mercedes avrebbe potuto rimediare in qualche modo la situazione in Ungheria, ma non lo ha fatto, accusando la Red Bull di uno sforzo “concordato” per offuscare la reputazione di Hamilton.

Mercedes Hamilton Wolff

Nessuna delle due parti ha davvero fatto molto per smorzare le fiamme. Semmai sono state alimentate ancora.

Dopo le accuse razziste che la Mercedes ha denunciato contro coloro che definivano Lewis Hamilton pericoloso, la stessa scuderia non ha fatto certo meglio il weekend successivo (In Ungheria).

Le controparti Christian Horner e Toto Wolff hanno avuto un gelido scambio. Quando gli è stato chiesto da Sky Sports se accetta le scuse di Wolff, Horner ha deviato: “Pagherà il conto?”. Finita lì.

Indipendentemente da ciò, il disagio in questa rivalità è diventato palpabile. Wolff ha persino ammesso che forse è stato il “karma” che la sua squadra non abbia vinto la gara.

Ciò che è sicuro è che l’ago tra le due squadre è ora affilato come un rasoio. Si sta riducendo a una totale antipatia, con Mercedes e Red Bull che condividono semplicemente un reciproco disprezzo per l’altro? E che fine ha fatto il rispetto e la grande “amicizia” che Wolff e Horner hanno sempre condiviso nel paddock?

Altra cosa certa da ora fino a fine stagione è il fatto che sarà difficile vedere come una delle due squadre possa perdere senza sentirsi in qualche modo addolorata.

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