di Giuly Bellani

Cosa manca a questa F1? O meglio,cosa serve a questa F1 perché ritorni ad appassionare sempre più persone?

La risposta scontata di molti appassionati sarebbe tornare all’era dei motori aspiranti che siano V8, V10 o V12, al periodo dei test in pista, ai rifornimenti, alla competizione di più fornitori di gomme. Ritornare ad una Formula 1 meno “cervellotica” e meno basata sulla tecnologia ad alto costo come l’impiego dei costosissimi simulatori o gli investimenti per lo sviluppo delle PU.

Tornare agli mitici “anni d’oro” sarebbe molto bello per tanti appassionati, sopratutto per i più nostalgici ma questo non è più possibile e per una motivazione: la meccanica e la tecnologia avanzano sempre più con il passare degli anni e la Formula 1 è sempre stata specchio della massima espressione tecnologica e innovativa. Per questo motivo un dietrofront non sarebbe più possibile.

Quindi cosa possiamo cambiare?

Andiamo con ordine

Da un po’ di anni a questa parte la F1 ha intrapreso la strada della “formula risparmio” sia in termini di unità motrici da impiegare in una stagione sia nel numero di set di pneumatici da utilizzare durante il weekend di gara. Da quando è iniziato il periodo dell’era Turbo-ibrida, nel 2014, il numero di PU da impiegare è diminuito a tal punto da portare attualmente i team a poter impiegare solo 3 PU nell’arco di una stagione (con alcune componenti ridotte a sole 2 unità).

In questo modo i team sono costretti a ridurre le prestazioni dei propri propulsori, permettendo il massimo impiego solo in momenti particolari come il Q3 in qualifica oppure in alcune fasi concitate in gara e dover correre “di conserva” arrivando a coprire almeno 6 Gp, per non dover incorrere in penalità per l’utilizzo di supplementari componenti della PU.

Con la rivoluzione tecnica avuta l’anno scorso, nel quale si sono volute monoposto più larghe, più lunghe e con alettoni posteriori più larghi, ci si era posti l’obiettivo di rende queste monoposto le più veloci della storia.

Questo si è avverato in parte, poiché se è verosimile che molti record sul giro in diversi circuiti sono stati sbriciolati dopo anni e anni, è altrettanto vero che la velocità in gara, a causa delle limitazioni su gomme, carburante e PU, non è paragonabile a quanto si poteva osservare 10-15 anni fa, pur volendo “imitarne” la modalità.

Quindi,oggettivamente, si può parlare di monoposto più veloci della storia?

Regolamento tecnico/sportivo : più semplice,esplicito con meno penalità

Negli ultimi anni uno dei temi caldi che più ha infastidito i tifosi è la poca chiarezza e trasparenza del regolamento tecnico, che di conseguenza porta a interpretazioni da parte dei team che comportano poi alla creazione di soluzioni definite “borderline” perché non c’è una specifica regola che ne dichiara la chiara legalità o meno. Un esempio è il caso che ha tenuto banco nell’ultimo terzo della stagione 2018, dove la soluzione dei cerchi forati della Mercedes è stata considerata oltre il  regolamento per molte squadre (sopratutto Ferrari) ma che la Fia ha considerato parzialmente legali.

Le aree grigie del regolamento sono messe in evidenza solamente grazie alla genialità delle soluzioni sfornate dai tecnici e con un regolamento più semplificato la loro fantasia sarebbe ulteriomente messa in mostra. La soluzione quindi sarebbe avere un regolamento semplificato e libero.

Altro aspetto che “assurdamente” da anni è presente nel regolamento sportivo sono le penalità ai piloti per la sostituzione dei componenti della monoposto come il cambio e le varie componenti che costituiscono la Power Unit.

Tutti noi ci chiediamo: Quale responsabilità ha il pilota se il suo team ha necessità, per inaffidabilità o rottura , di sostituire i componenti subendo una penalità?

Domanda lecita al quale è possibile rispondere: Nessuna, però il pilota è parte del team ma giusto o sbagliato che sia  deve accettare le penalità inflittegli.

Argomentare a cosa serve a questa Formula 1 per riavvicinare i tifosi è sicuramente complesso e ci sono vari punti di vista che si possono analizzare e in questa prima parte ne è stata tratta un infarinatura che può già dare qualche spunto di riflessione.

A presto con il primo approfondimento!