Il secondo appuntamento mondiale di F1 conferma i problemi di Mercedes , in termini di prestazione, della monoposto tedesca. Shovlin: “C’è tanto lavoro da fare”.

La Mercedes archivia il Gran Premio dell’Arabia Saudita con un quinto ed un decimo posto. Russel, primo pilota del team tedesco a tagliare il traguardo, ha concluso la gara con oltre 30 secondi di ritardo dal vincitore Max Verstappen. Peggio è andata al sette volte campione del mondo autore di una qualifica molto complicata chiusa, addirittura, in Q1.

Alla delusione del team principal Toto Wolff fanno eco anche le parole di Andrew Shovlin: “E’ stato un weekend difficile e dobbiamo riorganizzarci per Melbourne”, le parole dell’ingegnere britannico a capo del progetto della W13. “Qui è stato ancora più difficile che in Bahrain, ma negli ultimi 8 anni la squadra è stata in grado di superare qualsiasi problema. Abbiamo tante persone talentuose sia a Brackley che a Brixworth. C’è tanto lavoro da fare ma siamo determinati più che mai per tornare a riprendere la vetta”.

Siamo solo al secondo Gran Premio in calendario ma le difficoltà viste sulla W13 sono tante e le parole dei piloti non sono certamente incoraggianti. Possiamo già sbilanciarci e dire che il progetto della vettura Mercedes ad effetto suolo è sì, estremo, ma sbagliato?
Il concetto iniziale di Mercedes era quello, sostanzialmente, di eliminare la resistenza aerodinamica limitando l’utilizzo delle pance: “Il flusso linearmente arriva fino alla zona del diffusore. E’ come se la Mercedes avesse un solo piano di generazione di deportanza”, l’analisi tecnica dell’ingegnere aerospaziale Alberto Aimar. “La Mercedes per recuperare la deportanza perduta deve lavorare sull’ala posteriore inarcando notevolmente l’inclinazione”.

Ferrari e Red Bull, grazie ad un concetto delle pance diverso, possono agire differentemente sul carico delle ali posteriori e, in questa fase iniziale di campionato, sembra notevolmente vantaggioso. Per avere un’analisi più dettagliata non perdetevi l’appuntamento di Formula One Garage n° 73 con l’analisi di Alberto Aimar sui concetti aero di Mercedes, Red Bull e Ferrari.


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